Balj ibn Bishr al-Qushayri

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Balj ibn Bishr al-Qushayrī (... – Cordova, 742) in arabo, بلج بن بشر القشيري , fu valì (wālī) d'Ifriqiya nel 741 e poi d'al-Andalus nel 742.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Arrivò in Nordafrica, come luogotenente di suo zio, Kulthūm b. ʿIyāḍ al-Qushayrī, generale dell'esercito siriano, per combattere e soffocare la ribellione dei Berberi del Maghreb.

Nel 741, alla morte dello zio, gli subentrò come governatore dell'Ifrīqiya e comandante delle truppe siriane. La sconfitta araba comportò che l'avanguardia che Balj comandava si trovasse staccata dal resto dell'esercito e, nell'impossibilità di tornare incolume a Qayrawān, Balj pensò di trovare rifugio in al-Andalus, ritenendo sensatamente di poter trovare ospitalità presso il governatore omayyadeʿAbd al-Malik ibn Qaḥṭān al-Fihrī.
Questi, in difficoltà nei confronti dei suoi rivoltosi Berberi andalusi, accettò di buon grado nel 742 di ospitare il contingente armato siriano e fece anzi assegnare a tutti gli uomini di Balj e al loro comandante ricchi appezzamenti di terra e prebende affinché trasformassero la loro momentaneo soggiorno in uno stabile insediamento in al-Andalus, chiedendo in cambio il loro pronto intervento in armi qualora fossero stati convocati all'occorrenza dal governatore.

L'insurrezione dei Berberi fu stroncata da Balj che tuttavia, nonostante l'accordo con ʿAbd al-Malik, marciò con le sue truppe su Cordova e destituì il wālī, facendosi acclamare dalle sue truppe come nuovo governatore.

Come governatore si dimostrò crudele, facendo crocifiggere ʿAbd al-Malik e perseguitando gli arabi che si erano installati in al-Andalus nei primi tempi della conquista, specialmente al seguito di Mūsā ibn Nuṣayr. Lo scontro che seguì fu risolto con la battaglia d'Aqua Portora, al nord di Cordova, dove l'esercito siriano ebbe la meglio sui rivali, guidati dai figli di ʿAbd al-Malik; ma Balj, nello stesso 742 morì, per le ferite riportate in quella battaglia.

Le sue truppe allora acclamarono nuovo wālī un altro generale siriano Thaʿlaba ibn Salāma al-ʿĀmilī.

Predecessore Valì di al-Andalus Successore
ʿAbd al-Malik ibn Qaḥṭān al-Fihrī 742– 742 Thaʿlaba ibn Salāma al-ʿĀmilī

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, Il califfato occidentale, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 477-515
  • Évariste Lévi-Provençal, Histoire de l'Espagne musulmane, Parigi-Leida, G.-P. Maisonneuve–E.J. Brill, 1950, 3 voll.
  • Reinhart Dozy, Histoire des musulmans d'Espagne, Leyda, E.J. Brill, 1932, 3 voll.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]


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