Corrado II di Borgogna

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Corrado II dei Guelfi (ca. 835876) fu conte di Auxerre e di Borgogna.

Indice

Origine [modifica]

Nato verso l'835 da Corrado I di Borgogna (circa 800-863) della famiglia dei Guelfi, che aveva feudi in Alemagna, e da Adelaide d'Alsazia

Biografia [modifica]

Sposò, in prime nozze, Giuditta del Friuli, figlia del marchese Eberardo del Friuli.

Nell'858, assieme al fratello, Ugo l'abate, fu inviato presso il re dei Franchi occidentali, Carlo il Calvo, che era suo cugino[1], dal re dei Franchi orientali, Ludovico II il Germanico, che era suo zio[2], per una missione di spionaggio. Ma Carlo li convinse a passare dalla sua parte ricompensandoli abbondantemente per i feudi in Alemagna, a cui essi dovettero rinunciare.

Corrado si risposò, in seconde nozze, con Ermentrude di Wormsgau.

Corrado poi passò al servizio dell'imperatore Ludovico II, che, tra l'861 e l'862, gli concesse le tre diocesi trangiurane di Ginevra Losanna e Sion.

Corrado ereditò il titolo di conte di Auxerre nell'863, alla morte del padre e nell'864, Carlo il Calvo gli concesse ufficialmente il titolo di conte (o duca) della Borgogna Transgiurana.

Nello stesso anno sua madre sposò il marchese di Neustria, Roberto il Forte[3].

Corrado morì nell'876, lasciando erede l'unico figlio maschio, Rodolfo.

Discendenza [modifica]

Da Giuditta del Friuli ebbe una figlia:

  • Adalgunda (?-?)

Da Ermentrude di Wormsgau ebbe:

Note [modifica]

  1. ^ Carlo il Calvo era figlio di Giuditta di Baviera, sorella di suo padre, Corrado I di Borgogna.
  2. ^ Ludovico II il Germanico aveva sposato l'altra sorella di suo padre, Emma di Baviera.
  3. ^ Molto probabilmente, Roberto il Forte, sposò una figlia di Corrado I e Adelaide, Emma, prima dell'860
Predecessore Conte di Borgogna Successore
Corrado I 863–876 Rodolfo I

Voci correlate [modifica]

Bibliografia [modifica]

  • René Poupardin, I regni carolingi (840-918), in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 583–635
  • Louis Halphen, Il regno di Borgogna, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 807–821