Canto de pueblos andinos vol.II
| Canto de pueblos andinos vol.II | ||
|---|---|---|
| Artista | Inti-Illimani | |
| Tipo album | Studio | |
| Pubblicazione | 1976 | |
| Durata | 33 min : 10 s | |
| Dischi | 1 | |
| Tracce | 12 | |
| Genere | Musica etnica Folk |
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| Etichetta | Dischi dello Zodiaco | |
| Produttore | / | |
| Registrazione | Sascia Sound Studios giugno 1976 | |
| Note | / | |
| Inti-Illimani – cronologia | ||
| Album precedente | Album successivo | |
| Hacia la libertad | Chile resistencia | |
Canto de pueblos andinos vol. II (1976), pubblicato con in copertina la scritta "Inti-Illimani 5 - Canto de pueblos andinos vol.II", è il quinto LP del gruppo cileno degli Inti-Illimani pubblicato in Italia e, come evidente dal titolo, prosegue il discorso iniziato con il precedente volume Canto de pueblos andinos (1975) e ancor prima in alcuni dei loro primissimi dischi (Inti-Illimani (1970), Canto de pueblos andinos (1973). Registrato nel giugno del 1976 questo disco è costituito in parte (quattro tracce) da brani ri-registrati per l'occasione ma pubblicati dal gruppo nei suoi dischi incisi in Cile prima dell'esilio. All'interno della copertina è presente uno scritto attribuito al gruppo che illustra il senso di questo progetto e nel quale si legge:
| « Questo disco è la continuazione di un lavoro iniziato nel 1967 con la creazione del complesso [...] comprende solo una minima parte di quella che è la ricchezza musicale dei paesi della regione centrale delle Ande, [...] La nostra intenzione di essere dei musicisti popolari ci ha spinto ad assumerci con amore, ma soprattutto con molto rispetto, il compito di ricreare e interpretare la musica dei popoli andini. Abbiamo cercato di lavorare e di interpretare questa musica attraverso i ritmi e gli strumenti che più conoscevamo e padroneggiavamo tecnicamente. [...] Questo disco non è un'interpretazione "folklorica" della musica andina. È una ricreazione, dal punto di vista del nostro complesso, di temi "folklorici", popolari e di autori contemporanei. » | |
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(Inti-Illimani, dall'introduzione al disco presente all'interno della copertina dell'LP)
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All'interno del disco sono anche presenti delle brevi note introduttive (sia in spagnolo che tradotte in italiano) per ognuno dei 12 brani che lo compongono unitamente ai testi delle canzoni. Il brano qui intitolato Carnavalito de la quebrada de Humahuaca era stato precedentemente pubblicato dal gruppo con il titolo Quebrada de Humahuaca nel loro disco Inti-Illimani (1970). Negli anni '90 la CGD ha rieditato questo disco in formato CD.
Indice |
[modifica] Tracce
- Carnavalito de la quebrada de Humahuaca - 2:04 (tradizionale) - chitarra, charango, quena, sikus, bombo leguero
- Sirviñaco - 2:05 (Davos, Falù) - chitarra, charango, quena, bobbo leguero, voci
- Pascua linda - 3:32 (tradizionale) - chitarra, charango, tiple colombiano, cascabel, bombo leguero
- Vasija de barro - 3:25 (V. Valencia) - chitarra, charango, quena, bombo leguero, voci
- Estudio para charango - 3:00 (M. Nuñez) - charango, bombo leguero
- Señora Chichera - 3:45 (tradizionale) - chitarra, charango, quena, quijada, maracas, bombo leguero
- Ojos Azules - 2:52 (tradizionale) - chitarra, charango, sikus, bombo leguero, voci
- Campanitas - 1:43 (Alfredo Dominguez) - chitarra, charango
- A vos te ha'i pesar - 3:30 (tradizionale) - voci
- Solo de quena - 2:32 (tradizionale) - quena
- San Juanito - 2:17 (Gilbert Fabre) - chitarra, charango, rondador, quena
- Mañana me voy pa'l norte - 2:19 (Violeta Parra) - chitarra, charango, quena, cascabel, pandereta, bombo leguero, voci
[modifica] Analisi dei brani
- Definire 'Amabile' Sirvinaco è riduttivo, è d'altra parte arduo trovare un termine adatto a definire un brano al massimo della dolcezza e bellezza. Una chitarra morbida e spensierata inizia con un vezzoso accordo di settima e scivola via con le quenas come fossero portati e cullati dal vento. Il charango gioca teneramente e la chitarra gli fa eco mentre le quenas di nuovo trascinano in volo le note leggere e delicate. La parte cantata in due voci parla di un corteggiamento, di promesse e progetti per il futuro mediante immagini metaforiche. Viene stabilito un segnale convenuto per saper se l'ama.
- Misteriosa ed affascinante è La Vasija de Barro che inizia con un coro all'unisono ed a cappella, il testo è oscuro e fresco come il ventre del vaso protagonista. Altrettanto oscure e suggestive sono le false dissonanze delle ultime battute delle quenas che concludono il brano. Geniale è la corona finale con il delicato vibrato del charango e gli accordi delicati e pulsanti della chitarra.
- Estudio para Charango vuole essere un giusto spazio per uno dei protagonisti insostituibile della strumentazione, simpatico e spigliato è firmato da Ernesto Cavour, il bombo accompagna in secondo piano lo sciorinio della versatilità di questo piccolo-grande strumento che esibisce le sonorità del rasgeado rapido del tremolo e dei salti d'intervallo (agevolati dalle dimensioni minute della tastiera e della particolare accordatura).
- Quando intonano Seňora Chicera il pubblico esulta, difficile descrivere e spiegare il fascino di questo brano, al minimo dell'elaborazione armonica, semplice il ritmo ma carica di colori e di messaggi, descrive la vita con una frase semplicissima inframmezzata dalle imitazioni della quena e tutta riempita di vocalizzi.
- Ojos Azules è una rara ripetizione con tre strofe cantate dolcemente e sorrette da un arpeggio mnorbido e scorrevole cui si aggiungono colorati abbellimenti di charango, il tutto è seguito dal celeberrimo tema cantato (sempre sottovoce) dai sikus. Il canto all'unisono nella prima strofa, si arricchisce di armonie nelle altre due. L'arpeggio introduttivo è suonato in VII posizione con alcune corde avuoto, è un espediente che lo si ritrova anche in Papel de Plata, aumenta la sonorità della chitarra eliminando la sequenzialità delle note. Accorgimento che il charango ed il tiple non necessitano in quanto hanno già le corde non in ordine a vantaggio dell'effetto sonoro sia nel rasgueado che nell'arpeggio.
[modifica] Formazione
[modifica] Collaboratori
- Jorge Salas - copertina
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