Castello di Haut-Kœnigsbourg

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Coordinate: 48°14′58″N 7°20′39″E / 48.249444°N 7.344167°E48.249444; 7.344167

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L'ingresso principale

Il castello di Haut-Kœnigsbourg (in francese: château du Haut-Kœnigsbourg; in tedesco: Hohkönigsburg) è situato sulla cima del monte Stophanberch (755 m), in Alsazia, nel comune di Orschwiller presso Sélestat e Saint-Hippolyte.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Lo Stophanberch o Staufenberg si trova all'incrocio di importanti vie commerciali: del grano e del vino (la route des vins, in direzione N-S) e dell'argento e del sale (in direzione O-E) e nel 1114 Federico II di Svevia ne iniziò la costruzione ben comprendendone l'importanza strategica.

Di proprietà degli Asburgo, passa ai Tierstein (come feudo) nel 1479. Questi lo ricostruirono e lo munirono di artiglieria per un adeguato sistema difensivo. Durante la Guerra dei Trent'anni il castello resistette per oltre un mese all'assedio degli svedesi ma, alla fine, cadde, venendo saccheggiato ed incendiato.

Dopo oltre due secoli di abbandono, nel 1865 divenne di proprietà della non lontana città di Sélestat, la quale nel 1899 fece dono di queste rovine (peraltro conservatesi molto bene) all'imperatore tedesco Guglielmo II di Hohenzollern (dal 1871 l'Alsazia era infatti parte dell'Impero tedesco). Il restauro venne affidato all'architetto Bodo Ebhart, un esperto di fortificazioni e studioso del medioevo, ed i lavori durarono dal 1900 sino al 1908 mentre le rifiniture continuarono fino al 1918.
Un anno dopo, nel 1919 col trattato di Versailles i beni della corona tedesca passarono alla Francia che divenne così proprietaria di Haut-Kœnigsbourg.

Nel 1936 il castello di Haut-Kœnigsbourg è uno dei luoghi in cui si svolgono le riprese del film La grande illusione di Jean Renoir.

Cenni architettonici[modifica | modifica sorgente]

Una visuale panoramica del castello.

L'attuale castello è il risultato di una minuziosa opera di recupero architettonico, effettuata da Ebhart secondo le indicazioni dell'imperatore Guglielmo II il quale intendeva fare del castello un museo del medioevo oltre che un simbolo della potenza dell'impero.
I lavori di restauro iniziarono da rilievi fotografici, partendo dalle tracce romaniche ancora presenti, ed Ebhart per la ricostruzione di parti fondamentali (mancanti) studiò l'architettura di castelli analoghi del medesimo periodo storico.

Il risultato della ristrutturazione fu controverso anche se, come effetto finale, il castello ora rende bene l'idea di ciò che doveva essere una roccaforte del XV-XVI secolo.

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