Dubrawka

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Dubrawka di Boemia

Dubrawka di Boemia (940(fino al 945) – 977) membro della dinastia dei Přemislidi, divenne per matrimonio regina di Polonia.

La vita incerta[modifica | modifica wikitesto]

Dubrwka nacque in una data imprecisata fra il 940 ed il 945 da Boleslao I di Boemia, sua madre doveva essere una donna di nome Biagota[1]. Poiché sulla sua nascita non ci sono indicazioni precise ci si basa sulle parole del cronacotecario Cosma Praghese secondo il quale, al tempo del suo matrimonio con Miecislao I di Polonia era una donna fatta[2]. Tuttavia sono diversi gli storici che dubitano di tale versione pensando che l'aggettivo da lui usato di vecchia potesse sottintendere un qualche intento malizioso[3]. Altre interpretazioni vorrebbero che lui confonda Dubrwaka con la sorella Mlada da cui la separava una grande differenza di età, o che addirittura potesse sbagliari con Oda di Haldensleben (955 fino al 960-1023), seconda moglie di suo padre, che all'epoca del matrimonio era sui 20-25 anni, un'età avanzata per i canoni di allora. Sui primi anni di vita di Dubrwaka non ci sono notizie, lo storico Oswald Balzer (1858-1933), prima di sposarsi con Miecislao Dubrawka potrebbe essere stata maritata con Gunther, Margravio di Merseburg (morto il 13 luglio 982) e con lui avrebbe avuto un figlio Gunzelin di Meissen. Balzer raggiunse questa conclusione basandosi su un riferimento fatto da Tietmaro di Merseburgo, che nella propria cronaca si riferisce a Boleslao I, figlio di Dubrawka, come il fratello di Gunzelin[4]. Altre interpretazioni più recenti voglioni i due come cugini o cognati.

L'artefice della conversione?[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del 964 suo padre Boleslao raggiunse un accordo di pace con il vicino Miecislao e si decise di ratificare l'intesa con un matrimonio che avrebbe coinvolto Miecislao e Dubrwaka[5] che si sarebbe dovuto celebrare l'anno seguente. Tuttavia i due sposi erano divisi dalla questione religiosa, mentre infatti una era cristiana, l'altro era pagano. Le fonti coeve danno due versioni del ruolo che Dubrawka avrebbe avuto nella conversione del marito, e con lui della Polonia, secondo la prima la giovane pose il battesimo di Miecislao come condizione per continuare il matrimonio[6], secondo altre invece Dubrawka sarebbe giunta in Polonia con uno stuolo di dignitari religiosi che si accordarono con i dignitari polacchi di far battezzare il re così che il matrimonio potesse avere luogo. Gli storici moderni tendono a dare credito a questa seconda versione, che nega a Dubrawka ogni ruolo attivo nella faccenda e pongono l'accento sul fatto che il battesimo di Miecislao sarebbe avvenuto per ragioni emintemente politiche[7]. Ovviamente nella tradizione Durbrawka ha un ruolo maggiore entrato nella tradizione della chiesa locale che sottolinea come la conversione dei nobili polacchi sia avvenuta grazie ad una donna[8], sempre la tradizione attribuisce a lei la costruzione di diverse chiese, come quella della Santissima Trinità a Gniezno e quella della Vergine Maria a Ostrów Tumski, Poznań. Dal punto di vista pratico il matrimonio fra Dubrawka e Miecislao portò un'alleanza duratura, il 21 settembre 967, per esempio, il sovrano polacco fu affiancato dai boemi nella guerra contro gli uomini della Volinia guidati da Wichmann il giovane, nel 973 dopo la morte di Ottone I di Sassonia sia Miecislao che il cognato Boleslao II (morto il 7 febbraio 999) si allearono per sostenere il loro candidato, Enrico II, duca di Baviera.

Matrimonio, figli e morte[modifica | modifica wikitesto]

Dubrawka ed il marito ebbero almeno due figli di cui si ha notizia certa:

Dubrwka morì nel 977, la sua morte indebolì l'alleanza fra Polonia e Boemia che si estinse circa dieci anni dopo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [Complete Genealogy of the Přemyslid dynasty]
  2. ^ Chronicle of Cosmas of Prague: tradotto e commentato da Maria Wojciechowska, Warsaw 1968
  3. ^ H. Łowmiański, Religia Słowian i jej upadek, Varsavia
  4. ^ Thietmari chronicon, vol. V, cap. 18, p. 274; vol. V, cap. 36, p. 300; vol. VI, cap. 54, p. 390
  5. ^ H. Łowmiański, Początki Polski, vol. V, p. 548
  6. ^ Thietmari chronicon, vol. IV, cap. 56
  7. ^ J. Dowiat, Metryka chrztu Mieszka I
  8. ^ A. F. Grabski, Mieszko I, Warsaw 1973