Casa di foglie

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Casa di foglie
Titolo originale House of Leaves
Autore Mark Z. Danielewski
1ª ed. originale 2000
Genere romanzo
Sottogenere horror, satira
Lingua originale inglese

Casa di foglie è il romanzo d'esordio di Mark Z. Danielewski. Pubblicato il 7 marzo 2000 negli Stati Uniti, il libro diviene presto un bestseller, avendo sviluppato già un seguito di lettori, viste le pubblicazioni a pezzi su Internet. In Italia esce nel 2005 per Mondadori.

La struttura del romanzo è alquanto inusuale, a causa dell'impaginazione, propria dello stile della letteratura ergodica, che obbliga a tratti a rigirare e/o ripiegare il testo. Contiene parecchie note, molte delle quali ne contengono a loro volta altre, alcune riferendosi a libri, studiosi e quant'altro del tutto inesistenti. In alcune pagine sono presenti solo poche parole, in modo tale da riprodurre effetti grafici agorafobici o claustrofobici, in linea con il susseguirsi degli eventi narrati. Altra importante caratteristica che distingue il romanzo è la presenza di molteplici narratori, i cui racconti si intrecciano ed interagiscono tra loro in modo molto elaborato e disorientante.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo inizia con una narrazione in prima persona di Johnny Truant, impiegato in un negozio di tatuaggi a Los Angeles. Truant è in cerca di un nuovo appartamento quando il suo amico Lude lo informa che nel suo condominio se ne è appena liberato uno, appartenuto a tale Zampanò, un anziano cieco deceduto di recente.

Nell’appartamento di Zampanò, Truant rinviene un manoscritto dell’anziano signore che si rivela essere un saggio accademico su un film documentaristico intitolato Tha Navidson Record.

Da questo punto in poi, quindi, la narrazione si dipana tra lo scritto di Zampanò, le note autobiografiche di Johnny (molte delle quali incentrate sui tentativi del giovane di studiare, e quindi comprendere, il testo del vecchio), la trascrizione di una parte del film realizzata dal fratello di Navidson, Tom, una breve trascrizione di interviste a varie persone riguardo al film fatte dalla moglie di Navidson, Karen, e brevissime note di editori sconosciuti, il tutto tenuto assieme da una quantità di didascalie. È presente inoltre un quarto narratore, la madre di Johnny, la cui voce traspare da un plico autonomo di lettere intitolato Le lettere di Whalestoe (ripubblicate, dopo l'uscita del libro, come un romanzo autonomo dallo stesso autore). A ciascuna voce narrante corrisponde un differente carattere di stampa, volto a facilitare il lettore nel seguire la complessa e difficoltosa struttura del romanzo.

The Navidson Record[modifica | modifica sorgente]

Il racconto di Zampanò tratta principalmente della famiglia di Navidson: Will Navidson, un fotoreporter (personaggio parzialmente basato su Kevin Carter), la sua compagna Karen Green, un’attraente ex modella, e i loro due figli, Chad e Daisy. Il fratello di Navidson, Tom, e svariati altri personaggi si inseriscono nel corso della storia.

La famiglia Navidson si è da poco trasferita in una nuova casa in Virginia. Ritornando da un viaggio a Seattle, scopre che qualcosa è cambiato nell’edificio: dove prima c’era un semplice muro spoglio, è comparsa una porta che apre su uno spazio simile a uno armadio. Una seconda porta è in fondo a questo armadio e da nella camera dei bambini. Investigando su questo fenomeno, Navidson scopre che le misurazioni interne della casa sono in qualche modo più ampie di quelle esterne. Inizialmente la differenza si limita a pochi centrimetri (un pollice), ma col passare del tempo l’interno della casa sembra espandersi, pur mantenendo le stesse proporzioni esterne. Un terzo cambiamento si manifesta: un vestibilo scuro e lungo nel loro salotto, che fisicamente dovrebbe sporgere poi all’esterno della casa, ma ciò non succede. Navidson riprende con la sua telecamera questo strano spazio e circumnaviga la casa per mostrare dove dovrebbe estendersi. Battezza infine il paradossale spazio come "Il corridoio dei cinque minuti e mezzo". Questo vestibolo conduce a un complesso simile a un dedalo, a partire da una larga stanza (the Anteroom) che conduce a uno spazio ancora più ampio (the Great hall) dal cui centro parte un’enorme scalinata a sprirale discendente, apparentemente senza fine. C’è inoltre una moltitudine di corridoi e stanze che deviano e modificano il cammino a ogni passaggio e tutti sono completamente bui e anonimi, con pavimenti, muri e soffitti di colore grigio cenere. L’unico suono che distrurba il perfetto silenzio dei corridoi è un saltuario ringhio sommesso, la cui origine non è mai del tutto esplicitata, nonostante una fonte accademica citata nel libro ipotizzi che si tratti delle frequenti modifiche spaziali della casa stessa.

Ci sono delle discrepanze riguardo a dove appare precisamente “Il Corridoio dei cinque minuti e mezzo”. È citato da vari personaggi in momenti diversi, ciascuno dei quali lo colloca in uno dei punti cardinali. La prima volta è Zampanò a scrivere che il corridoio è nel muro ovest, contraddicendo una dichiarazione di qualche pagina prima in cui è collocato nel muro nord. L’inconguenza è segnalata anche in una nota di Johnny.

Navidson, assieme al fratello Tom e alcuni colleghi, si sente in dovere di esplorare, fotografare e filmare questi spazi della casa apparentemente infiniti, il che porterà alcuni personaggi a pazzia, omicidio e morte. Alla fine, Will distribuirà ciò che è stato registrato e montato come The Navidson record.

Will e Karen avevano comprato la casa perché la loro relazione stava diventando tesa a causa delle assenze lavorative di Will. Karen, sempre mostratasi categorica nell’opporsi al matrimonio (dichiarando che la sua libertà stava al di sopra di tutto), si ritrova a sentire la mancanza e il bisogno della presenza di Will quando lui è lontano.

La narrativa di Zampanò è piena di citazioni e riferimenti, alcuni piuttosto oscuri, altri che indicano che la storia di Navidson ha raggiunto fama internazionale. Luminari come Stephen King, Stanley Kubrick, Douglas Hofstadter, Ken Burns, Harold Bloom, Camille Paglia, Hunter Thompson, Anne Rice e Jacques Derrida sembrano essere stati intervistati a proposito delle loro opinioni sul film. Eppure, quando Truant investiga, non trova alcuna storia della casa, nessuna prova degli eventi accaduti a Navidson e null’altro che possa stabilire con certezza che la casa o il film esistano al di fuori del testo di Zampanò.

Molte delle citazioni nelle note di Zampanò, invece, sono reali, ovvero esistenti sia dentro al suo mondo che nel mondo al di fuori del romanzo. Per esempio, molte volte viene citato un libro della casa produttrice Time-Life, Planet Earth: Underground Worlds.

La storia di Johnny[modifica | modifica sorgente]

Una linea narrativa contigua si sviluppa nelle note a piè pagina di Johnny, che descrivono dettagliatamente come procede la vita del ragazzo mentre riassembla il documento. Rimane poco chiaro se la sua ossessione per gli scritti di Zampanò e la delusione e la paranoia che seguono sono il risultato dell’uso di droghe, di pazzia o gli effetti degli scritti stessi. Johnny racconta storie dei suoi vari incontri sessuali, la sua passione per una spogliarellista tatuata che lui chiama Thumper e le sue nottate per bar con l’amico Lude. Lentamente, il lettore scopre di più sull’infanzia di Johnny, vissuta con un padre adottivo, delle violente risse a scuola e l’origine delle sue misteriose cicatrici. Ancora di più riguardo al ragazzo si deduce dalle Lettere di Whalestoe, lettere che sua madre Pelafina gli scrisse dall’istituto The Three Attic di Whalestoe. Pur contenendo dei ricordi simili, a tratti le lettere e le note a piè pagina differiscono notevolmente, forse a causa del dubbio stato mentale di entrambi. Pelafina infatti venne ricoverata in un istituto mentale dopo aver tentato di strangolare il figlio e fermata in tempo da marito, e lì rimase anche dopo la morte dell’uomo. Al riguardo, Johnny sostiene che sua madre non aveva intenzione di fargli del male e che tentò di strangolarlo per evitare che lui sentisse la sua mancanza. Non è mai chiaro, comunque, se le affermazioni di Johnny, in questo come in altri casi, si attengano ai fatti reali.

Le lettere di Whalestoe[modifica | modifica sorgente]

Le Lettere di Whalestoe sono contenute in un’appendice vicino alla fine del libro e, poco dopo l'uscita del libro, pubblicate anche come un romanzo autonomo. Sono le lettere che la madre di Johnny gli scrisse dall’ospidale psichiatrico. Iniziano piuttosto normalmente ma presto Pelafina viene vinta dalla paranoia e diventano più e più incoerenti. Qui sono contenuti inoltre vari messaggi segreti, che possono essere decodificati combinando la prima lettere di parole consecutive.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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