Fiat AS.6

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Fiat AS.6
Macchi-Castoldi M.C.72 engine Fiat AS.6 2009-06-06.jpg
L'AS.6 esposto presso il Museo storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle
Descrizione
Costruttore Italia Fiat Aviazione
Progettista Tranquillo Zerbi[1]
Tipo motore a V in tandem
Numero di cilindri 24
Raffreddamento a liquido
Alimentazione carburatore
Distribuzione DOHC 4 valvole per cilindro
Compressore centrifugo a singolo stadio
Dimensioni
Cilindrata 50,256 L
Alesaggio 138 mm
Corsa 140 mm
Rap. di compressione 7:1
Peso
A vuoto 930 kg
Prestazioni
Potenza 2 300 CV (1 692 kW), aumentabile in tempi brevi a 2 800 CV (2 059 kW)
Consumo specifico 250 g/(CV h)
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Il Fiat AS.6 era un motore aeronautico da competizione a 24 cilindri a V raffreddato a liquido realizzato dall'azienda italiana Fiat Aviazione negli anni trenta.

Realizzato specificatamente per equipaggiare l'idrocorsa Macchi-Castoldi M.C.72 destinato a partecipare alla Coppa Schneider detiene il primato di essere il motore a pistoni più potente mai realizzato in Italia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Visto di profilo, in una foto d'epoca
Il FIAT AS.6 con il motore smontato senza cilindri
Il FIAT AS.6 visto dall'albero motore
Vista del:FIAT AS.6 installato sull'idro MC.72 senza le capotes laterali

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Dopo la vittoria da parte degli idrocorsa britannici delle edizioni della Coppa Schneider del 1927 e 1929, la possibilità che gli inglesi conquistassero il Trofeo era concreta e penalizzante nei confronti dell'industria aeronautica italiana e per il prestigio del Regime fascista. Il Ministero dell'Aeronautica emanò quindi una specifica per la realizzazione di un idrocorsa ad elevatissime prestazioni da destinare all'edizione del 1931. Alla richiesta risposero l'Aeronautica Macchi, alla quale venne affidata la costruzione della cellula, e la Fiat Aviazione.

Le specifiche che riguardavano la propulsione erano molto esigenti; il nuovo motore avrebbe dovuto erogare una potenza di 2 300 CV (1 692 kW), aumentabile in tempi brevi a 2 800 CV (2 059 kW), un peso non superiore agli 840 kg ed un consumo specifico massimo di 250 g/CVh.

Per risolvere il problema l'ingegner Tranquillo Zerbi, incaricato della sua progettazione, decise di sfruttare l'esperienza acquisita nella messa a punto del motore AS.5, un 12 cilindri a V realizzato per equipaggiare l'idrocorsa Fiat C.29. Il motore, arrivato al massimo sviluppo consentito, era impossibilitato a raggiungere le prestazioni del suo concorrente britannico, il Rolls-Royce R, che con i suoi 1 900 hp (1 417 kW) equipaggiava il Supermarine S.6 per cui Zerbi escogitò una soluzione inedita, l'abbinamento di due unità separate che complessivamente avrebbero erogato la potenza richiesta.

Particolarità[modifica | modifica sorgente]

I 24 cilindri erano disposti a V, in due gruppi da 12 cilindri ciascuno, separati da una doppia camera intermedia che conteneva i ruotismi.
I due gruppi di ruotismi erano meccanicamente indipendenti, ciascuno col proprio albero motore e riduttore a ingranaggi che azionava il proprio albero d'elica.
I due alberi d'elica, coassiali e posizionati al centro della V dei cilindri, terminavano ciascuno col proprio mozzo.[2]

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Velivoli utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

bandiera Regno d'Italia

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fiat "A S 6" in Ruoteclassiche
  2. ^ Jotti da Badia Polesine, Annuario dell'Aeronautica Italiana, Milano, Libreria Aeronautica, 1934, pag.nn.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Gunston, Bill. (1986). World Encyclopaedia of Aero Engines. Patrick Stephens: Wellingborough.
  • Paolo Matricardi Cento anni di aerei. Mondadori

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]