Esperimento del neutrino di Cowan e Reines

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L'esperimento del neutrino, detto anche esperimento di Cowan-Reines dal nome dei due scienziati Clyde Cowan e Frederick Reines che lo misero a punto nel 1956, confermò l'esistenza dell'antineutrino, una particella subatomica con carica elettrica nulla e massa molto piccola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '30, attraverso lo studio del decadimento beta, era diventato evidente che doveva esistere una particella con massa quasi nulla e senza carica elettrica che non era mai stata osservata fino a quel momento.

Questa evidenza nasceva dall'osservazione dello spettro continuo dell'energia cinetica e dell'impulso dell'elettrone emesso nel decadimento beta. Se si vuole mantenere valido il principio di conservazione dell'energia, l'unico modo perché quello spettro continuo potesse essere spiegato è che insieme all'elettrone venisse prodotta ed emessa una terza particella.

Tale ipotesi venne avanzata da Wolfgang Pauli nel 1930, e venne a lungo considerata speculativa. Era necessario riuscire a rivelare direttamente l'esistenza delle suddette ipotetiche particelle per cambiare in modo definitivo le opinioni di tutta la comunità scientifica.

Fortunatamente, la teoria che descrive i comportamenti delle particelle implica che, oltre al decadimento beta, debbano esistere altre reazioni di intensità nota, incluse quelle dove l'ipotetica particella interagisce con un nucleo, producendo la trasformazione del nucleo stesso e l'emissione di un anti particella beta (=positrone). Una tale reazione, denominata decadimento beta inverso, fu utilizzata con successo da Reines e Cowan per rivelare la presenza delle particelle sopra ipotizzate.

La sorgente di particelle che essi utilizzarono era il reattore nucleare dell'impianto Savannah River nella Carolina del Sud. Questi importanti risultati valsero il premio Nobel a Reines nel 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]