Big Five (psicologia)

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La teoria dei Big Five di McCrae e Costa, tra la moltitudine di modelli incentrati su un approccio nomotetico allo studio della personalità, risulta uno dei più condivisi e testati, sia a livello teorico che empirico.

Basi della teoria[modifica | modifica sorgente]

I punti di partenza di questa teoria sono:

  • L'approccio fattoriale proposto da Hans Eysenck, che identifica le dimensioni caratterizzanti le differenze individuali attraverso analisi statistiche di tipo fattoriale.
  • La teoria della sedimentazione linguistica elaborata da Cattell: questi studi hanno considerato il vocabolario della lingua quotidiana come un serbatoio di descrittori delle differenze individuali.

La teoria[modifica | modifica sorgente]

Da queste linee teoriche di partenza, McCrae e Costa postulano 5 grandi dimensioni (Big Five) di personalità: l'estroversione-introversione, gradevolezza-sgradevolezza, coscienziosità-negligenza, nevroticismo-stabilità emotiva, apertura mentale-chiusura mentale (Goldberg,1993). Tali dimensioni sono state individuate a partire da studi psicolessicali, secondo i quali l'uomo ha codificato in forma verbale tutte le esperienze significative per la comunità comprese, in questo caso, parole che si riferiscono alle differenze individuali: le 5 dimensioni elencate, quindi, corrisponderebbero alle macro-categorie più usate, nel linguaggio, per descrivere le diversità tra individui[1].

Esse rappresentano il punto di convergenza delle strutture elaborate da numerosi modelli di misura dei tratti (vedi personalità e test di personalità): il 16PF (16 Personality Factor Questionnaire), il GZTS (Guilford Zimmerman temperament survey), il EPQ (Eysenck Personality Questionnaire), il CPS (Comrey Personality Scales), il CPI (California Personality Inventory). Si discosta invece dall'MBTI (Myers-Briggs Type Indicator) che si basa sulla teoria dei tipi. La teoria dei tratti infatti considera ad esempio introversione ed estroversione come due estremi di un'unica linea continua: la popolazione si distribuirà in modo gaussiano su tale linea; la teoria dei tipi invece considera introversione ed estroversione come due poli d'attrazione: la distribuzione sarà quindi una distribuzione di Bernoulli.

La teoria dei Big Five è spesso adoperata per la valutazione della personalità nei contesti organizzativi, per l'attendibilità offerta da questa tipologia di test, detti "obbiettivi". La validità convergente dello strumento di misura basato su questa teoria è confermata dal fatto che essa è una sintesi di tutti gli strumenti di misura sopra citati.

La valutazione della personalità attraverso il modello dei Big Five può avvenire mediante la compilazione da parte del soggetto di un questionario (strutturato attraverso una Scala Likert), oppure mediante la valutazione della condotta in un contesto di simulazione (come ad esempio l'Assessment center). Sono state proposte anche riduzioni fattoriali sperimentali, di questi 5 fattori, in un modello ancora più ridotto, detto dei "Biggest Three".

La teoria dei Big Five consta di cinque dimensioni, emerse in numerosi contesti linguistici e culturali quali Italia, Stati Uniti, Germania, Olanda, Giappone, Filippine, Taiwan, mentre altri studi evidenziano come questi non emergano in paesi come la Cina. Lo strumento di misurazione validato da Costa e McCrae è il NEO-PI, nel quale i Big Five sono chiamati: Estroversione, Gradevolezza, Coscienziosità, Nevroticismo, Apertura all'esperienza.

Nel contesto italiano sono stati sviluppati diversi strumenti per la misurazione dei Big Five: il più rilevante per diffusione è il "Big Five Questionnaire", che è stato tradotto successivamente in altre lingue e trova largo impiego nelle procedure di selezione del personale.

Questi tratti di personalità sono definiti nella versione italiana dello strumento di misura come:

  • Estroversione
  • Amicalità
  • Coscienziosità
  • Stabilità emotiva
  • Apertura mentale

Per gli autori della versione italiana [2], ognuna di queste cinque dimensioni è costituita di due sottodimensioni che vengono così definite:

Sottodimensioni dell'Estroversione:

  • Dinamismo
  • Dominanza

Sottodimensioni dell'Amicalità:

  • Cooperatività/Empatia
  • Cordialità/Atteggiamento amichevole

Sottodimensioni della Coscienziosità:

  • Scrupolosità
  • Perseveranza

Sottodimensioni della Stabilità Emotiva:

  • Controllo delle emozioni
  • Controllo degli impulsi

Sottodimensioni della Apertura Mentale:

  • Apertura alla cultura
  • Apertura all'esperienza

Critica[modifica | modifica sorgente]

La critica principale che viene rivolta al modello del Big Five è l'eterogeneità eccessiva dei costrutti psicologici risultanti, che sembrano in effetti riferirsi a tipi di processi psicologici molto diversi e non coerenti tra loro.

Inoltre questi 5 grandi fattori sembrano non emergere in alcuni paesi, specialmente orientali.

Studi recenti hanno tuttavia mostrato che quest'ultimo approccio non deriva in modo lineare da quello dei tratti, ma costituisce una soluzione in cui vengono a confluire diverse tradizioni di ricerca. Oltre a ciò, occorre evidenziare che con i Big Five non si è ancora al livello di una teoria unificante, né si pretende con essi di rispondere alla varietà di quesiti che si sono dibattuti sulla nozione, sulle caratteristiche e sulle sfumature dei diversi aspetti della personalità.

Per tale ragione, pur esistendo ormai un'ampia letteratura scientifica dalla quale emergono, insieme a taluni rilievi, significativi riscontri di segno positivo, si preferisce oggi parlare non tanto di "teoria", quanto di "modello" dei Big Five.

Per quanto riguarda il BFQ, lo strumento mostra delle evidenti debolezze psicometriche: il campione di standardizzazione non è molto grande ed è composto da soggetti di cultura medio-alta. Non vi sono inoltre dati per giudicare gli item utilizzati, e l'analisi fattoriale che viene proposta nel manuale è stata svolta sui dati aggregati, cioè sulle risposte dei soggetti cumulate sulle sottoscale.

Nonostante questo procedimento sia stato giustificato dagli autori facendo riferimento alla letteratura di settore, questo non permetterebbe di affermare che la costruzione dello strumento sia stata fatta secondo i pieni criteri dell'analisi fattoriale.

Lo strumento presenta diversi vantaggi: è di semplice somministrazione, scoring, interpretazione, e gli item non sono particolarmente intrusivi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L. Di Blas, "Che cos'è la personalità", 2002
  2. ^ G.V.Caprara, C.Barbaranelli e L.Borgogni

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]