Christian Frei

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Christian Frei

Christian Frei (Schönenwerd, 1959) è un regista e produttore cinematografico svizzero.

Era candidato agli Oscar per il documentario "War Photographer" e è considerato come uno dei più famosi e più importanti documentaristi del mondo. Dal 2006 Christian Frei è docente di competenza della riflessione all’Università di San Gallo (HSG). Dal 2006 al 2009 è presidente della commissione del collegio “documentario” nell’Ufficio federale della cultura. Nell’agosto del 2010 Christian Frei diventa presidente dell’Accademia del Cinema Svizzero.[1]

Vita e opera[modifica | modifica sorgente]

Christian Frei si è guadagnato fin dall'inizio della sua carriera la reputazione di documentarista attento, capace di circoscrivere perfettamente il proprio soggetto. Rimane vicino ai protagonisti, cogliendone i momenti autentici senza pendere di vista una visione del contesto più ampio.[2]

Nato nel 1959 a Schönenwerd (Svizzera), studia arti visive al Dipartimento di giornalismo e comunicazione dell'Università di Friburgo (Svizzera), passando poi alla regia nel 1981 con Die Stellvertreterin, il suo primo cortometraggio documentario. Dopo aver firmato a quattro mani Fortfahren con Ivo Kummer, dal 1984 diviene cineasta e produttore indipendente. Realizzerà un altro cortometraggio, Der Radwechsel, prima di passare al lungometraggio con Ricardo, Miriam y Fidel (1997). Il film è un commovente ritratto di un padre cubano e di sua figlia, lacerati tra la fede negli ideali rivoluzionari e il desiderio di emigrare negli Stati Uniti, Christian Frei guarda in modo critico alla società cubana, evitando tuttavia ogni presa di posizione netta.[3]

Nel 2001, War Photographer segna una svolta nella sua carriera di regista. Candidato agli Oscar e vincitore di numerosi premi in tutto il mondo, il film porta Christian Frei all’attenzione internazionale. Per realizzare questo documentario, il cineasta ha seguito per due anni il celebre fotografo di guerra James Nachtwey, uomo timido e riservato, lontano dall'immagine della “testa calda” legata a questo genere di professione. Frei gioca con gli spettatori con grande intelligenza, li mette di fronte all’ambivalenza della fotografia di guerra e al ruolo dei mass media.[4] Il film è un appello alla nostra compassione e sperimenta un avvicinamento documentario alla guerra.[5]

Con The Giant Buddhas, Christian Frei affronta 2005 nuovamente un soggetto a forte contenuto politico in un contesto globale. Un film sul tragico destino delle colossali statue Buddha di Bamiyan distrutte dai talebani in Afghanistan, un documentario di viaggio unico, una ricerca attraverso mille volti fissati nel tempo che separano e uniscono uomini e culture.

Nel 2010 Christian Frei vince il “World Cinema Directing Award” al rinomato Sundance Film Festival per Space Tourists (2009).[6] Il film mette a confronto il mondo dei ricchissimi turisti spaziali con quello dei collezionisti di rottami nel Kazakistan che in condizioni pericolose cercano i pregiati rottami dei missili. Il film è una poetica e spiritosa dichiarazione d’amore alla terra, piena di forti[7]

Attualmente, Christian Frei sta lavorando a un nuovo progetto dal titolo Sleepless in New York, un film sull’avvicinarsi al dolore legato ai rapporti d’amore.[8]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

  • Die Stellvertreterin (1981)
  • Fortfahren (1982)
  • Der Radwechsel (1984)
  • Ricardo, Miriam y Fidel (1997)
  • Kluge Köpfe (1998)
  • Bollywood im Alpenrausch – Indische Filmemacher erobern die Schweiz (2000)
  • War Photographer (2001)
  • The Giant Buddhas (2005)
  • Space Tourists (2009)
  • Sleepless in New York (2013)

Premi[modifica | modifica sorgente]

War Photographer

  • Oscar 2002: nomination migliore documentario
  • Gregory Foster Peabody Award 2003
  • Emmy 2004: nomination per cameraman Peter Indergand
  • European Documentary Film Festival Oslo 2003: premio Eurodok
  • Dokufest Pizren Dokumentary and Short Film Festival 2003: premio principale
  • Premio del cinema svizzero 2002: nomination megliore documentario
  • Docaviv Tel Aviv International Documentary Film Festival: premio principale

The Giant Buddhas

  • Dok Leipzig 2005: Silver Dove
  • Dokufest Pizren Dokumentary and Short Film Festival 2006: premio principale ex aequo
  • Trento Film Festival 2006: Genziana d'argento
  • Sundance Film Festival 2006: nomination Grand Prix Speciale della Giuria (categoria documentario)
  • Premio del cinema svizzero 2006: nomination megliore documentario

Space Tourists

  • The Documentary Channel 2012: premio della giuria «Best of Doc»
  • Cervino Cinemountain 2011: Miglior Grand Prix dei Festival 2011
  • Beldocs Belgrad 2010: megliora cinepresa
  • Berg- und Abenteuerfilmfestival Graz 2010: Grand Prix documantario
  • European Documentary Film Festival Oslo 2010: premio Eurodok
  • Sundance Film Festival Park City 2010: World Cinema Directing Award
  • Premio del cinema svizzero 2010: nomination megliore documentario

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Christian Frei, nuovo presidente dell'Accademia del cinema svizzero - Cineuropa
  2. ^ "The only thing that matters is a quest for authentic moments, trying to make myself invisible.” Christian Frei citato in: Norbert Creutz: Director’s Portrait Christian Frei (in inglese), a cura di SwissFilms maggio 2006, SWISS FILMS: Christian Frei p. 1.2.
  3. ^ Norbert Creutz: Director’s Portrait Christian Frei (in inglese, a cura di SwissFilms maggio 2006, SWISS FILMS: Christian Frei p. 1.4.
  4. ^ Festival dei Popoli
  5. ^ RSI - Filmselezione - Il cinema visto da Fabio Fumagalli
  6. ^ Sundance premia Space tourists di Christian Frei - Cineuropa
  7. ^ immagini.BIOGRAFILM 2010 - "Space Tourists" di Christian Frei (Concorso)
  8. ^ SWISS FILMS: Lovelorn in New York

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Controllo di autorità VIAF: 22468561 LCCN: no2002063906