Convenzione sulle armi chimiche

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La Convenzione sulle armi chimiche (CAC) è il primo trattato sul disarmo delle armi chimiche, inoltre proibisce qualsiasi attività rivolta a sviluppo, produzione, acquisizione, detenzione, conservazione, trasferimento e uso di armi chimiche e dei materiali ad esse collegati.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Per raggiungere tale fine si adottano sistemi di verifiche internazionale che non solo si prefiggono la distruzione delle armi chimiche esistenti negli Stati parte del trattato, ma anche di tenere sotto controllo la produzione e l'impiego di determinate sostanze chimiche di largo consumo civile potenzialmente utilizzabili anche per fare armi chimiche. Chiunque commetta violazioni alla Convenzione sul territorio nazionale sarà punito tramite sanzioni stabilite dai paesi membri.

Per garantire il rispetto della Convenzione il sistema di controllo internazionale usa due strumenti:

  • Dichiarazioni: redatte periodicamente dagli Stati parte all'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC), contemplano attività civili e militari che in base alla Convenzione devono essere internazionalmente sorvegliate rientrando negli obblighi di notifica.
  • Verifiche: visite ispettive "di routine" nei paesi membri svolte con breve preavviso dagli ispettori dell'OPAC. Tali ispezioni hanno l'obiettivo di accertare la corrispondenza tra le situazioni riscontrate e quanto dichiarato nelle dichiarazioni periodiche.

In determinati casi, sospetti o su specifica richiesta di uno Stato membro, l'OPAC può svolgere accertamenti attraverso ispezioni sul posto per verificare le possibili violazioni riguardanti obblighi della Convenzione, situazioni non indicate nelle dichiarazioni periodiche o accertando l'uso presunto di armi chimiche.[2]

Assieme al Trattato di non proliferazione nucleare, al Comprehensive Test Ban Treaty ed alla Convenzione per il bando delle armi biologiche, la Convenzione sulla proibizione delle armi chimiche costituisce uno dei pilastri fondamentali su cui si fonda il sistema di disarmo e di non proliferazione delle armi di distruzione di massa.

Dal maggio 2009, 188 stati fanno parte della (CAC).[3]

Cronologia eventi sul bando delle armi chimiche[modifica | modifica wikitesto]

██ Stati che hanno aderito alla convenzione sulle armi chimiche

██ Stati che hanno dichiarato di possedere armi chimiche e/o possiedono impianti di produzione di armi chimiche

  • 1874, Dichiarazione di Bruxelles: codifica le regole di guerra e denuncia l’uso di gas vietando l’uso di quelle tossiche.
  • 1899, Dichiarazione della Conferenza sulla Pace dell’Aia: dichiarazione circa l’uso di proiettili che spandono gas asfissianti o deleteri.
  • 1907, Seconda Conferenza dell’Aia: completa i lavori della prima.
  • 1919, Patto di Versailles: vieta ai tedeschi di possedere, fabbricare e importare armi asfissianti.
  • 1922, Conferenza di Washington: vieta l’uso dei gas in guerra.
  • 1925, Protocollo di Ginevra: protocollo per la proibizione dell’uso de gas asfissianti, avvelenanti e altri gas, e dei metodi di guerra batteriologica (alcuni paesi firmano con riserva).
  • 1966 al 1978, la Conferenza delle Nazioni Unite emana alcune risoluzioni riguardanti il divieto dell’uso di armi chimiche.
  • 1972, Convenzione sulle Armi Biologiche: divieto di sviluppo, produzione e stoccaggio di armi batteriologiche e tossiche (eccezione per ricerca a scopo protettivo e pacifico).
  • 1993, Convenzione sulle Armi Chimiche (CAC): convenzione sulla proibizione dello sviluppo, la produzione, l’accumulo e l’uso delle armi chimiche e sulla loro distruzione.[4]

Convenzione sulla Proibizione delle Armi Chimiche di Parigi del 1993[modifica | modifica wikitesto]

La Convenzione sulla Proibizione delle Armi Chimiche di Parigi del 1993 è entrata in vigore il 29 aprile 1997 e ha sancito definitivamente il bando completo di tali armi.

L'Italia ha ratificato la Convenzione nel 1995 con la legge n. 496, modificata ed integrata con legge 4 aprile 1997, n. 93. Le due leggi di ratifica hanno identificato nel Ministero degli Affari Esteri l'Autorità Nazionale, tenuta a sovrintendere e coordinare le complesse misure per l'applicazione della Convenzione e del Trattato sul territorio nazionale.

Il sito dell'Organizzazione dell'Aja per la Proibizione delle Armi Chimiche fornisce una situazione aggiornata delle firme e delle ratifiche.[5]

Fasi previste[modifica | modifica wikitesto]

Il trattato prevede diverse fasi verso la completa distruzione delle armi chimiche, con possibilità di proroga. Nessun paese ha raggiunto la totale eliminazione entro la data del trattato originale.

Fasi previste
Fase % Riduzione Data prevista Note
I 1% Aprile 2000  
II 20% Aprile 2002 Completa distruzione di munizioni vuote, precursori chimici,

sistemi di riempimento, attrezzature e armi.

III 45% Aprile 2004  
IV 100% Aprile 2007 Nessuna proroga permessa entro il 2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chemical Weapons Convention
  2. ^ The work of the Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons (OPCW)
  3. ^ UNTC
  4. ^ The 1993 Chemical Weapons Convention (CWC)
  5. ^ Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons