Euoplocephalus

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Euoplocephalus
Stato di conservazione: Fossile
Euoplocephalus BW.jpg
Ricostruzione di Euoplocephalus tutus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Sottoclasse Diapsida
Superordine Dinosauria
Ordine Ornithischia
Sottordine Thyreophora
Infraordine Ankylosauria
Famiglia Ankylosauridae
Genere Euoplocephalus
Specie
  • E. acutosquameus
  • E. tutus

L'euoplocefalo (gen. Euoplocephalus) era un dinosauro corazzato vissuto nel Cretaceo superiore (Campaniano - Maastrichtiano, circa 74 milioni di anni fa) in Alberta e in Montana.

Indice

[modifica] Etimologia

Il nome euoplocephalus deriva dal greco antico e significa "testa ben corazzata".

[modifica] Un anchilosauro ben conosciuto

Lungo circa sei metri e pesante circa tre tonnellate, questo dinosauro è stato descritto per la prima volta da Lawrence Lambe nel 1902 ed è forse il più conosciuto tra i dinosauri corazzati, o anchilosauri. Il genere Euoplocephalus consta in tutto di una quarantina di ritrovamenti più o meno completi. Uno scheletro eccezionalmente ben conservato, purtroppo privo del cranio, è stato studiato nei dettagli negli anni '70 e '80, e ha permesso di descrivere con accuratezza l'anatomia e la morfologia della corazza di questi dinosauri. Fino ad allora, infatti, regnava una gran confusione nella classificazione degli anchilosauri anche per la scarsa conoscenza delle caratteristiche armature.

[modifica] Confusione sui resti fossili

L'esemplare in precedenza era noto come Scolosaurus cutleri, ma durante la revisione degli anni '70 è apparso chiaro che apparteneva alla specie E. tutus. Il cosiddetto "Scolosaurus" era raffigurato con il corpo pesante schiacciato contro il terreno, la testa priva di armatura e con una doppia fila di puntali lungo il dorso che raggiungevano un'altezza considerevole nella zona del bacino, mentre la mazza caudale era armata con due ulteriori spuntoni. In realtà sulla coda forse non era presente alcuna spina supplementare, e il corpo era tenuto ben sollevato dal terreno; la testa, ben conosciuta in altri esemplari, era dotata di quattro brevi "corna" difensive e di un'intelaiatura di placche fuse insieme. È noto che anche le palpebre erano ossificate, a garantire una totale protezione dell'animale quando questo teneva gli occhi chiusi. Strutture simili sono note anche nel nodosauride Pawpawsaurus.

Mazza caudale di Euoplocephalus tutus

[modifica] Un'altra specie

Altri resti fossili sono stati attribuiti a un'altra specie di Euoplocephalus, ma attualmente sono ritenuti appartenere a un genere a parte: Dyoplosaurus acutosquameus è ritenuto possessore di una mazza caudale priva di spine e con puntali sulla schiena meno alti. Sembra inoltre che l'euoplocefalo avesse sviluppato un proprio sistema di masticazione del cibo particolarmente efficace, in modo del tutto diverso da quello adottato dai ceratopsi e dagli iguanodonti.

[modifica] Nella cultura popolare

Una ricostruzione di euoplocepfalo è presente nel Parco della Preistoria di Rivolta d'Adda, denominato sul sito con il vecchio nome di scolosauro.

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