Cahiers de doléances

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Louis-Charles-Auguste Couder, Apertura degli Stati generali il 5 maggio 1789

I cahiers de doléances (in francese, quaderni delle lamentele)[1] erano dei registri nei quali le assemblee incaricate di eleggere i deputati agli Stati Generali, convocati in via d'urgenza nel 1789 da Luigi XVI, annotavano critiche e lamentele della popolazione: le richieste più frequenti riguardavano l'abolizione delle decime ecclesiastiche e dei privilegi signorili. L'uso dei cahiers risale al XIV secolo, anche se i quaderni più famosi restano quelli del 1789, che ogni assemblea cetuale avrebbe dovuto, secondo disposizioni dello stesso monarca, compilare per esprimere richieste e operare denunce al sovrano.

Elemento comune nelle rivendicazioni dei cahiers è la richiesta di limitare il potere del sovrano attraverso leggi che istituissero un parlamento nazionale, che operasse un'attività di controllo sulle imposizioni fiscali decise dalla monarchia e le proposte di legge.

Si cominciò nei villaggi e nelle parrocchie urbane a redigere i "quaderni di parrocchie". Successivamente si decise di stilare un cahier de doléances per ciascun ordine, filtrando così il numeroso materiale pervenuto.

Cahiers del Primo Stato[modifica | modifica wikitesto]

"Plaintes, remontrances et demandes de la jurisdiction des consuls de la ville d'Angers", 1798

I quaderni del clero chiedevano spesso che fosse posta fine all'abitudine di assegnare più diocesi a un solo vescovo e auspicavano l'accesso al vescovado anche per chi non godesse di nobilità di nascita. La visione era comunque prettamente cattolica e quindi cercava di preservare il cattolicesimo come unica religione ufficiale dello stato. Da questi emerge la conflittualità presente fra basso clero, legato al giansenismo, e i vescovi e il clero regolare.

Cahiers del Secondo Stato[modifica | modifica wikitesto]

Nei quaderni dei nobili vi erano, oltre alla scontata richiesta di voto per ordine in difesa dei privilegi, anche richieste liberali talvolta, che invocavano la fine delle franchige fiscali e auspicano il conferimento degli incarichi per meriti accademici più che per diritto di nascita. Dai quaderni del secondo stato emerge la distanza e il dissenso fra l'alta nobiltà e la nobiltà di corte e la nobiltà di provincia.

Cahiers del Terzo Stato[modifica | modifica wikitesto]

I quaderni della borghesia e dei contadini lamentavano prevalentemente i privilegi finanziari degli altri due stati, che erano esentati da varie imposte, e rivendicavano un potere maggiore pretendendo la fine della divisione della società in ordini (ritenendosi la borghesia lo stato più rappresentativo). Il terzo stato invocava un sistema di votazione all'assemblea degli stati generali per rappresentanza numerica e non per stato, cosa che di fatto lo escludeva dal potere decisionale, ponendolo sistematicamente in minoranza. In numerosi cahiers viene evocata una struttura costituzionale in cui il potere legislativo fosse affidato alla "nazione" (che spesso il terzo stato identificava con sé stesso) congiuntamente al re, e il potere esecutivo al sovrano.

Nel 1789, i cahiers de doléances acquistarono valore di sondaggio e una sinossi dei quaderni fu letta davanti all'assemblea costituitasi il 27 luglio 1789 per volere del conte di Tolosa.

Dalla lettura di questi documenti emerge in modo chiaro l'esasperazione del mondo contadino per le vessazioni subite e le sperequazioni esistenti nella ripartizione dei tributi:[2]

« Gli abitanti della comunità chiedono che la nazione francese non possa essere tassata se non per suo consenso, e che vengano soppresse le imposte arbitrarie da cui il popolo si trova oppresso, che i tributi che saranno riconosciuti indispensabili vengano ripartiti su tutti i cittadini senza distinzione. »

Ciò nonostante emergono anche qui le distanze tra contadini ricchi e contadini disagiati in merito alla suddivisione delle terre demaniali. Allo stesso modo si percepiscono le divisioni tra mercanti e capi delle corporazioni sulle regole del lavoro.

Importanza storiografica[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista storiografico i cahiers de doléances rappresentano documenti importantissimi per la comprensione del clima politico e sociale in Francia nel periodo dell'esplosione della rivoluzione francese, dando la possibilità di indagare i sottili equilibri e le singole connessioni esistenti tra le varie couches della società francese del tempo. I cahiers finora noti agli storici sono complessivamente sessantamila (in maggior numero riguardanti il terzo stato).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Del verbo doloir, del latino dolere: soffrire, lamentarsi.
  2. ^ Quaderni degli abitanti di La Chaleur.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David Feuerwerker, L'émancipation des juifs en France de l'Ancien Régime à la fin du Second Empire, Albin Michel, Parigi, 1976 ISBN 2-226-00316-9
  • François Furet, Denis Richet, La Rivoluzione francese, Gius. Laterza & Figli Spa, Roma-Bari 1974
storia Portale Storia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di storia