Elizabeth Villiers

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Elizabeth Hamilton

Elizabeth Hamilton, Contessa di Orkney (165719 aprile 1733), fu l'amante riconosciuta di Guglielmo III & II, Re d'Inghilterra e Scozia, dal 1680 fino al 1695. Fu una dama di compagnia di sua moglie e co-regnante, la Regina Maria II.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Nacque dal Colonnello Sir Edward Villiers di Richmond e Frances Howard, figlia minore di Theophilus Howard, II conte di Suffolk ed Elizabeth Hume. Come governante delle principesse Maria ed Anna, Lady Villiers assicurò per i suoi figli posizione e influenza nella casa della futura regina Maria II: le sorelle di Elizabeth, Anne e Katherine, furono tra le damigelle d'onore che accompagnarono Lady Mary a L'Aia, per servire la Principessa d'Orange; mentre, suo fratello Edward, creato poi I Conte di Jersey, fu Master of the Horse. Fu anche la fondatrice del Midleton College nel 1696, un collegio privato a Cork in Irlanda.

Tre anni dopo le nozze di Guglielmo e Maria, Elizabeth diventò la sua amante riconosciuta. Nel 1685, il padre di Maria Giacomo II sfruttò le voci dell'infedeltà di Guglielmo nel tentativo di provocare una scissione tra la figlia e il suo infedele principe. Dopo la sua ascensione al trono inglese, Guglielmo stabilì su di lei gran parte dei beni confiscati irlandesi del compianto Giacomo II. Il Parlamento revocò la concessione nel 1699.

Poco dopo la morte di Maria II, Guglielmo pose fine alla sua relazione con Elizabeth Villiers, motivata, di disse, per espresso desiderio di sua moglie.

Nel 1694, due uomini si batterono a duello eventualmente per l'affetto di Elizabeth Villiers. John Law, allora ancora un giovane squattrinato, uccise Edward "Beau" Wilson il 9 aprile 1694. Wilson aveva sfidato Law, sebbene Law possa essere stato provocato da Wilson su istigazione della Villiers, causa di un conflitto che ebbe con Wilson per quanto riguarda denaro e tentativi di ricatto.[1] Law fu processato e inizialmente giudicato colpevole di omicidio e condannato a morte. La sua condanna fu commutata in una multa, sulla base che il reato ammontava soltanto ad omicidio colposo. Il fratello di Wilson presentò ricorso e fece imprigionare Law, ma egli riuscì a fuggire verso il continente.

Il 25 novembre 1695 Elizabeth sposò suo cugino, Lord George Hamilton, quinto figlio maschio del duca di Hamilton. Fu gratificato all'inizio del anno successivo con i titoli di Conte di Orkney, Visconte di Kirkwall, e Barone Dechmont. Elizabeth, Contessa di Orkney, servì gli interessi del marito con grande abilità e il matrimonio si rivelò felice.[2] Morì a Londra il 19 aprile 1733.

Lady Orkney tenne un certo grado di importanza sociale nell'era hannoveriana, ospitò sia Giorgio I che di Giorgio II nella sua tenuta di Cliveden nel Buckinghamshire.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Elizabeth Villiers era una cugina di primo grado di Barbara Villiers, un'amante di Carlo II, in quanto i loro padri erano fratelli. Sua zia paterna fu Anne Villiers, contessa di Morton, la madrina e governante della Principessa Enrichetta. Suo fratello fu Edward Villiers, I conte di Jersey, il cui bisnipote sposò Frances Twysden, un'altra amante reale.

Figlli[modifica | modifica wikitesto]

Da George Hamilton, I conte di Orkney, figlio di Anne Hamilton, III duchessa di Hamilton, e William Hamilton, duca di Hamilton, Elizabeth Villiers ebbe tre figlie femmine, la maggiore delle quali ereditò le proprietà e il titolo di suo marito:[3]

Approfondimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Rachel Weil, ‘Villiers [Hamilton], Elizabeth, countess of Orkney (c.1657-1733)’, Oxford Dictionary of National Biography (Oxford University Press, 2004) - available online to those with a subscription.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Template:Aut (1997) John Law: Economic Theorist and Policy-maker, Oxford U.P. ISBN 0-19-828649-X, 9780198286493, p. 22ff.
  2. ^ Eleanor Herman, Sex with Kings: 500 Years of Adultery, Power, Rivalry, and Revenge, The Business of Life, William Morrow Paperbacks, 2005, p. 219, ISBN 0-06-058544-7.
  3. ^ Lady Henrietta Douglas, thepeerage.com

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