Félix Díaz
Félix Díaz Velasco (Oaxaca, 17 febbraio 1868 – Veracruz, 9 luglio 1945) è stato un generale e politico messicano, noto per aver partecipato alla rivoluzione messicana.
Nipote del presidente Porfirio Díaz, durante il Porfiriato ha occupato varie posizioni politiche. Dopo le dimissioni dello zio e l'elezione di Francisco Madero, si unì a Victoriano Huerta e Bernardo Reyes, per iniziare la ribellione contro il nuovo presidente. Díaz venne catturato nell'ottobre 1912 e condannato a morte per tradimento, anche se Madero decise in seguito di commutare la pena in carcere a vita.
Díaz riuscì a scappare dal carcere durante La Decena trágica ("I dieci tragici giorni"), che imprigionò e in seguito uccise Madero. Pochi giorni dopo l'arresto di quest'ultimo, Díaz firmò l'Embassy Pact (Patto dell'ambasciata), un accordo che permise a Huerta di diventare presidente e che gli diede la possibilità di candidarsi per le elezioni successive. Huerta non rispettò i patti e mandò Félix in Giappone come ambasciatore. Al suo ritorno venne continuamente tartassato da Huerta, tanto da venire esiliato a New York e poi a L'Avana.
Tornò in Messico nel maggio 1916 diventando leader di un nuovo partito rivoluzionario, che tuttavia non ebbe un gran successo. I suoi sforzi pressoché inutili, e Díaz venne costretto a ritirarsi nel sud del Messico.
Nel 1920 venne nuovamente esiliato. Tornò nel 1937 e si stabilì a Veracruz, dove morì nel 1945.
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