Cardiocranius paradoxus

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Gerboa pigmeo dalle cinque dita
1985. Пятипалый карликовый тушканчик.jpg
Stato di conservazione
Status none DD.svg
Dati insufficienti[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
Ordine Rodentia
Sottordine Myomorpha
Superfamiglia Dipodoidea
Famiglia Dipodidae
Sottofamiglia Cardiocraniinae
Genere Cardiocranius
Satunin, 1903
Specie C.paradoxus
Nomenclatura binomiale
Cardiocranius paradoxus
Satunin, 1903

Il gerboa pigmeo dalle cinque dita (Cardiocranius paradoxus Satunin, 1903) è un roditore della famiglia dei Dipodidi, unica specie del genere Cardiocranius (Satunin, 1903), diffuso nell'Asia centrale.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Roditore di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 45 e 60 mm, la lunghezza della coda tra 59 e 78 mm, la lunghezza del piede tra 22 e 27 mm, la lunghezza delle orecchie tra 5 e 6 mm e un peso fino a 12 g.[3]

Il cranio ha un particolare profilo dorsale a cuore, presenta un rostro corto e sottile e i mastoidi e la bolla timpanica eccezionalmente rigonfi. Le arcate zigomatiche sono semplici e sottili, le ossa nasali non si estendono oltre le ossa pre-mascellari. Gli incisivi sono attraversati longitudinalmente da un solco e sono giallastri. Il premolare superiore è minuto. Sono caratterizzati dalla seguente formula dentaria:

3 1 0 1 1 0 1 3
3 0 0 1 1 0 0 3
Totale: 18
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

La testa è enorme, circa il 40% della lunghezza del corpo, con piccoli occhi e corte orecchie tubulari. La pelliccia è lunga, densa e soffice. Le parti superiori variano dal giallo-grigiastro al color ocra, mentre quelle ventrali sono bianche. Una sottile striscia giallo-rossastra si estende lungo i fianchi. Le vibrisse sono molto lunghe. Le zampe sono lunghe e strette, con cinque dita, di cui l'alluce non funzionale e il quinto dito corti e posti più indietro. I metatarsi non sono fusi tra loro. Le piante dei piedi sono ricoperte da un ciuffo di setole. La coda è più lunga della testa e del corpo, alla base è più tozza, principalmente a causa di depositi di grasso, e diviene affusolata verso l'estremità dove è presente un ciuffo di peli. Le femmine hanno quattro paia di mammelle.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

È una specie terricola, solitaria e notturna. Si rifugia all'interno di cunicoli in colline sabbiose o tra le rocce, preferibilmente costruiti da altri animali. Entra in letargo per circa sette mesi l'anno.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di semi e granaglie. Accumula depositi di grasso nella coda in estate.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Si riproduce una volta l'anno.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è diffusa nei deserti e nelle aree semi-desertiche della Mongolia sud-occidentale, nella regione siberiana di Tuva, nelle province cinesi dello Xinjiang, Gansu, Ningxia e Mongolia interna e nel Kazakhstan orientale.

Vive in deserti rocciosi, steppe aride, deserti sabbiosi con prevalenza di Poaceae, Stipa, Artemisia arenaria e Cleistogenes soongorica.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN Red List, considerate le informazioni inadeguate circa lo stato della popolazione e le potenziali minacce, classifica C.paradoxus come specie con dati insufficienti (DD).[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Batsaikhan, N., Avirmed, D. & Tinnin, D. 2008, Cardiocranius paradoxus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Cardiocranius paradoxus in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Smith & Xie, 2008, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G.I.Shenbrot, V.E.Sokolov, V.G.Heptner, Yu.M.Koval'skaya Mammals of Russia and Adjacent Regions-Jerboas, Nauka, 1995.
  • Andrew T.Smith & Yan Xie, A guide to the Mammals of China, Princeton University Press, 2008, ISBN 9780691099842.

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