Camila Vallejo

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Camila Antonia Amaranta Vallejo Dowling

Camila Antonia Amaranta Vallejo Dowling (Santiago del Cile, 28 aprile 1988) è una studentessa universitaria, attivista, politica e geografa cilena. Militante della Juventudes Comunistas de Chile, ala giovanile del Partito Comunista del Cile, Camila Vallejo ha ricoperto la presidenza della Federación de Estudiantes de la Universidad de Chile (FECh). È stata la seconda donna chiamata a occupare questa posizione nei primi 105 anni di vita dell'organizzazione, dopo Marisol Prado, che ne detenne la presidenza dal 1997 al 1998.[1]

Vallejo è salita alla ribalta imponendosi tra i principali leader di quel movimento studentesco che, a partire dal 13 giugno 2011, ha promosso ampie mobilitazioni e manifestazioni di protesta contro la presidenza di Sebastián Piñera.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Immagine della mobilitazione studentesca cilena del 2011, che sta mettendo in difficoltà la presidenza di Sebastián Piñera[2]

Figlia di Reinaldo Vallejo e Mariela Dowling, piccoli imprenditori, loro stessi ex militanti del Partido Comunista de Chile negli anni settanta, Camila Vallejo ha vissuto la sua infanzia nella Provincia di Santiago, tra i comuni di Macul e La Florida e ha studiato nel Colegio Raimapu, un istituto scolastico privato nel comune di La Florida.[3]

Nel 2012 viene eletta dalla rivista americana Newsweek tra le "150 Fearless Women" (150 donne senza paura)[4].

A Santiago del Cile, il 6 ottobre 2013 diventa mamma di una bimba, Adela. Il padre è Julio Sarmiento, compagno di Vallejo.

Attivismo studentesco[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006, Camila Vallejo si è iscritta all'Università del Cile per studiare geografia presso la Facoltà di Architettura e Urbanistica e nella quale poi otterrà la laurea col massimo dei voti nel giugno 2013[5]. Entrata in contatto con circoli studenteschi di sinistra, ha cominciato a impegnarsi attivamente in politica, diventando, l'anno seguente, una militante della Juventudes Comunistas de Chile.[6] È stata consigliera della FECh nel 2008 e vicepresidente del Centro de Estudiantes de Geografía,[7] organismo alla cui fondazione ella stessa aveva partecipato.

Nel novembre 2010 è stata eletta presidente della FECh, in rappresentanza della lista E del Colectivo Estudiantes de Izquierda, che faceva riferimento alla Juventudes Comunistas, alla Nueva Izquierda Universitaria e a liste indipendenti; ha ricevuto 2.918 voti, lasciando il secondo posto alla lista che raggruppava Izquierda Autónoma, Izquierda Construye, Colectivo Arrebol e altri indipendenti, che ha raccolto 2.839 preferenze.[1]

Nelle elezioni 2011 per il rinnovo della FECh Vallejo viene superata dal candidato dell'estrema sinistra, Gabriel Boric, ma risulta comunque eletta alla vicepresidenza[8].

Proteste degli studenti cileni nel 2011[modifica | modifica sorgente]

Incontro del 3 settembre 2011 tra il presidente Piñera, e una rappresentanza di studenti, professori e Conferenza dei rettori cileni. Vallejo è riconoscibile a sinistra
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Proteste degli studenti cileni nel 2011.

Durante la presidenza della federazione studentesca, ha acquisito una notevole notorietà pubblica fino a imporsi come una dei portavoce e dei leader della mobilitazione studentesca cilena del 2011[9], insieme a Giorgio Jackson, suo omologo nella cattolica Federación de Estudiantes de la Universidad Católica de Chile e a Camilo Ballesteros, della Federación de Estudiantes de la Universidad de Santiago de Chile.

La notorietà di Vallejo ha travalicato i confini nazionali: la personalità esibita ne ha fatto una «star mediatica», una circostanza che ha messo la mobilitazione studentesca cilena sotto i riflettori dei mass media internazionali, garantendo una notevole visibilità alla protesta anche all'estero[2].

Minacce e scorta[modifica | modifica sorgente]

Nell'agosto 2011 la Corte suprema cilena ha disposto l'assegnazione di una scorta di protezione, a seguito delle molte minacce ricevute[10][11].

Ha generato scalpore il fatto che una delle minacce subite provenisse proprio da ambienti istituzionali e governativi, nella persona di un'alta funzionaria del Ministero cileno della Cultura, Tatiana Acuña Selles, segretaria esecutiva del Consejo del Libro y la Lectura, che in un post su Twitter, riferendosi proprio a Vallejo, ha ripescato una frase sinistra pronunciata da Augusto Pinochet, nel golpe cileno del 1973, all'indirizzo di Salvador Allende: «se mata la perra y se acaba la leva».[12][13][14] («si ammazza la cagna e ci si sbarazza della figliata»).

Il deputato dell'UDI Iván Moreira, dopo nuovi scontri nel giugno 2012 tra studenti e polizia, accusa Vallejo di essere co-responsabile delle violenze messe in atto dai manifestanti[15].

Attività politica[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni parlamentari del 2013 Vallejo si candida per il parlamento cileno nella lista del Partito Comunista del Cile[16] e viene eletta deputata nel distretto di La Florida[17].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Militante comunista Camila Vallejo es la nueva presidenta FECh, La Nación, 5 novembre 2010. URL consultato il 18 giugno 2011.
  2. ^ a b Omero Ciai, Bella, giovane e determinata ora Camila fa tremare Piñera, la Repubblica, 3 agosto 2011
  3. ^ Camila Vallejo, la nueva figura del comunismo chileno, El Mercurio, 12 giugno 2011. URL consultato il 3 giugno 2011.
  4. ^ Women in the World: 150 Women Fearless Women (Photos) - The Daily Beast
  5. ^ (ES) Camila Vallejo se tituló de geógrafa con distinción máxima La Nación
  6. ^ Sofia Aldea, Compañera Camila, Revista Paula, 16 maggio 2011. URL consultato il 3 luglio 2011.
  7. ^ Perfil de Camila Vallejo in blogger.com. URL consultato il 18 giugno 2011.
  8. ^ Cile, Camila spodestata: Vallejo non è più leader del movimento studentesco, Adnkronos, 7 dicembre 2011. URL consultato l'11 dicembre 2011.
  9. ^ La linda presidenta de la Fech llama la atención de las agencias internacionales, Publimetro.col, 1º giugno 2011. URL consultato il 18 giugno 2011.
  10. ^ Camila Vallejo minacciata, sotto scorta alla vigilia del grande sciopero in Cile, AgoraVox, 24 agosto 2011
  11. ^ Corte Suprema acoge amparo a favor de Camila Vallejo y ordena rondas policiales, Emol-El Mercurio on line, 23 agosto 2011
  12. ^ Ximena Valdés, Se mata la perra, se acaba la leva, La Nación, 5 agosto 2011. URL consultato il 30 agosto 2011.
  13. ^ Amélie Gautier, Chili : l'étudiante qui fait trembler le gouvernement, TF1 News, 30 agosto 2011. URL consultato il 30 agosto 2011.
  14. ^ Cruz-Coke repudia dichos de encargada del Consejo del Libro contra Camila Vallejo, El Mercurio Online, 30 agosto 2011. URL consultato il 30 agosto 2011.
  15. ^ Moreira: Boric y Vallejo son “cómplices del saqueo y la violencia, La Nación, 29 giugno 2012. URL consultato il 1º luglio 2012.
  16. ^ Cile: Camila Vallejo sarà candidata a deputato
  17. ^ Cile, la pasionaria Camila entra in parlamento, La Repubblica, 18 novembre 2013

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]