Cana (Roccalbegna)

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Cana
frazione
Panorama di Cana
Panorama di Cana
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Grosseto-Stemma.png Grosseto
Comune Roccalbegna-Stemma.png Roccalbegna
Territorio
Coordinate 42°47′47″N 11°25′32″E / 42.796389°N 11.425556°E42.796389; 11.425556 (Cana)Coordinate: 42°47′47″N 11°25′32″E / 42.796389°N 11.425556°E42.796389; 11.425556 (Cana)
Altitudine 502 m s.l.m.
Abitanti 263 (2011)
Altre informazioni
Cod. postale 58053
Prefisso 0564
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti canesi
Patrono San Martino vescovo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cana

Cana è una frazione del comune di Roccalbegna, in provincia di Grosseto.

Il paese di Cana è situato a circa 10 km a ovest del comune capoluogo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese sorse in epoca medievale su una collina che domina in parte la valle del torrente Trasubbie e in parte la valle dell'Albegna. Nel corso del XIII secolo venne controllato prima dagli Aldobrandeschi, che vi costruirono la rocca, e poi dalla famiglia senese dei Tolomei.

Alla fine del XIV secolo il centro entrò a far parte della Repubblica di Siena. Un secolo più tardi fu approvato uno statuto autonomo per la popolazione che rimase in vigore anche dopo l'annessione al Granducato di Toscana a metà del XVI secolo; la sua abrogazione avvenne soltanto sul finire del XVIII secolo, quando il paese di Cana fu inglobato nel territorio comunale di Cinigiano, prima di passare definitivamente in quello di Roccalbegna.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa della Madonna del Conforto, edificata in epoca rinascimentale come cappella rurale fuori dall'abitato, è preceduta da un portico posticcio; in passato conservava anche un dipinto cinquecentesco raffigurante la Vergine del Conforto che in seguito venne posto nella moderna chiesa parrocchiale all'interno del paese.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Cisterna medicea, pregevole cisterna realizzata agli inizi del XVII secolo, raccoglieva l'acqua piovana da distribuire agli abitanti del paese.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Rocca aldobrandesca, antico complesso fortificato medievale che compone il nucleo storico del paese, era denominato anche Rocca al Cane. Ne rimangono il fortilizio, il Palazzo della Giustizia e la Casa del Gran Cane, un tempo sede del palazzo civico.
  • Mura di Cana, struttura difensiva di epoca medievale. Ne rimangono alcuni tratti.
  • Fattoria fortificata del Castagnolo, situata in località Castagnolo, con la sua misteriosa "Buca di Pietro Pinca", è un esempio di primitivo castello anno 1000 trasformato in fattoria con granaio ipogeo tipico toscano e chiesa rurale intitolata a San Pellegrino con tracce di antico cimitero ad essa annesso.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Quella che segue è l'evoluzione demografica della frazione di Cana. Sono indicati gli abitanti dell'intera frazione e dove è possibile è messa tra parentesi la cifra riferita al solo capoluogo di frazione. In seguito alla soppressione amministrativa delle frazioni avvenuta negli anni novanta, vengono contati dal 2001 solamente gli abitanti del centro abitato, non dell'intero territorio.

Anno Abitanti
1640
462
1745
306
1833
542
1845
614
1921
1 111
1931
1 119
1961
751 (574)
1981
444 (336)
2001
225[1]
2011
263[1]

Persone legate a Cana[modifica | modifica wikitesto]

Galleria immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Solo centro abitato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Mazzolai, Guida della Maremma. Percorsi tra arte e natura, Firenze, Le Lettere, 1997.
  • Giuseppe Guerrini, Torri e castelli della provincia di Grosseto, Siena, Nuova Immagine, 1999.
  • Valentino Baldacci, I luoghi della fede. Itinerari nella Toscana del Giubileo, Firenze, 2000.
  • Claudia Cinquemani Dragoni, La fattoria del Castagnolo: un antico granaio ipogeo, in "Le Antiche Dogane", 2008, ed. Aldo Sara.

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]