Complemento (linguistica)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il complemento (dal latino complementum, da complēre, "riempire", "completare") è un termine della grammatica tradizionale (in particolare dell'analisi sintattica). Indica un elemento della frase (una parola o un gruppo di parole) che ha la funzione di completare, arricchire o specificare il significato, e quindi l'informazione, del predicato verbale.[1]

In senso lato, la nozione di complemento comprende tutti i costituenti della frase, con esclusione di soggetto e predicato, cioè gli elementi fondamentali della frase.[1]

Il termine è stato introdotto nel XVIII secolo dai grammatici francesi César Chesneau Dumarsais e Nicolas Beauzée[1].

Caratteristiche dei complementi[modifica | modifica wikitesto]

Un complemento può riferirsi a qualsiasi altro elemento della frase. Il complemento dipenderà sintatticamente dall'elemento a cui si riferisce.[1] Di seguito, alcuni esempi che evidenziano il legame sintattico di un complemento ad un altro elemento della frase (il complemento è in corsivo, l'elemento della frase da cui esso dipende è tra parentesi quadre mentre tra parentesi tonde viene indicato il tipo di elemento):

Il cacciatore [ha ucciso] il lupo. (predicato verbale)

[Gli occhi] del lupo sono grandi. (soggetto)

Incontrò il lupo, [terrore] dei boschi (apposizione)

La nonna abita [in una casa] nel bosco. (un altro complemento)

Complemento diretto e indiretto[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionalmente si distingue il complemento diretto (o complemento oggetto) dai complementi indiretti.

Il complemento diretto è una espansione che si lega direttamente a un verbo transitivo, senza l'ausilio di una preposizione[1].

Ecco due esempi in italiano e in spagnolo (il significato è lo stesso):

«Al cinema abbiamo visto un bel film.»
«Al cine hemos visto una película bonita.»

I complementi indiretti (così chiamati perché molto spesso, ma non sempre, sono preceduti dalle preposizioni, semplici o articolate) hanno invece diverse funzioni.

Le grammatiche tradizionali li classificano "sulla base della funzione semantica e sintattica superficialmente svolta", dal che derivano denominazioni di scarso rilievo teorico[1][2].

Tra i complementi così individuati, i più importanti sono:

«Torna domani
«Sono a Parigi
«I capelli di Maria sono biondi.»
«Ho regalato una collana a Giorgia
«Moriva di paura
«È stato acchiappato dal poliziotto
«Si voltò con eleganza
«Vengo in auto
«Viaggio con tuo padre
«Le foglie furono scosse dal vento
«Ieri ho lavorato molto

Complementi indiretti circostanziali[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni complementi vengono definiti circostanziali[3] perché completano l'informazione del predicato verbale intorno alle circostanze in cui si verifica l'azione o la condizione espressa dal verbo[4]. Si tratta dei seguenti complementi:

  • complemento di luogo (dove? da dove? per dove? verso dove?)
  • complemento di tempo (quando? per quanto tempo?)
  • complemento di fine o scopo (per quale fine/scopo?)
  • complemento di mezzo (per mezzo di chi? per mezzo di cosa?)
  • complemento di modo (in che modo?)
  • complemento di quantità (quanto?)
  • complemento di compagnia o unione (con chi/che cosa?)
  • complemento di argomento (di quale argomento?)
  • complemento di limitazione (limitatamente a che cosa?)
  • complemento di abbondanza o privazione (pieno di chi? pieno di cosa? privo di chi? privo di cosa?)
  • complemento di allontanamento o separazione (da chi? da che cosa?)
  • complemento di vantaggio e di svantaggio (a vantaggio/svantaggio di chi? a vantaggio/svantaggio di che cosa?)
  • complemento di qualità (con quale qualità?)
  • complemento di esclusione (tranne chi? tranne che cosa? senza chi? senza cosa?)
  • complemento di colpa o accusa (di quale colpa? per quale colpa?)

Fortuna della nozione[modifica | modifica wikitesto]

La nozione di complemento è stata spesso sottoposta a critica serrata dai linguisti per via della sua ambiguità. Ciononostante continua ad essere usata nell'insegnamento della grammatica. Il termine è stato usato anche nel contesto della grammatica generativa.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Beccaria, Dizionario di linguistica, 2004, pp. 161-2.
  2. ^ Si confronti quanto scrive Enrico Galavotti (in Grammatica e scrittura, Galarico, 2011, p. 82): "Una grammatica del genere è come una sorta di codice civile o penale, in cui gli articoli si contraddicono a vicenda, in cui le interpretazioni sono tutte opinabili e in cui, alla fine, chi ci guadagna è solo l'azzeccagarbugli di turno".
  3. ^ Il termine circostanziale non va confuso con l'omonimo termine relativo alla clausola.
  4. ^ Alessandra Minisci, Grammatica italiana, Alpha Test, 2005, p. 61.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

linguistica Portale Linguistica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di linguistica