Cella 211

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Cella 211
Cella211-Ammann-Tosar.png
Luis Tosar e Alberto Ammann in una scena del film
Titolo originale Celda 211
Lingua originale spagnolo, basco, inglese
Paese di produzione Spagna, Francia
Anno 2009
Durata 110 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,78 : 1
Genere drammatico, azione
Regia Daniel Monzón
Soggetto Francisco Pérez Gandul
Sceneggiatura Jorge Guerricaechevarría, Daniel Monzón
Produttore Emma Lustres, Borja Pena, Juan Gordon, Álvaro Augustín
Produttore esecutivo Elena Manrique, Emma Lustres, Borja Pena, Pilar Benito, Javier Ugarte
Casa di produzione Vaca Films, Morena Films, Telecinco Cinema, La Fabrique 2
Distribuzione (Italia) Bolero Film
Fotografia Carles Gusi
Montaggio Cristina Pastor
Musiche Roque Baños
Scenografia Antón Laguna
Costumi Montse Sancho
Trucco Raquel Fidalgo
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Cella 211 (Celda 211) è un film del 2009 diretto da Daniel Monzón, basato sul romanzo Celda 211 di Francisco Pérez Gandul.

Il film ha ottenuto sedici candidature ai Premi Goya 2010, vincendo otto premi, tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista (Luis Tosar).

È stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 16 aprile 2010.

Il film è stato dedicato al pompiere della città di Zamora Luis Ángel Puente, il quale partecipò alle riprese del film e morì successivamente durante il salvataggio di due ragazzi in un fiume.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Juan Oliver è stato da poco assunto come secondino presso un carcere di massima sicurezza. Prima di iniziare il suo primo turno di lavoro, decide di visitare una sezione del carcere dove sono rinchiusi dei pericolosi criminali, ma durante la visita viene ferito alla testa da un pezzo di intonaco caduto da una parete in ristrutturazione. Juan viene soccorso dalle guardie, che lo adagiano su una brandina della cella 211, momentaneamente vuota, ma proprio in quel momento scoppia una rivolta, guidata dal duro e carismatico Malamadre, leader dei detenuti. Dopo che le guardie si sono date alla fuga, Juan Oliver rimane abbandonato nella cella, in balia degli eventi. Nonostante le tragiche circostanze, il giovane secondino non si perde d'animo e decide di aguzzare l'ingegno, fingendosi un detenuto come gli altri. Nel tentativo di ottenere la libertà e sedare la rivolta, Juan Oliver scoprirà nuovi aspetti della sua personalità, scoprendo che in caso di sopravvivenza un uomo è disposto a tutto.

Premi e candidature[modifica | modifica wikitesto]

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