Comparaggio
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Il comparaggio è una pratica illegale diffusa in alcuni ambienti riguardanti la salute dei cittadini, come negli studi medici, gli ospedali e nelle farmacie.
Si tratta di una pratica per cui taluni medici, farmacisti o altri operatori sanitari accettano denaro, premi, regali, viaggi o donazioni da emissari dell'industria farmaceutica, in cambio della prescrizione di determinati farmaci o strumentazione diagnostica piuttosto che di altri, o anche nel caso in cui non esista un effettivo bisogno di ricorrere alla farmacologia.
La pratica del comparaggio non necessariamente comporta un cambiamento nello scopo delle terapie: esse possono comunque soddisfare le esigenze del paziente, ma spostano gli interessi economici dei sistemi sanitari nazionali verso l'arricchimento dell'industria, dell'operatore sanitario.
In Italia è previsto come reato dal R.D. 27 luglio 1934, n. 1265[1], agli artt. 170, 171 e 172, nonché dal d.lg. 24 aprile 2006, n. 219[2], all'art 147, comma 5. La condotta illecita del medico o del veterinario consiste per queste norme nell'accettazione di utilità di qualsiasi natura (o di promessa delle stesse) allo scopo di agevolare, con prescrizioni mediche o in qualsiasi altro modo, la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto a uso farmaceutico, ed analogamente è illecita la condotta del farmacista che altrettanto riceva per analoga agevolazione della diffusione di prodotti a danno di altri prodotti o specialità dei quali abbia pure accettata la vendita.
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Stralcio norme italiane e giurisprudenza, .pdf da reatisocietari.it

