Complemento oggetto

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Il complemento oggetto o complemento diretto è, in linguistica, uno dei due tipi di complemento nella tradizionale analisi della sintassi (l'altro è il complemento indiretto).[1]

Costituito da un sintagma nominale (la persona, l'animale o la cosa su cui ricade direttamente l'azione espressa dal verbo), è di norma retto da un verbo transitivo.[2]

Esso risponde alle domande: Chi? Che cosa?

Il complemento oggetto completa quindi il significato del predicato costituito sempre da un verbo transitivo attivo.

Esempi:

Ottaviano sconfisse (chi?) ANTONIO; Alessia ha portato (che cosa?) UN REGALO.

La definizione, in sé utile, ha lo svantaggio di non distinguere il complemento oggetto dal soggetto, che in italiano di solito viene espresso nello stesso modo.

Indice

[modifica] Come si presenta il complemento

Il complemento è direttamente collegato al verbo, senza quindi uso di preposizioni.

Esempi:

  • Mia nonna ha comprato la torta
  • Mia mamma ha comprato il pane
  • La nonna taglia la carne
  • Fu organizzata la manifestazione
  • La mamma cucina le uova

Quando il complemento oggetto è introdotto da un articolo partitivo il complemento è detto "complemento oggetto partitivo"

  • Gli ospiti hanno portato "delle bibite"

Delle bibite equivale ad alcune bibite.

Se vi è una particolare parentela etimologica tra verbo e complemento oggetto, si parla di "complemento oggetto interno":

  • Vivere "una vita"
  • Sognare "un sogno"

[modifica] Dalla frase semplice alla frase complessa

Oltre che con un nome, il complemento oggetto può essere espresso anche con una proposizione, chiamata subordinata oggettiva.

  • Mi hanno raccontato che il lupo voleva mangiare Cappuccetto Rosso.

[modifica] Complemento oggetto interno

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Complemento oggetto interno.

È quasi uguale al complemento oggetto, solo in versione approfondita

[modifica] Errori comuni

Rispondendo alla domanda "Chi, che cosa?" il complemento oggetto induce spesso in errore. Può essere confuso, ad esempio, con il Predicato nominale. Il complemento oggetto, in realtà, è l'oggetto o la persona su cui ricade l'azione.

Esempio:

Su quale oggetto ricade l'azione di essere "acquistato"? Sulla maglietta.

  • Claudia ha accompagnato Luisa a casa.

Su chi ricade l'azione di essere "accompagnato"? Su Luisa.

[modifica] Note

  1. ^ Beccaria (a cura di), Dizionario di linguistica, 2004, cit., p. 161.
  2. ^ Beccaria (a cura di), Dizionario di linguistica, 2004, cit., pp. 161-2.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti


Complementi
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Diretti: oggetto - predicativo del soggetto - predicativo dell'oggetto - relazione

Indiretti: abbondanza - agente - aggiunzione - allontanamento o separazione - argomento - causa - causa efficiente - circostanza - colpa o accusa o delitto - compagnia o unione - concessivo - distribuzione o distributivo - esclusione - età - fine o scopo - limitazione - stato in luogo - moto a luogo - moto da luogo - moto per luogo - moto entro luogo circoscritto - materia - mezzo o strumento - modo o maniera - origine o provenienza - paragone - pena o condanna - privazione - qualità - quantità (sottotipi: differenza - estensione - distanza - stima o valore - prezzo - peso e misura) - rapporto o reciprocità - sostituzione o scambio - specificazione (tipi particolari: denominazione - partitivo) - tempo determinato - tempo continuato - termine - vantaggio e svantaggio - vocazione

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