Friederike von Alvensleben

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Friederike von Alvensleben

Friederike Beatrix Lisel von Alvensleben, nata von Klingin (Bruxelles, 5 marzo 1749Redekin, 10 aprile 1799), è stata un'attrice teatrale, drammaturga e librettista tedesca.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Friederike apparteneva a una famiglia nobile di origini assiane; fin da bambina venne a contatto con il mondo dell'arte, in quanto nel castello paterno venne ospitata la compagnia teatrale di Karl Theofil Döbbelin, composta tra gli altri da Ferdinand Fleck, Joseph Anton Christ e Margarethe Louise Schick.

Sempre attratta dal mondo dello spettacolo, sposò nel 1762 Döbbelin, dal quale ebbe cinque figlie, e viaggiò con la compagnia teatrale del marito per l'Europa; sotto lo pseudonimo di Anna Catharina Friderici interpretò ella stessa grandi ruoli in commedie e drammi: in Emilia Galotti e Minna von Barnhelm di Gotthold Ephraim Lessing interpretò i ruoli stessi delle protagoniste, ottenendo grande successo a Braunschweig, Magdeburgo, Lipsia e Berlino.

Nel 1778, dopo il divorzio da Döbbelin, si risposò per volere della famiglia con un suo lontano cugino quattordicenne, Gebhard Johan Achaz von Alvensleben, con il quale ebbe tre figli:

  • Johann Friedrich Karl II von Alvensleben (1778-1831), generale prussiano
  • Eduard von Alvensleben (1787-1876), politico prussiano
  • Busso XVI von Alvensleben (1792-1879), militare sassone

Friedrike intrattenne inoltre un proficua corrispondenza con Alois Friedrich von Brühl, celebre drammaturgo, e con Carl von Brühl, che invece era il curatore generale dei musei di Sassonia. Inoltre spinse il marito a dedicarsi all'attività di librettista per il compositore boemo Adalbert Gyrowetz; fu inoltre ella stessa autrice di libretti per le opere di Hasse e anche di una feconda serie di drammi storici (che avrebbe poi anche condizionato l'attività del marito), tra i quali Il castello di Pombia (ispirato alle vicende di Berengario II di Ivrea), La leggenda di Sant'Enrico, La buona Matilde, tutti a sfondo medievale e in gran parte ispirati alle vicende di imperatori germanici. Scrisse inoltre un libro di memorie, Dame, sotto lo pseuodomino di Cythere (Afrodite).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Joseph Anton Christ, Schauspielerleben im achtzehnten Jahrhundert, Monaco e Lipsia, 1912, p. 336.
  • Udo von Alvensleben, Besuche vor dem Untergang, Berlino, Francoforte, Vienna, 1968, pp. 164-166.
  • Martin Wiehle, Altmark-Persönlichkeiten, Oschersleben 1999, ISBN 3-932090-61-6, p. 9.

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