Episodi di Spartacus (terza stagione)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow.pngVoce principale: Spartacus (serie televisiva).

La terza ed ultima stagione della serie televisiva Spartacus, intitolata Spartacus - La guerra dei dannati (Spartacus: War of the Damned), è stata trasmessa dal canale statunitense via cavo Starz dal 25 gennaio[1] al 12 aprile 2013.

In Italia, la stagione è andata in onda sul canale satellitare Sky Uno dal 14 maggio al 16 luglio 2013 nella sua versione censurata, e dal 16 maggio al 18 luglio 2013 nella versione integrale senza censure.[2] In chiaro è stata trasmessa su Cielo dal 12 gennaio al 16 marzo 2014.

Titolo originale Titolo italiano Prima TV USA Prima TV Italia
1 Enemies of Rome Nemici di Roma 25 gennaio 2013 14 maggio 2013
2 Wolves at the Gate Lupi alla porta 1º febbraio 2013 21 maggio 2013
3 Men of Honor Uomini d'onore 8 febbraio 2013 28 maggio 2013
4 Decimation Decimazione 22 febbraio 2013 4 giugno 2013
5 Blood Brothers Fratelli di sangue 1º marzo 2013 11 giugno 2013
6 Spoils of War Bottino di guerra 8 marzo 2013 18 giugno 2013
7 Mors Indecepta Morte ineluttabile 15 marzo 2013 25 giugno 2013
8 Separate Paths Strade diverse 22 marzo 2013 2 luglio 2013
9 The Dead and the Dying Morti e morituri 5 aprile 2013 9 luglio 2013
10 Victory La vittoria 12 aprile 2013 16 luglio 2013

Nemici di Roma[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte di Glabro, la Repubblica Romana continua a mandare i suoi generali per fermare la rivolta degli schiavi, ma ormai Spartacus è riuscito a creare un esercito in grado di competere contro le legioni romane. I generali Furio e Cossinio sfidano inutilmente i ribelli perdendo molti uomini, così si ritirano in una villa. Sapendo di non riuscire a competere con gli schiavi, mandano il senatore Metello a chiedere aiuto a Marco Licinio Crasso, il quale accetta la proposta di aiutare i due generali in difficoltà. Crasso manda dei messaggeri affinché la sua risposta arrivi, ma i ribelli riescono ad intercettare e a scovare il nascondiglio di Furio e Cossinio. Spartacus, Crisso e Gannicus sfruttando l'ombra della notte, riescono ad introfularsi nella villa e a massacrare tutti i soldati romani, i due generali si arrendono e chiedono di essere liberati, ma Spartacus compie la sua missione tagliando le loro teste.

  • Ascolti USA: telespettatori 930.000 – rating 18-49 anni 0,3%[3]

Lupi alla porta[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

  • Ascolti USA: telespettatori 822.000 – rating 18-49 anni 0,3%[4]

Uomini d'onore[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

  • Ascolti USA: telespettatori 950.000 – rating 18-49 anni 0,3%[5]

Decimazione[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

  • Ascolti USA: telespettatori 880.000 – rating 18-49 anni 0,3%[6]

Fratelli di sangue[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Cominciano ad emergere dei dissidi tra le fila dei ribelli spartachisti in merito al trattamento da riservare ai prigionieri romani di Sinuessa. Crisso, dal canto suo, non condividendo l'atteggiamento clemente e passivo di Spartacus, decide di fomentare i gladiatori contro i prigionieri, uccidendone qualcuno, ma interviene prontamente Spartacus a sedare il massacro infierendo con parole sprezzanti un infuriato Crisso. Tra i due la situazione sembra essere tornata quella di un tempo, freddezza e sguardi eloquenti. Spartacus dal canto suo decide di dirigersi in Sicilia per attaccare i rifornimenti diretti all'esercito di Crasso, tentando di spossare le sue forze e allo stesso tempo di rifocillare le proprie. Gaio Giulio Cesare, infiltratosi tra le fila dei ribelli, attraverso ingegno e astuzia fa in modo che, tutti coloro rimasti all'oscuro dei piani di Spartacus fossero informati, tra cui Crisso stesso. Al rientro di Spartacus la situazione pare peggiorare quando egli stesso decide di liberare i prigionieri romani, riscontrando notevole resistenza in Crisso e i suoi seguaci. Ma tutto faceva parte di un astuto piano ideato da Spartacus stesso, di cui solo Agron e Gannicus ne erano al corrente, egli infatti ha fatto sì che i prigionieri riferissero dei dissidi interni alle forze spartachiste e che l'esercito romano si avventurasse in un impudente attacco. Contemporaneamente Crasso aveva corrotto i pirati cilici i quali giungono al porto di Sinuessa con un carico alquanto speciale, un manipolo di legionari romani. Spartacus è isolato e ferito da un pugnalata alle spalle di Cesare, ma intervengono prontamente Crisso e i suoi uomini che uccidono gli ultimi nemici e permettono la fuga ai sopravvissuti.

  • Ascolti USA: telespettatori 1.018.000 – rating 18-49 anni 0,4%[7]

Bottino di guerra[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

  • Ascolti USA: telespettatori 870.000 – rating 18-49 anni 0,3%[8]

Morte ineluttabile[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

  • Ascolti USA: telespettatori 1.089.000 – rating 18-49 anni 0,5%[9]

Strade diverse[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

  • Ascolti USA: telespettatori 1.090.000 – rating 18-49 anni 0,4%[10]

Morti e morituri[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

In una radura, un piccolo manipolo di legionari di Pompeo Magno viene attaccato e ucciso da Spartacus e i suoi. Nel frattempo, Crasso manda Naevia indietro, portando la testa di Crisso, come messaggio per Spartacus, il quale tende un tranello a Crasso, con lo scopo di rapirlo e ucciderlo. A farne le spese è però il figlio Tiberius, che insieme ad un gruppo dei suoi soldati viene fatto prigioniero, per poter essere tutti loro utilizzati nei giochi che gli schiavi ribelli hanno deciso di organizzare in onore dei compagni caduti. Durante l'ultimo scontro, però, tra Tiberius e Naevia, che vuole vendicare Crisso, Spartacus riceve un messaggio di Cesare, inviato da Crasso, il quale gli propone di scambiare il figlio con 500 schiavi fatti prigionieri durante l'ultima battaglia. A malincuore, Naevia risparmia la vita a Tiberius, ma mentre sta per essere liberato, Kore gli si scaglia addosso e lo trafigge con un pugnale, uccidendolo. Il patto sarà comunque rispettato, perché Kore offrirà sé stessa come merce di scambio. Il rapporto tra lei e Crasso, tuttavia, cambierà per sempre, perché, pur sollevato di riaverla con sé, il generale le impone di chiamarlo, da quel momento in poi, padrone. Intanto, riabbracciati i compagni liberati, Spartacus e i suoi rendono onore ai compagni caduti, e si preparano allo scontro finale.

  • Ascolti USA: telespettatori 1.070.000 – rating 18-49 anni 0,4%[11]

La vittoria[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Spartacus decide di prepararsi per l'ultima grande battaglia contro Roma, dividendo i ribelli in due gruppi: Uno sarebbe stato il gruppo di guerrieri che avrebbe intrapreso l'ultimo scontro contro Crasso, l'altro formato da donne, bambini e uomini non in grado di combattere che, guidato da Leta, Agron, Nasir e Sybil, avrebbe dovuto valicare le montagne per raggiungere la libertà. I ribelli iniziano ad attaccare le ville dei romani dividendosi in più gruppi e attaccando quasi in contemporanea, rivendicando ogni attacco come quello di "Spartacus". In questo modo Crasso si ritrova senza punti di riferimento, non capendo come il trace possa percorrere così tanti chilometri in così poco tempo. Una staffetta romana riesce però ad intravedere i ribelli che si riunivano in Lucania, e Crasso decide di marciare immediatamente con tutte le sue truppe verso l'ultima battaglia della ribellione. Intanto Agron, fortemente debilitato dalla crocefissione subita nei campi dei romani, non è più in grado di reggere una spada ma Nasir riesce a fabbricargli uno scudo con una spada conficcata in grado di essere retto senza problemi e da fungere sia da difesa che da attacco (lo scudo ha dipinto lo stesso serpente rosso della premonizione di Sura). In tal modo Agron rientra nelle file dei guerrieri guidati da Spartacus con Nasir al suo seguito poco prima che i due gruppi di ribelli si dividano. La notte prima della battaglia, Crasso richiede un incontro con Spartacus, accettato dal trace. I due si incontrano su di un colle e, dopo aver dimostrato entrambi rispetto per il nemico allontanando le loro rispettive guardie del corpo, iniziano una discussione sui motivi della ribellione e sui suoi esiti finali. Infine i due si riconoscono come praticamente identici e si salutano alla maniera dei gladiatori mentre Spartacus si lascia sfuggire che Tiberio è stato ucciso da una donna e non da un uomo, come Cesare e Kore avevano fatto credere a Crasso. L'imperatore corre immediatamente nella sua tenda dove ad aspettarlo ci sono Kore e Cesare e, visibilmente sotto pressione, la schiava confessa di essere stata lei ad uccidere Tiberio perché quest'ultimo l'aveva più volte posseduta con la forza. Crasso sorpreso riconosce la subdolezza del figlio e perdona Kore, baciandola. Le truppe di Crasso e quelle di Spartacus si trovano finalmente faccia a faccia sulle terre aride della Lucania. Con una serie di trabocchetti e di mosse tattiche le truppe ribelli sembrano avere la meglio: Spartacus, Agron e Nasir conducono l'attacco frontale mentre Gannicus, Naevia e Saxa sorprendono i romani attaccandoli alle spalle e sabotando le loro catapulte e balestre. La superiorità numerica dei romani inizia però a farsi sentire, e molti ribelli perdono la vita (Lugo viene colpito da una catapulta e trafitto dai soldati romani, Saxa viene trapassata da una lancia e muore tra le braccia di Gannicus mentre Naevia viene prima ferita e poi uccisa da Cesare con la stessa spada con la quale Tiberio decapitò Crixus). Spartacus intravede Crasso tra la battaglia e lo insegue fino ad un colle dove, seppur venendo ferito più volte, riesce ad uccidere tutta la scorta dell'imperatore, rimanendo faccia a faccia con lui. Crasso sembra avere la meglio (Spartacus è stanco e ferito), ma, con le immagini delle morti di Mira, di Varro e di Sura nella testa, il trace ritrova le forze, disarma Crasso e si appresta a sferrare il colpo finale, ma Crasso blocca il fendente con le mani in maniera identica a quanto aveva già fatto contro Ilarus, disarma Spartacus e gli ritorce la spada contro. L'imperatore sembra convinto d'aver vinto ma viene sorpreso dalla mossa del trace che blocca a sua volta il colpo con le sue stesse mani come appena fatto da Crasso. Spartacus sconfigge l'imperatore e lo mette in ginocchio ma proprio mentre sta per sferrare il colpo finale viene trapassato dalle lance di 3 soldati romani venuti in soccorso di Crasso. Vedendolo in punto di morte, Crasso si rammarica con Spartacus del fatto che egli fosse nato trace e non romano, altrimenti l'avrebbe preso volentieri come suo braccio destro ma Spartacus gli risponde di essere felice poiché il fato gli ha impedito una tale punizione e, osservando per l'ultima volta il laccio, ormai impregnato di sangue, donatogli da Sura, accetta la morte. Intervengono però Agron e Nasir che uccidono i soldati romani e fanno cadere Crasso dal piccolo colle, portando in salvo Spartacus. Intanto Gannicus, accerchiato dai romani e rimasto uno dei pochi ribelli ancora vivi sul campo di battaglia, viene catturato e condannato alla crocefissione. Così il primo campione di Capua saluta la morte col sorriso, ricordando l'amico Enomao e la gloria conquistata nell'arena. Si scopre inoltre che lungo la via Appia, dove i romani stanno crocefiggendo tutti i ribelli, si trova anche Kore, condannata al medesimo destino in quanto accusata da Crasso di tradimento per essersi unita ai ribelli prima della morte di Tiberio. Proprio mentre Cesare e Crasso si gustano la vittoria, arriva Pompeo che informa i due di aver appena sbaragliato l'altro gruppo di ribelli diretto alle montagne e di essersi preso in senato tutta la gloria della vittoria su Spartacus, offrendo a Cesare e Crasso la possibilità di formare un triumvirato. Nel frattempo Spartacus si risveglia ai piedi delle montagne con Agron, Nasir, Leta e Sybil intorno a lui pronti a intraprendere il cammino verso la libertà. Spartacus però, gravemente ferito, è consapevole di non poter superare le montagne in quello stato e di essere un peso per gli altri e ordina loro di abbandonarlo, ricordando che "Spartacus" non è il suo vero nome e che finalmente potrà risentire pronunciare il suo nome trace dalle labbra della moglie Sura. Così, affermando di essere felice di andarsene da quel mondo da uomo libero, il portatore di pioggia muore tra le lacrime di Agron e Leta sotto una scrosciante pioggia. Infine il gruppo di ribelli rimasto valica le montagne e esce dalla morsa della Repubblica Romana, dopo aver seppellito Spartacus con lo scudo di Agron (quello con il serpente rosso) che per Spartacus era simbolo di sventura ma che in verità l'ha portato a reagire durante la sua esecuzione nell'arena tempo addietro, evento che ha dato il via all'ascesa di Spartacus, l'uccisore di Teocoles, destinato a scrivere una pagina importante nella storia e a compiere una grande passo per la libertà di ogni singolo individuo.

  • Ascolti USA: telespettatori 1.425.000 – rating 18-49 anni 0,6%[12]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Amanda Kondolojy, 'Spartacus: War of the Damned' To Premiere on Starz January 25, TV by the Numbers, 6 novembre 2012. URL consultato il 10 gennaio 2013.
  2. ^ Linda Avolio, Spartacus: la guerra dei dannati si combatte su Sky Uno, Mag-Sky, 14 maggio 2013. URL consultato il 15 maggio 2013.
  3. ^ (EN) Amanda Kondolojy, Friday Cable Ratings: 'Gold Rush' Wins Night, + 'Bering Sea Gold', WWE Friday Night Smackdown & More, TV by the Numbers, 28 gennaio 2013. URL consultato il 29 gennaio 2013.
  4. ^ (EN) Travis Yanan, Friday's Cable Ratings: Discovery Is "Gold" in Demos, Viewers, The Futon Critic, 5 febbraio 2013. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  5. ^ (EN) Amanda Kondolojy, Friday Cable Ratings: 'Gold Rush' Wins Again, + 'Bering Sea Gold', 'Friday Night SmackDown', NBA Basketball & More, TV by the Numbers, 11 febbraio 2013. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  6. ^ (EN) Amanda Kondolojy, Friday Cable Ratings: 'Gold Rush' Wins Again + 'Yukon Men', 'Friday Night SmackDown', NBA Basketball & More, TV by the Numbers, 25 febbraio 2013. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  7. ^ (EN) Sara Bibel, Friday Cable Ratings:NBA Basketball Wins Night, 'WWE Smackdown', 'Jessie', 'Robot Combat League','Spartacus' & More, TV by the Numbers, 4 marzo 2013. URL consultato il 5 marzo 2013.
  8. ^ (EN) Amanda Kondolojy, Friday Cable Ratings: 'Friday Night SmackDown' Wins Night + NBA Basketball, 'Bering Sea Gold', 'SportsCenter' & More, TV by the Numbers, 11 marzo 2013. URL consultato il 12 marzo 2013.
  9. ^ (EN) Sara Bibel, Friday Cable Ratings: 'The Wizards Return: Alex vs. Alex' Wins Night, 'Bering Sea Gold','WWE Smackdown', 'Gravity Falls', 'Spartacus' & More, TV by the Numbers, 18 marzo 2013. URL consultato il 18 marzo 2013.
  10. ^ (EN) Amanda Kondolojy, Friday Cable Ratings: NCAA Basketball Dominates Night + 'Friday Night SmackDown', 'Bering Sea Gold', 'Storage Wars' & More, TV by the Numbers, 25 marzo 2013. URL consultato il 25 marzo 2013.
  11. ^ (EN) Amanda Kondolojy, Friday Cable Ratings: 'Friday Night SmackDown' Wins Night + 'Yukon Men', 'Storage Wars', NBA Basketball & More, TV by the Numbers, 8 aprile 2013. URL consultato il 10 aprile 2013.
  12. ^ (EN) Sara Bibel, Friday Cable Ratings: 'Masters' Coverage Wins Night, 'WWE Smackdown', 'Spartacus', 'Da Vinci's Demons','Yukon Men', 'Vice' & More, TV by the Numbers, 15 aprile 2013. URL consultato il 16 aprile 2013.
Spartacus
Stagioni Prima stagione · Seconda stagione · Terza stagione
televisione Portale Televisione: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di televisione