Episodio psicotico acuto

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Un episodio psicotico acuto è un disturbo mentale transitorio, seguito dal recupero delle funzioni neuropsichiche. Il tempo confermerà se l'evento è da considerarsi o meno un episodio isolato[1] La durata è tipicamente di poche ore o giorni (diventando una psicosi breve). Può essere la manifestazione occasionale di un disturbo post traumatico da stress e/o depressione e/o ansia. A volte è espressione sintomatica di un'intossicazione, sclerosi multipla, epilessia, emicrania, attacco ischemico transitorio o altra patologia neurologica. Quando gli episodi psicotici si ripetono si può configurare un quadro di psicosi.

Tipicamente l'episodio psicotico si manifesta in una o più delle seguenti modalità:

  1. percezione come se fossero reali di sensazioni inesistenti visive, uditive, tattili, olfattive (allucinazione)
  2. convinzione e credenze irrealistiche (delirio) e/o persecutorie (paranoia)
  3. importanti difficoltà comunicative, dal mutismo alla confabulazione

Attacchi di panico, sogni, superstizioni, lapsus linguae non sono episodi psicotici (ma possono esserne eventualmente parte).

Se non vi sono ragioni di sospettare cause diverse (depressione puerperale, mania, trauma psicologico) è prudente sospettare un possibile primo episodio di schizofrenia da seguire per 1-2 anni con profilassi farmacologica anche in assenza di altri episodi[2]. Prima dei 18 anni se ne occupa la neuropsichiatria dell'infanzia-adolescenza, nella maggiore età la psichiatria[3].

Note [modifica]

  1. ^ Baldwin et al. Epidemiology of First-Episode Psychosis: Illustrating the Challenges Across Diagnostic Boundaries Through the Cavan-Monaghan Study at 8 Years, Schizophr Bull 2005, 31: 624-38, doi: 10.1093/schbul/sbi025
  2. ^ Gli interventi precoci nella schizofrenia, Linee guida 2007 dell'Istituto Superiore di Sanità
  3. ^ Besana, D. & Spinelli, G.G. (2001). L’adolescente con patologia psichiatrica: una collocazione problematica, in Atti VI congresso della Società Italiana di Psicopatologia, Roma, 21-25 febbraio 2001, Giornale Italiano di Psicopatologia, 7 (suppl) 64