Battaglia di Málaga

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Battaglia di Málaga
Data 3 - 8 febbraio 1937
Luogo Málaga, Spagna
Esito Vittoria nazionalista
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
40.000 miliziani anarchici 15.000 nazionalisti
5.000 italiani
Perdite
Sconosciuti, ma in misura maggiore dei franchisti Spagnoli: sconosciuti
italiani: 74 morti, 221 feriti, 2 dispersi
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La battaglia di Málaga è stata una offensiva franchista, avvenuta nel febbraio 1937, volta ad prendere il controllo della provincia di Málaga. Ai franchisti si aggiunse per la prima volta il Corpo truppe volontarie italiane, che fu determinante nella vittoria golpista.

Precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la mancata conquista di Madrid, e la sconfitta a La Coruña, i nazionalisti cercarono di riprendere l'iniziativa. I nazionalisti sbarcarono al porto di Cadice, e iniziarono a distribuirsi su una striscia di 25 km di distanza alla città di Málaga per assediarla.

Il 17 gennaio iniziò l'avanzata franchista, ad Ovest con la neonata Armata del Sud guidata da Queipo de Llano e Nord-Est con i soldati del colonnello Antonio Muñoz Jiménez. Entrambi gli attacchi trovarono poca resistenza, e nella prima settimana riuscirono ad avanzare per 15 km.

I repubblicani non si resero conto che i due attacchi erano combinati per la conquista di Málaga, e si trovarono impreparati il giorno dell'assalto alla città, il 3 febbraio.

I combattenti[modifica | modifica wikitesto]

Un misto di forze spagnole regolari, carliste e italiane parteciparono all'attacco nazionalista di Málaga. Gli spagnoli, circa 10.000, erano guidati dal Queipo de Llano, mentre le camicie nere erano guidate da Mario Roatta. Le truppe italiane erano composte da 5.000 effettivi, che componevano nove battaglioni meccanizzati equipaggiati con carri leggeri L3/35 e blindati.

I repubblicani, invece, erano composti da 40.000 miliziani andalusi del CNT. Anche se erano in numero maggiore rispetto ai golpisti e con il morale più alto, i miliziani erano completamente impreparati sotto il profilo militare. Inoltre, le loro armi erano obsolete rispetto a quelle nazionaliste.

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito del Sud iniziò l'attacco a Málaga da ovest, partendo dalla cittadina di Ronda, il 3 febbraio. L'attacco da Nord iniziò la notte del 4 febbraio, con gli italiani che avanzarono rapidamente, essendo i repubblicani impotenti davanti a carrarmati e ai blindati. I nazionalisti continuarono un costante progresso verso Malaga e il 6 febbraio raggiunsero le alture intorno alla città. Nel timore di accerchiamento, il comandante repubblicano, colonnello Villalba, ordinò l'evacuazione di Malaga.

L'8 febbraio le Camicie Nere italiane e l'esercito del Sud liberarono Malaga.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

I repubblicani che riuscirono a fuggire vennero fatti oggetto di tiro dai franchisti sulla strada per Almería. Chi non riuscì a fuggire da Málaga venne ucciso o fatto prigioniero.

La devastante sconfitta subita dai repubblicani causarono il ritiro dei comunisti dal governo e dell'esecutivo di Valencia. Il capo del governo, Francisco Largo Caballero venne sostituito da Juan Negrín López; il sottosegretario alla guerra, generale Asensio Torrado, venne sostituito da Carlos de Baráibar, un uomo senza preparazione militare.

Mussolini spettacolarizzò ed enfatizzò il successo delle truppe italiane ed incrementò il coinvolgimento italiano in Spagna, nonostante l'accordo di non intervento con la Spagna. I comandanti italiani, invece, sapevano che la loro rapida vittoria era stata raggiunta più per la mancanza di esperienza da parte della milizia repubblicana che per la forza dei soldati italiani. I piani di cattura di Valencia vennero abbandonati e la partecipazione italiana fu concentrata sul più ambizioso piano di conquista di Madrid.