Bispensiero

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Bispensiero o Bipensiero (in inglese doublethink) è un termine in neolingua coniato da George Orwell per il suo libro di fantascienza distopica 1984, utilizzato dal Partito del Grande Fratello per indicare il meccanismo psicologico che consente di credere che tutto possa farsi e disfarsi: la volontà e la capacità di sostenere un'idea ed il suo opposto, in modo da non trovarsi mai al di fuori dell’ortodossia, dimenticando nel medesimo istante, aspetto questo fondamentale, il cambio di opinione e perfino l'atto stesso del dimenticare. Chi adopera il bipensiero è quindi consciamente convinto della veridicità (o falsità) di qualcosa, pur essendo inconsciamente consapevole della sua falsità (o veridicità). Il bipensiero è ipoteticamente essenziale nelle società totalitarie che per definizione richiedono un'adesione costante di fronte a mutevoli linee politiche.

Analisi[modifica | modifica sorgente]

Per comprendere a fondo il concetto di bispensiero nel contesto e nell'accezione specifica dell'opus magna orwelliana, un ottimo esempio è rappresentato dalle dinamiche che stanno alla base della guerra perenne tra gli stati. L’Oceania, all’inizio del racconto, è in guerra contro l’Eurasia ed alleata con l’Estasia: così è scritto su tutti i libri di storia, i giornali, i manifesti propagandistici affissi ai muri e dichiarato da tutti i dispacci diramati attraverso i teleschermi, mediante i quali vengono confermate continue conquiste sul fronte eurasiano. Mensilmente dei prigionieri eurasiani vengono giustiziati in piazza. Tutti sanno e ricordano perfettamente che la situazione è questa e che lo è sempre stata.

Se il nemico era quello, ed il nemico rappresentava il male assoluto, non si poteva mai essere stati alleati con esso. Eppure Winston Smith, il protagonista, ricordava che appena quattro anni prima la situazione era l’esatto opposto: il suo Paese era stato in guerra con l’Estasia ed alleato con l’Eurasia; e ciò che lo spaventava enormemente era che lui sembrava essere l’unico a ricordare quella nozione. Quella, così come tante altre.

Tutti gli altri cittadini erano completamente, ciecamente fiduciosi nei dettami del Partito, il quale letteralmente si impossessava del passato al punto da dichiarare che un dato avvenimento non era mai successo: e se tutti i documenti circolanti avessero riportato la medesima storia che il Partito imponeva, allora "la menzogna diventava verità e passava alla storia". Uno slogan del partito recitava "Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato", e sintetizzava perfettamente il tremendo gioco di costrizione mnemonica e di ipocrisia che veniva richiesto: questa tecnica veniva chiamata "controllo della realtà", in neolingua appunto bispensiero. Dalle parole di Orwell, quantomai eloquenti: "Dimenticare tutto quello che era necessario dimenticare, e quindi richiamarlo alla memoria nel momento in cui sarebbe stato necessario, e quindi dimenticarlo da capo: e soprattutto applicare lo stesso processo al processo stesso. Questa era l’ultima raffinatezza: assumere coscientemente l’incoscienza, e quindi da capo, divenire inconscio dell’azione ipnotica or ora compiuta. Anche per capire il significato della parola "bispensiero" bisognava mettere, appunto, in opera il medesimo."

E quello degli schieramenti in guerra non era un caso isolato: Winston ricorda perfettamente ad esempio che quando era piccolo gli aeroplani esistevano già, ma il Partito, sorto dopo la sua prima infanzia, proclamava fossero una sua invenzione; lui lo ricordava perfettamente, tuttavia non c’era alcuna prova. E il suo lavoro consisteva proprio nel "rettificare" gli "errori" pubblicati su vecchi articoli, interviste, comunicati che venivano poi, dopo la "correzione", sistematicamente ristampati e collocati nelle collezioni al loro posto, mentre le copie originali andavano distrutte. Questo procedimento era applicato a qualunque tipo di materiale stampato o documentato che potesse avere un significato politico o ideologico, aggiornando così il passato giorno per giorno, minuto per minuto, rendendolo conforme alla linea del governo e alle contingenze.

E naturalmente, per coerenza al bispensiero, chi viene eliminato non è mai stato eliminato o ucciso, non è "morto" o "scomparso": semplicemente non è mai esistito. Ogni traccia, ogni documento, ogni sua azione passata che potesse provare la sua esistenza era sistematicamente distrutto e con questi il ricordo dalla mente di tutti che, applicando il Bipensiero, dimenticavano perfino di aver dovuto dimenticare, come computer dai quali si cancellino dei file e, oltre a questi, tutte le tracce dell'operazione stessa di cancellazione (log, impronte digitali sulla tastiera, e così via). Il procedimento che porta al bispensiero deve essere quindi sia conscio, per poter essere portato a termine con precisione, che contemporaneamente inconscio, per disgiungersi da "un vago senso di colpa e di menzogna", usando "un inganno cosciente e nello stesso tempo mantenendo una fermezza di proposito che s’allinea con una totale onestà".

Di nuovo dalle parole dello stesso autore si ottengono delle delucidazioni essenziali. Il bipensiero, mediante una menzogna che arriva sempre prima della verità, elimina ogni scoglio al funzionamento della morale imposta.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]