Bombardamento di Guernica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bombardamento di Guernica
Parte della guerra civile spagnola
Guernica dopo il bombardamento, in una foto dell'archivio di stato tedesco
Guernica dopo il bombardamento, in una foto dell'archivio di stato tedesco
Data 26 aprile 1937
Luogo Guernica, Biscaglia
Coordinate 43°19′02″N 2°40′43″W / 43.317222°N 2.678611°W43.317222; -2.678611Coordinate: 43°19′02″N 2°40′43″W / 43.317222°N 2.678611°W43.317222; -2.678611
Mappa di localizzazione: Spagna
Tipo bombardamento strategico
Forze in campo
Eseguito da Germania Legione Condor
Italia Aviazione Legionaria
Bilancio
Perdite civili fonti contrastanti

[senza fonte]

voci di bombardamenti aerei presenti su Wikipedia

Il bombardamento di Guernica fu un episodio avvenuto durante la guerra civile spagnola riguardante il bombardamento aereo della città basca di Guernica ad opera della Legione Condor il 26 aprile 1937 con il supporto dell'Aviazione Legionaria.

I tedeschi, sotto il comando di Hitler, attaccarono per appoggiare gli sforzi di Francisco Franco nel rovesciare il governo legittimo della Repubblica Spagnola. La città venne devastata, anche se miracolosamente l'Assemblea Basca e il Gernikako Arbola sopravvissero.

Il dibattito storiografico[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono diverse contraddizioni nella versione "vulgata" dell'evento, che risentì da una parte e dall'altra delle esigenze della propaganda di guerra. Le forze fasciste negarono infatti puramente e semplicemente che il bombardamento fosse mai avvenuto, quelle repubblicane e la stampa a loro favorevole gonfiarono invece il numero delle vittime (si parlò addirittura di 1645), paradossalmente facilitate in ciò dal fatto che le truppe franchiste bruciarono, al momento della conquista della cittadina, i registri parrocchiali, per impedire la conta delle vittime effettive.

Per questo motivo la "strage di Guernica" farà parte della revisione e della conta dei caduti assegnata al giudice spagnolo Baltasar Garzón, che secondo la Legge sulla Memoria di recente approvazione si incaricherà di chiarire le discrepanze su quanto tramandato, in particolare:

  • I morti effettivi potrebbero essere stati soltanto 200 circa (una conta effettuata da storici baschi dei nomi che è stato possibile recuperare arriva a 126 individui[1]). La costruzione di rifugi per la popolazione civile (affidato all'architetto Castor Uriarte e all'ingegnere Manuel Cabañes[2]) ebbe sicuramente un impatto positivo sul contenimento del numero delle vittime. È comunque indubbio che sull'esagerazione del numero delle vittime (che giunsero ad essere citate come "diverse migliaia") influì non solo l'ovvia propaganda di guerra del governo spagnolo, ma anche il resoconto dei giornalisti stranieri, che enfatizzando l'accaduto intendevano mettere in guardia il mondo dal pericolo costituito dalla macchina di guerra che i nazifascisti stavano collaudando e rodando in Spagna. Paradossalmente, la stessa propaganda nazista aveva del resto interesse ad amplificare l'efficacia e la potenza delle proprie armi per ragioni di prestigio interno ed estero.
  • Il bombardamento fu effettuato nel pomeriggio, a mercato chiuso: secondo una delle versioni dell'evento tramandate il mercato sarebbe stato uno dei luoghi più devastati e sanguinosi. Invece quel giorno il mercato era stato sospeso, come misura prudenziale proprio per la vicinanza del fronte alla cittadina. La cittadina era comunque affollata da civili (soprattutto donne e bambini: gli uomini abili al servizio militare erano al fronte).
  • Non fu un bombardamento a tappeto, ne sono prova i grandi edifici sopravvissuti e l'assenza dei classici crateri da bombardamento aereo. Tuttavia l'uso di "semplici" bombe incendiarie fu comunque sufficiente a radere al suolo più del 45% della cittadina, favorito da un forte vento che ne ha amplificato gli effetti.
  • Si trattò di un'azione di guerra, ma che ha portato (probabilmente voluto) anche ad un attacco "terroristico" alla popolazione civile, del tipo che sarebbe diventato la prassi in tutta la Seconda guerra mondiale da entrambe le parti. La prova di questo dato è il fatto che vi erano degli "obiettivi militari" citati come il bersaglio dell'azione militare: il ponte, alla ferrovia con un importante snodo ed a tre fabbriche di armi. Esistono i piani di volo ed i rapporti dei piloti che confermano questo. Occorre però precisare che tali obiettivi uscirono con pochi danni dall'attacco.

Durante il regime franchista la versione ufficiale della propaganda del regime spagnolo negò l'esistenza stessa del bombardamento, sostenendo che la città era stata distrutta dagli stessi Repubblicani in fuga, per lasciare "terra bruciata" (Guernica fu infatti occupata dai falangisti due giorni dopo il bombardamento). Tuttavia le autorità della Repubblica Federale tedesca hanno riconosciuto ufficialmente, dopo la Seconda guerra mondiale, la responsabilità della tedesca Luftwaffe nella distruzione della cittadina basca, a mezzo di bombardamento aereo.

Il numero delle vittime[modifica | modifica wikitesto]

Il numero delle vittime dell'attacco è ancora oggetto di discussioni; il governo basco ha riferito di 1.654 persone uccise, sebbene alcuni studiosi moderni indichino tra i 126[3] (poi rivisto dagli autori dello studio a 153[4]) e i 400 civili uccisi.[5][6]. Gli archivi russi parlarono di 800 morti al 1° maggio 1937, ma questo numero potrebbe non comprendere le vittime che morirono negli ospedali nei giorni successivi per le ferite riportate, o i corpi che furono scoperti successivamente tra le macerie.[7]

Opere d'arte ispirate[modifica | modifica wikitesto]

Questo primo bombardamento su popolazione civile (e l'emozione che suscitò si deve anche al fatto che fosse il primo dell'infinita serie di quelli effettuati nella Seconda Guerra Mondiale, ed era quindi ancora percepito come "eccezionale") scioccò numerosi artisti e venne immortalato nel famoso quadro di Pablo Picasso, che della città prende appunto il nome.

L'evento viene ricordato anche in campo scultoreo (una scultura di René Iché), letterario (un poema di Paul Éluard) e canoro (una canzone di Luca Bassanese).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Refugios de vida para Gernika. El Correo
  2. ^ Refugios de vida para Gernika. El Correo
  3. ^ (ES) "Verdades sobre Gernika" Deia
  4. ^ (ES) "Los gernikarras hemos recibido desde niños por transmisión oral lo que fue el bombardeo" Euskonews. Retrieved 17 September 2013.
  5. ^ Corum, James S. (1998) "Inflated by Air. Common perceptions of civilian casualties from bombing". Air War College.
  6. ^ "The legacy of Guernica" BBC. Retrieved 17 September 2013.
  7. ^ Abrosov, Sergei. V nebe Ispanii, 1936–1939 gody. Moscow 2003.ISBN 978-5-699-25288-6

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]