Contrôleur général des finances

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Jean-Baptiste Colbert

Il Contrôleur général des finances (lett. Controllore generale delle finanze) era, sotto l'Ancien Régime, il responsabile ministeriale delle finanze reali in Francia, dopo la soppressione della carica di Surintendant des finances nel 1661, incaricato di amministrare le finanze della monarchia.
Jean-Baptiste Colbert fu il primo ed il "Contrôleur" più famoso, dal 1665 al 1683.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La carica è stata creata nel 1547, con due titolari la cui funzione era di verificare le spese e le entrate eseguite dal Tesoriere del risparmio, allora il vero gestore delle finanze reali. I "contrôleurs" derivano il loro nome dal registro degli atti o contre-rôle col quale essi tenevano il controllo degli atti del "Tesoriere". L'ufficio del controllore generale non è quindi in origine una funzione di amministrazione o governo, riservata agli Intendenti delle finanze o ai Sovrintendenti delle finanze, ma una funzione di controllo.

Nel 1661, l'ultimo "Surintendant", Nicolas Fouquet, fu arrestato. È allora che Jean-Baptiste Colbert diventa il capo dell'amministrazione delle finanze, prima con il titolo di "Intendant", poi a partire dal 1665, con quello di "Contrôleur général". Sotto l'amministrazione di Colbert, il contrôle général des finances (controllo generale delle finanze) attira su di lui molti poteri. Egli rimane il più celebre ad aver rivestito questa carica.

In quel periodo infatti, il Re Luigi XIV sopprime i due uffici di "contrôleurs général" per sostituirli con una unica "commission" (istituzione con incarichi specifici). Questa evoluzione della posizione, da un incarico trasmissibile a una carica revocabile secondo la volontà del sovrano, segna anche la trasformazione della funzione. Il "Contrôleur général" corrisponde ormai a una funzione di governo.

La funzione di "Controllore generale delle finanze" subisce poi una interruzione con la Polisinodia (1715-1718), ma viene ricreata nel 1722.

Jacques Necker, essendo straniero (svizzero) e protestante, non poteva ricevere il titolo e l'ufficio di Contrôleur général, anche se lo stesso dirigeva de facto l'amministrazione delle finanze tra il 1776 e il 1781 e tra il 1788 e il 1790. Affiancato da "controllori generali" fantoccio a lui sottoposti, lo stesso ricevette la carica di « directeur général du Trésor royal » poi di « directeur général des finances ».

Competenze[modifica | modifica wikitesto]

Le responsabilità del "Controllore generale delle finanze" erano le più grandi di tutta l'amministrazione dell'Ancien Régime: secondo il testo della Commissione nel 1665, ha il potere di: « faire rapport en notre Conseil de toutes les affaires qui concerneront notre service et de toutes autres indifféremment » ("segnalare al nostro Consiglio tutte le questioni che riguardano il nostro servizio e anche di tutte le altre").

Il "Controllore generale delle finanze" dirigeva la finanza, l'agricoltura, l'industria, il commercio, le strade e i ponti e parte dell'amministrazione interna.

Colbert, il primo dei "Contrôleur général", cumula il portafoglio della Marina (1669-1683) e quello di Sovrintendente degli edifici (1664-1683).

Il servizio è stato molto remunerato: in aggiunta al trattamento di 200.000 livre all'anno, potevano aggiungere 20.000 livre come ministre d'État e le varie percentuali in particolare al momento del rinnovo delle concessioni della Ferme (Concessionari della riscossione imposte territoriali).

Il "Contrôleur général" è sempre membro del Conseil privé, dove raramente viene, del Conseil des dépêches (lett. Consiglio dei Dispacci - specie di ministero dell'interno), del Conseil royal des finances (lett. Consiglio reale di finanza), e del Conseil royal de commerce (lett. Consiglio reale del commercio). Finisce quasi sempre alla fine per essere creato ministre d'État (lett. Ministro di Stato), che gli dà accesso al Conseil d'en haut.[1] Al di fuori dell'amministrazione delle finanze (tesoro, esazione imposte, monetazione, ecc.), dirige tutta l'economia e gran parte dell'amministrazione delle province reali. È specialmente su sua proposta sono nominati la maggior parte degli Intendant dei dipartimenti territoriali provinciali.

Il "Controllore generale" era generalmente scelto tra gli Intendant des finances o i Maître des requêtes.

Era il responsabile ministeriale la cui posizione era la meno sicura, specialmente sotto i regni di Luigi XV e Luigi XVI, a tal punto che il suo albergo era chiamato l'« hôtel dei traslochi ».

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

A differenza di altri ministeri, il controllo generale delle finanze era organizzato in modo collegiale. Era diviso in settori diversi, dove il Controllore generale dirigeva effettivamente i più importanti (includeva specialmente il Tesoro reale) mentre gli altri erano condotti ciascuno da un Intendente delle finanze, sui quali il controllore generale esercitava un controllo superficiale. Gli Intendant des finances erano sei alla fine dell'Ancien Régime. Questa squadra era spesso chiamata con le definizioni di « Messieurs des finances » o « gens des finances » (lett."Signori della finanza" o "persone della finanza").

Allo stesso modo il "Controllore generale" era assistito da quattro e poi cinque Intendant du commerce.

Mentre in un Ministero tradizionale, una sola persona - il secrétaire d'État - aveva accesso al Conseil du roi de France, il controllo generale aveva al vertice una serie di personalità appartenenti al Consiglio: il "Contrôleur général", gli "Intendant des finances" e gli "Intendant du commerce". Viene quindi creata una collegialità che ha portato gli incaricati della finanza a vedere se stessi quasi come formassero una sezione del Consiglio del Re. Il risultato fu il declino delle formazioni di Consigli specializzati in finanza.

D'altro canto, nella misura in cui l'autorità era reputata che provenisse solo dal Re, le "persone della finanza" erano tecnicamente obbligate a prendere le loro decisioni sotto la forma di sentenze del Consiglio, anche se l'amministrazione delle finanze prende molte decisioni, spesso di scarse conseguenze. Poi hanno cominciato a presentare sotto la forma di sentenze del Consiglio delle decisioni che in realtà avevano fatto tra di loro. Quasi nel 90% dei casi le decisioni in materia della finanza sono state prese in questo modo e solo il 10% circa emanate effettivamente dal Consiglio.

Il personale del "controllo generale" era relativamente numeroso, soprattutto rispetto a quello degli altri ministeri. Gli uffici essenzialmente si trovavano a Parigi, dove vivevano i "finanzieri" con i quali il "controllo" doveva trattare frequentemente. Il "Controllore generale" aveva uffici a Parigi, al palazzo Mazarino, rue Neuve-des-Petits-Champs (oggi : Bibliothèque nationale de France) e a Versailles. Era affiancato solo da un segretario e il suo primo impiegato ("commis") e parte degli uffici di quest'ultimo. Gli "Intendenti delle finanze" erano insediati nei loro Alberghi a Parigi, dove avevano la loro segreteria e qualche "primo impiegato", gli altri avendo il loro personale nel proprio Hotel, un po' dappertutto nella capitale.

Lista cronologica[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bluche, François. L'Ancien régime: Institutions et société. Collection: Livre de poche. Paris: Editions de Fallois, 1993. ISBN 2-253-06423-8
  • Salmon, J.H.M. Society in Crisis: France in the Sixteenth Century. Methuen: London, 1975. ISBN 0-416-73050-7
  • Bernard Barbiche, Les Institutions de la monarchie française à l'époque moderne, Paris: PUF, collection "Premier Cycle", 1999. ISBN 2-13-051940-7
  • Daniel Dessert, Argent, pouvoir et société au grand siècle, Paris: Fayard, 1984.ISBN 2-213-01485-X
  • Arlette Jouanna, Philippe Hamon, Dominique Biloghi, Guy Le Thiec, "Finances", La France de la Renaissance: Histoire et Dictionnaire, Paris: Laffont, 2001.
  • Michel Antoine, « L'Administration centrale des finances en France du XVIe au XVIIIe siècle », Le Dur métier de roi, PUF, coll. « Histoires », 1986 (ASIN 2130396801)
  • Lucien Bély (dir.), Dictionnaire de l'Ancien régime, PUF, coll. « Quadrige », 2003 ISBN 2-13-054033-3
  • Guy Cabourdin et Georges Viard, Lexique historique de la France d'Ancien Régime, Paris Armand Colin, 1978
  • Marcel Marion, Dictionnaire des institutions de la France aux XVII et XVIII siècles, Paris, Éditions Picard, 1923 et 1969
  • Roland Mousnier, Les Institutions de la France sous la monarchie absolue, 1598-1789, Paris, Presses Universitaires de France, 2 volumes, 1974-1980, ISBN 2-13-036307-5
  • Mireille Touzery, "Le Gouvernement des finances" in Annuaire Bulletin de la Société de l'histoire de France, 2004

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ precursore del Consiglio di Stato (diritto francese).