Fisicalismo

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« Secondo il fisicalismo, il linguaggio della fisica è il linguaggio universale della scienza e, di conseguenza, ogni conoscenza può essere ricondotta agli enunciati su gli oggetti fisici »
(Otto Neurath, Die physikalische Sprache als Universalsprache der Wissenschaft ("Il linguaggio della fisica come linguaggio universale della scienza") 1931)

Il fisicalismo è una corrente filosofica che fa capo a Otto Neurath (18821945), uno dei fondatori del Circolo di Vienna, che sostiene possano essere sostenibili scientificamente, e quindi validi per la conoscenza, solo quelle proposizioni definite in termini materiali ossia spazio-temporali.

L'unificazione delle scienze[modifica | modifica sorgente]

Lo scopo ultimo della filosofia di Neurath era quello di arrivare alla unificazione delle scienze tramite un linguaggio universale, chiamato "fisicalista", costituito da un sistema di basilari proposizioni scientifiche a fondamento di ogni scienza. La fisica è dunque la scienza fondamentale, a cui tutte le altre, comprese quelle morali e sociali, sono alla fine riconducibili ed anche il linguaggio scientifico deve essere fondato empiricamente tramite osservazioni elementari.[1]

Queste proposizioni di base o, come le chiama Neurath, "protocolli", sono configurati in modo tale da esprimere la descrizione di una semplice iniziale esperienza (ad esempio «Lo scienziato X, nel luogo Y e al tempo t, osserva che...»[2]) che servirà a dare validità a tutte le altre.

La ricerca nel passato di una scienza unica[modifica | modifica sorgente]

Con il fisicalismo sembrano riemergere le antiche esigenze di una scienza universale così com'era nella ricerca dell'Ars magna di Raimondo Lullo e di Leibniz. Tra gli svariati interessi di Leibniz vi era infatti anche quello per lo studio del linguaggio sul quale egli riteneva potesse fondarsi una nuova scienza: l'"Ars combinatoria": una simbolizzazione del pensiero con cui operare calcoli logico-matematici.
Aristotele aveva già intravisto questa possibilità negli "Analitici", la sua opera di logica formale, dove i concetti semplici venivano simboleggiati con le lettere dell'alfabeto greco. Lo stesso progetto era stato perseguito da Raimondo Lullo (1235-1315) con la sua "Ars Magna" ("Ars compendiosa inveniendi veritatem seu ars magna et maior"): tecnica sintetica per scoprire la verità. Servendosi di simboli linguistici, e anche di schemi e figure, si potevano realizzare delle combinazioni logiche che portavano a verità universali. L'arte lulliana fu dimenticata nel Medioevo e venne invece riscoperta nel Rinascimento dove fu utilizzata nell'alchimia e nell'astrologia. Giordano Bruno ad esempio, era considerato un esperto di questa tecnica. Ancora nel '600 l'"ars magna" trovò cultori come Pierre Gassendi ma furono soprattutto Thomas Hobbes e i suoi seguaci che tentarono di svilupparla ed applicarla ad ogni campo del sapere.

Il fisicalismo nelle scienze[modifica | modifica sorgente]

Con il fisicalismo, secondo Neurath, si potrà eliminare ogni residuo metafisico dalle scienze e ricondurle tutte a un unico fondamento fisico.

In psicologia il fisicalismo ha molti punti in comune con l'impostazione behavioristica di John Broadus Watson (18781958) secondo il quale l'analisi psicologica deve basarsi sul comportamento oggettivo degli individui unico oggetto legittimo dell'indagine psicologica osservabile, misurabile e rilevabile con metodi obiettivi che permettano la ripetizione di esperimenti e interpretabile secondo lo schema stimolo-risposta.

In biologia il fisicalismo rifiuta ogni connotazione vitalistica che vorrebbe attribuire una validità reale alle cosiddette entelechie cioè, secondo l'antica concezione aristotelica, a realtà originarie che hanno iscritte in sé stesse la meta finale verso cui tendono ad evolversi.

La stessa esigenza di fisicità verificabili fanno escludere per il fisicalismo dalla sociologia ogni riferimento a concetti come "lo spirito di un'epoca" dove si assumono come reali, connotazioni non verificabili sperimentalmente ma piuttosto esprimenti asserzioni metafisiche e trascendenti.

Il fisicalismo infine si accosta in filosofia all'empirismo logico con cui concorda nel rifiutare la possibilità di un sapere filosofico che si basi su presupposti suoi propri distinti da quelli delle scienze: l'analisi filosofica alla fine deve semplicemente consistere in una ricerca sul sapere reale.

Il fisicalismo oggi è accettato come impegno della verificabilità delle tesi proposte nella varie scienze ma nella sua forma più rigida, è stato abbandonato dalla maggior parte degli epistemologi, poiché è risultato evidente come esso privasse le singole dottrine dei loro caratteri peculiari facendole convergere strumentalmente verso la fisica.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ O. Neurath, Die physikalische Sprache als Universalsprache der Wissenschaft
  2. ^ O. Neurath, Physikalismus, Scientia, 50, 1931, pp. 297-303.
  3. ^ Cfr. Fisicalismo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • F. Fistetti, Neurath contro Popper. Otto Neurath riscoperto, 1985 ISBN 9788822038098
  • A. Givigliano, La costruzione del dato in sociologia. Logica e linguaggio, Franco Angeli, 2007 ISBN 9788846481818

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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