Chaitén (vulcano)

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Chaitén
Volcán Chaitén-Sam Beebe-Ecotrust.jpg
Duomo di lava dopo l'eruzione 2008-2009
Stato Cile Cile
Altezza 1.122 m s.l.m.
Catena Ande
Ultima eruzione In corso, 2008
Coordinate 42°49′58.8″S 72°38′45.6″W / 42.833°S 72.646°W-42.833; -72.646Coordinate: 42°49′58.8″S 72°38′45.6″W / 42.833°S 72.646°W-42.833; -72.646
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Cile
Chaitén

Il monte Chaitén è un vulcano del sud del Cile nella provincia di Palena, all'estremo nord della Patagonia cilena. È situato sulla faglia Liquiñe-Ofqui, all'incrocio di tre placche continentali, dell'America del Sud a est, quella antartica a sud ovest e quella di Nazca a nord ovest. Domina la capitale provinciale che porta lo stesso nome del monte, posta a una decina di chilometri. La caldera ovoidale lunga 4 e larga 2.5 chilometri si è formata circa diecimila anni fa, lasciando un importante deposito di ossidiana, che le popolazioni locali del neolitico utilizzarono largamente. Manufatti di questa pietra si sono ritrovati fino a una distanza di quattrocento chilometri attorno alla regione.

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

  • Il 2 maggio 2008, dopo una serie di movimenti tellurici, è entrato in eruzione, scagliando un'importante colonna di ceneri che ha costretto all'evacuazione di circa 1500 abitanti delle pendici del monte. Nei giorni seguenti si è proceduto all'evacuazione di tutta la regione circostante compresa la capitale, visto l'aggravarsi della situazione. Per il momento si segnala la morte di una sola persona, molto anziana, che durante il trasporto è deceduta. Il vulcano era addormentato da molti anni si stima che la precedente eruzione risalga a 9000-10000 anni fa.
Il pennacchio vulcanico spinto verso sud est
Baia e cittadina di Chaitén, effetti dalle ceneri del vulcano.
Foto satellitare del vulcano nel 2003, la caldera è chiaramente visibile nella parte bassa dell'immagine mentre la cittadina di Chaitén si trova in alto.

Dopo tre settimane di eruzione, i due crateri inizialmente formatisi si sono fusi in uno, si pensa che il fenomeno si protrarrà per molti mesi. I maggiori disagi al momento sono causati in Patagonia Argentina dove i venti predominanti spingono le ceneri causando non pochi disagi alla popolazione locale con chiusura di aeroporti e altre infrastrutture. Anche in Cile si è preoccupati in particolare per l'industria della pesca nel Golfo del Corcovado, visto l'importante deposito in mare di ceneri velenose.

  • Il 18 febbraio 2009, il duomo che si era formato nella caldera del vulcano è collassato nel suo fianco sud, aprendo una voragine di circa un chilometro e ha emesso una imponente colonna di ceneri alta oltre otto chilometri e che ha coinvolto 30 milioni di tonnellate di materiale, una colata piroclastica si è fermata a pochi chilomitri dall'abitato di Chaitén. Le autorità hanno disposto la totale evacuazione di tutti gli abitanti della regione.
  • 29 settembre 2009, l'attività del vulcano prosegue senza sosta costruendo un nuovo importante duomo di lava nella caldera del vulcano, si teme un collasso dello stesso con conseguenti colate piroclastiche e lahar.

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