Anne Robert Jacques Turgot

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« Non vi è modo di sapere quanti professori abbiano tenuto lezioni e quanti studenti abbiano dovuto ascoltarli nel corso della storia, ma soltanto poche di queste lezioni hanno costruito la storia. Jacques Turgot, insegnante di storia alla Sorbona, fa parte di coloro che si sono guadagnati un posto in questo elenco abbastanza ristretto. Nel 1750, entrò in un'aula di Parigi, prese i suoi appunti e iniziò una lezione, in latino, in due parti su un nuovo concetto di storia del mondo. Turgot contestò Platone, Aristotele, San Paolo, Sant'Agostino e tutti i grandi intellettuali del mondo antico e medioevale. Nel momento in cui concluse l'ultima frase e ripose i suoi appunti, aveva già cambiato l'intero ordinamento della storia del mondo. Queste lezioni [...] diedero origine a una nuova concezione della storia del mondo dall'antichità più remota ai tempi attuali e costituirono la prima importante traduzione nei tempi moderni dell'ideologia del progresso. »
(Jeremy Rifkin, Entropia. La fondamentale legge della natura da cui dipende la qualità della vita, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1982, pag.25)
Anne-Robert-Jacques Turgot

Anne-Robert-Jacques Turgot (Parigi, 10 maggio 1727Parigi, 18 marzo 1781) è stato un economista e filosofo francese di orientamento fisiocratico; Luigi XVI gli affidò il controllo delle finanze e lui diede così vita al più organico tentativo di riforma conosciuto dalla Francia settecentesca.

Gli studi[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Parigi fu il figlio più giovane di Michel-Etienne Turgot, Prevosto dei Mercanti di Parigi, e di Madeleine Francoise Martineau de Brétignolles, di origini normanne. Educato per entrare nella carriera ecclesiastica, venne ammesso alla Sorbona nel 1749 (dopo essere stato nominato abbé de Brucourt) e fu autore in questo periodo di due apprezzate dissertazioni in Latino dal titolo Sui benefici della Religione Cristiana e Sul progresso storico della Mente Umana. La prima opera che mostra il suo interesse per l'economia è una lettera del 1749 sulle monete cartacee, indirizzata al suo amico labbé de Cicé, nella quale Turgot si opponeva alla difesa dellabbé Terrasson al sistema economico di John Law.

Turgot si mostrò anche molto versato nel componimento in versi, e tentò di introdurre nella lingua francese le regole della prosodia latina; la sua traduzione in francese del IV Libro dell'Eneide incontrò gli entusiasmi di Voltaire il quale salutò questa opera come l'unica traduzione in prosa per la quale aveva provato un sincero entusiasmo.

Nel 1750 Turgot prese l'importante decisione di non prendere la tonaca e ricevere gli ordini, dando come motivazione di non poter indossare una maschera per il resto della mia vita.

La carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1752 divenne sostituto e in seguito consigliere nel Parlamento di Parigi e nel 1753 venne eletto maître des requêtes. A Parigi frequentò diversi salotti letterari fra i quali quello di Madame de Graffigny dove conobbe Madame Geoffrin, Madame du Deffand e Mademoiselle de Lespinasse. In questo stesso periodo incontrò i padri della teoria fisiocratica, François Quesnay e Jean Claude Marie Vincent de Gournay, e con essi, l'abate André Morellet ed altri importanti economisti dell'epoca.

Nel 1755 e nel 1756 accompagnò in qualità di assistente l'Intendente del commercio de Gournay il cui motto laisser faire, laisser passer diventò il motto del liberismo economico. Nel 1760 mentre viaggiava nell'est della Francia fece visita a Voltaire, il quale divenne uno dei suoi più cari amici e sostenitori.

A quel tempo Turgot si dedicò allo studio di diverse branche della scienza e delle lingue antiche e moderne. Nel 1753 tradusse in francese le Questions sur le commerce di Josias Tucker e nel 1754 fu autore di una Lettre sur la tolérance civile e di un pamphlet dal titolo Le Conciliateur a sostegno della tolleranza religiosa. Tra il 1755 ed il 1756 fu autore di diversi articoli per la celebre Encyclopédie e tra il 1757 ed il 1760 fu autore di un articolo dal titolo Valeurs des monnaies, composto probabilmente per il Dictionnaire du commerce di Morellet. Nel 1759 apparve anche un suo Eloge de Gournay.

Intendente di Limoges (1761 - 1764)[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 1761 Turgot venne eletto intendente della genéralité di Limoges, che comprendeva alcune delle zone più subissate dalle tasse e le più povere di tutta la Francia. Poiché era già molto addentro alle teorie economiche di Quesnay e Gournay, cercò di applicarne i principi in queste province. La sua prima iniziativa fu di continuare l'operato del suo predecessore Tourny, cercando di fare un nuovo catasto della regione, con lo scopo di equilibrare una più equa tassazione, ottenendo una sostanziale riduzione fiscale della provincia.

Tra il 1762 ed il 1770 pubblicò il suo Avis sur l'assiette et la repartition de la taille, ed in qualità di presidente della Société d'agriculture de Limoges fece diverse letture sui principi della tassazione. Quesnay e Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau avevano proposto una tassa proporzionale (impôt de quotité) mentre Turgot propose una tassa distributiva (impôt de repartition).

Una sua ulteriore riforma fu l'eliminazione dell'istituto della corvée con una tassa in moneta imposta su tutta la provincia, i cui ricavi vennero utilizzati per la costruzione e la manutenzione delle strade, permettendo così il progresso delle vie di comunicazione che potessero incrementare il traffico di merci.

Nel 1769 scrisse le Mémoire sur les prêts à intérêt in occasione dello scandalo finanziario di Angoulême, in occasione del quale venne trattato scientificamente l'istituto del prestito ad interesse, tralasciando le mere considerazioni morali degli ecclesiastici. In questo caso il punto di vista di Turgot era la necessità di raggiungere un compromesso tra la necessità di prestare denaro per la creazione di imprese e quella di ricavarne il più alto tasso d'interesse.

Fra le altre opere scritte durante il suo periodo da intendente, si annoverano le Mémoire sur les mines et carrières e le Mémoire sur la marque des fers, nelle quali Turgot protestò animosamente contro l'ingerenza dello Stato a favore della libera competizione.

Dal 20 luglio 1774 al 12 maggio 1776 fu Contrôleur général des finances. Egli per risanare l'economia dello stato puntò più sullo sviluppo dell'economia che sull'inasprimento fiscale. Infatti il suo programma prevedeva: la riduzione delle spese di corte; la libera circolazione dei grani per rilanciare l'agricoltura; inserimento di un'imposta fondiaria a carico di tutti i proprietari in sostituzione delle corvée; abolizione delle corporazioni.

Le proposte di Turgot incontrarono la decisa opposizione della nobiltà di corte, dei proprietari terrieri, dei finanzieri, dei magnati delle corporazioni ma anche dei contadini (che fecero scoppiare la cosiddetta guerra delle farine).

Sostenuto dai soli illuministi, Turgot si trovò isolato e venne destituito il 12 maggio 1776.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Condorcet, Turgot, Correspondance inédite de Condorcet et de Turgot : 1770-1779, Publiée avec des notes et une introduction d’après les autographes de la collection Minoret et les manuscrits de l’Institut par M. Charles Henry, Paris, Charavay Frères, 1883. URL consultato il 13 maggio 2012.
  • (EN) Douglas Dakin, Turgot and the Ancient Régime in France, London, Methuen & Co., 1939.
  • (FR) Edgar Faure, La disgrâce de Turgot (12 mai 1776), Paris, Gallimard, 1961, ISBN 2-07-022347-7.
  • (FR) Léon Say, Turgot, Paris, Librairie Hachette et Cie, 1887. URL consultato il 13 maggio 2012.
  • (FR) Turgot, Écrits économiques, Paris, Calmann-Lévy, 1994, ISBN 978-2-7021-0536-8.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

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