Cratere del Sirente

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Il cratere del Sirente è un laghetto stagionale (circa 115 per 140 metri) nel massiccio del Sirente, a tredici chilometri da Secinaro in Abruzzo. La forma quasi circolare e altri dettagli sono caratteristici dei crateri meteoritici. Secondo alcuni studiosi il cratere sarebbe stato creato da un meteorite del diametro di circa 10 metri, caduto nel IV o V secolo d.C. (si veda anche la voce Secinaro). L'ipotesi che il meteorite del Sirente possa essere il fenomeno astronomico osservato da Costantino il Grande e dal suo esercito prima della battaglia di Ponte Milvio ha suscitato grande eco sulla stampa nazionale ed estera.

Origine degli studi[modifica | modifica sorgente]

Le peculiarità della struttura geologica in questione sono state evidenziate verso la fine degli anni Novanta da alcuni esperti di crateri da impatto dell'IRSPS di Pescara (International Research School of Planetary Sciences) . Da allora vari studiosi si sono interessati, in momenti diversi, della struttura ipotizzando molteplici ipotesi cause per la sua formazione. Accanto alla caduta di un meteorite, sono state ipotizzate anche l'origine antropica e quella vulcanica. L'area è stata oltretutto alterata dalla caduta di ordigni militari durante la Seconda guerra mondiale. Le teorie principali sono ad oggi quella dell'impatto meteoritico e quella dell'origine antropica.

Il cratere che ospita il lago è il più grande di un intero campo di strutture circolari situate sulla Piana del Sirente. Sebbene tutte queste strutture datino all'incirca nel primo millennio a.C., l'unica datazione certa è quella riferibile ai campioni di terreno che - al momento della formazione della struttura geologica - si trovavano in corrispondenza del livello "zero" sotto la corona del cratere principale (target surface: superficie bersaglio). La datazione di questi campioni di terreno ottenuta tramite radiocarbonio (AMS) suggerisce che l'escavazione sia avvenuta all'incirca nel 412 d.C. +/- 40 anni.
Data la giovane età di questa struttura geologica, l'indagine geologica si è presto trasformata in una indagine multidisciplinare: una indagine che appariva destinata ad essere alimentata dal contributo di esperti e appassionati di storia, tradizioni locali e archeologia. Nel 2010 la regione Abruzzo ha posto il veto alla prosecuzione delle indagini con l’escavazione di un buco sotto la superficie del lago, unica indagine che avrebbe potuto confutare o confermare definitivamente l’ipotesi dell’origine meteoritica del lago[1].

L'ipotesi dell'impatto meteoritico[modifica | modifica sorgente]

La teoria dell'impatto meteorico è stata argomentata a più riprese dai suoi autori. All'epoca del presunto impatto il territorio ricadeva nelle competenze amministrative del municipium di Superaequum e fonti della tradizione orale tramandano la memoria di un evento catastrofico riferibile in termini cronologici proprio al contesto storico superequano del IV-V secolo d.C. Le conseguenze stimate per il presunto impatto meteoritico del Sirente sarebbero inoltre compatibili con tutti gli eventi osservabili a Superaequum in corrispondenza del IV - V sec. d.C.[2].

Testimonianze di eventi celesti non sono oltretutto estranee alla storia degli antichi romani: tra i prodigi celesti che si osservarono in tutta l'Italia durante gli anni della Guerra Sociale (I secolo a.C.), Plutarco ci ricorda che ad Λαβέρνη la terra si spacco proprio mentre Silla vi era giunto con un esercito. Altri autori classici, riferendosi al medesimo evento, descrivono una fiamma alta fino al cielo (Lisandro e Silla, 6.6). Il fatto viene ribadito anche da Orosio e Giulio Ossequente a proposito dei prodigi che vennero osservati a Roma e in Italia durante il primo anno della Guerra Sociale. Orosio situa il presagio in Samnitibus (V, 18,5), mentre Ossequente lo colloca presso una località Aenaria (51.54). Salomon, tenendo conto delle vicende militari del giovane Silla, traduce Aenaria in Aeserniae localizzando i fatti ad Isernia. Mommsem, invece, identifica Λαβέρν con Laverneis e colloca l'episodio nei pressi dell'antico pagus Laverneis (l'attuale borgo di Prezza nella Valle Peligna).[3]

Prima dell'ipotesi dell'impatto, l'unica spiegazione possibile per l'abbandono del municipium di Superaequum era il grande terremoto che devastò diversi centri della Regio IV Augustea tra il 346 e il 375 d.C.[4] Recenti indagini geologiche condotte da Fabrizio Galadini dell'INGV sulla faglia sismica che delimita a sud-est la Valle Subequana escludono, tuttavia, una sua attivazione in età imperiale: l'ultima unità stratigrafica dilocata in ordine di tempo corrisponderebbe a frammenti ceramici di età repubblicana risalenti al II secolo a.C., mentre le unità soprastanti non risulterebbero affatto dislocate.

L'ipotesi dell'escavazione antropica[modifica | modifica sorgente]

La tesi che vede nel cratere del Sirente un bacino scavato dall'uomo è stata formulata inizialmente dal geologo Fabrizio Speranza ed è stata argomentata storicamente da questo stesso autore con la consulenza di Mario Arpea. L'idea è che un braccio secondario del Tratturo Celano-Foggia terminasse proprio in corrispondenza dei Prati del Sirente e che migliaia di pecore giungessero, ogni anno, dal Tavoliere delle Puglie su questo altipiano per trascorrervi la stagione estiva: la presenza di un numero cospicuo di ovini avrebbe indotto i pastori transumanti a scavare un bacino di dimensioni idonee a raccogliere l'acqua necessaria per abbeverare gli armenti.[5]

Il radiocarbonio rappresenta ad oggi uno dei principali limiti di questa teoria: il fenomeno della transumanza orizzontale raggiunse il minimo storico nel periodo in cui la Pax di Roma non fu più capace di garantire il trasferimento sicuro delle greggi su lunghe distanze e la formazione del bacino (evento che il radiocarbonio data tra il IV e il V sec. d.C.) cade proprio in tale periodo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito del giornale “Il Centro” 26 settembre 2010 http://ilcentro.gelocal.it/regione/2010/09/26/news/lago-sul-sirente-resta-il-mistero-1.4668657
  2. ^ Ormö, Jens; Pio Rossi, Angelo; Komatsu, Goro; The Sirente crater field, Italy. Meteoritics & Planetary Science, 37.11, pp. 1507-1521, 2002; Jens ORMÖ, David GOMEZ-ORTIZ, Patrick C. MCGUIRE, Herbert HENKEL, Goro KOMATSU, and Angelo Pio ROSSI, Magnetometer survey of the proposed Sirente meteorite crater field, central Italy: Evidence for uplifted crater rims and buried meteorites, Meteoritics & Planetary Science 42.2, 211–222, 2007; Ormö, J, Koerbel, C, Rossi, A. P. and Komatsu G; Geological and geochemical data from the proposed Sirente crater field: New age dating and evidence for heating the target, Meteoritics & Planetary Science, Vol. 41, 1331-1435, 2006; Santilli, R, et ali, A catastrophe remembered: a meteorite impact of the fifth century AD in the Abruzzo, central Italy, Antiquity, 2003, VOL 77; PART 296, pages 313-320 (Link to abstract); Santilli, R, Investigating a meteorite impact in Prati del Sirente: First indications from a small Christian Catacomb, Mediterranean Archaeology and Archaeometry, Special Issue, Vol. 6, No 3, pp. 145-147, 2006 (Link to Abstract)
  3. ^ Wonterghem, van F., Corfinium, Superaequum e Sulmo, Olschki, 1984
  4. ^ Si veda per tutti Buonocore, M, La tradizione letteraria ed epigrafica di Peltuinum in età romana, in AA.VV. I Campi aperti di Peltuinum dove tramonta il sole..., DASP, 2008, pp. 135-178, autore che si rifà dai lavori di Galadini, F, Galli, P, The 346 A.D. earthquake (Central-Southern Italy): an archaeoseismological approach, Annals of Geophysics, vol. 47, n. 2/3, April/June 2004, pp. 885-905
  5. ^ Speranza, Fabio; Sagnotti, Leonardo; Rochette, Pierre; An anthropogenic origin of the "Sirente crater," Abruzzi, Italy. Meteoritics & Planetary Science, Vol. 39, No. 4, p.635-649, 2004

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Media italiani[modifica | modifica sorgente]

  • Coelum Astronomia, gennaio 2003 - 'E IL METEORITE FECE UN BUCO NELL’ABRUZZO' ;
  • Newton, agosto 2003 - Roberto Santilli, 'Il meteorite dei miracoli';
  • Il Tempo, 31/7/2003 - Natalia Poggi, 'Il lago del meteorite: un segno divino';
  • Il Corriere della Sera, 19/04/2004 - F. Foresta Martin, 'Il cratere in Abruzzo è nato come abbeveratorio';
  • Coelum Astronomia, luglio/agosto 2004 - 'Il lago del Sirente non è un cratere meteoritico';
  • Mistero del Lago - Servizio 2011 esclusiva di Ovindoli TV;

Media esteri[modifica | modifica sorgente]


Fonti di notizie in lingue diverse dall'inglese


Siti ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 42°10′38″N 13°35′45″E / 42.177222°N 13.595833°E42.177222; 13.595833