Balistidae

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Pesci balestra - Balistidi
Balistes capriscus NOAA.jpg Melichthys vidua Odonus niger
Balistes capriscus (in alto), Melichthys vidua
e Odonus niger
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Acanthopterygii
Ordine Tetraodontiformes
Famiglia Balistidae

La famiglia Balistidae comprende 42 specie di pesci d'acqua salata comunemente conosciuti come Pesci Balestra, appartenenti all'ordine Tetraodontiformes[1].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva dal latino balista, balestra, etimologia facilmente comprensibile vista la particolare forma delle pinne, simile all'arco della balestra e al "grilletto" della prima pinna dorsale.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Queste specie sono diffuse nelle acque tropicali e subtropicali dell'Oceano Atlantico, nell'Indo-Pacifico, nel Mar Rosso e nel Mediterraneo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La tipica forma romboidale dei Balistidi con le pinne a "balestra"

I pesci balestra hanno forma ovoidale, fortemente compressa ai lati: la testa è lunga oltre 1/3 dell'intero corpo. Gli occhi sono prominenti, la bocca è munita di un robusto becco munito di denti taglienti. Le pinne pettorali sono piccole ma robuste, manca la coppia delle ventrali, la dorsale e l'anale sono poste specularmente e indietreggiate, vicine alla coda. Sul dorso è presente inoltre una pinna particolare, formata da 3 raggi spinosi, il primo dei quali è erettile e munito di una sorta di blocco di sicurezza. Questo congegno anatomico permette ai pesci balestra di sfuggire ai predatori, resistendo incastrati tra le rocce in caso di pericolo oppure diventando troppo grossi in bocca per venire ingoiati.
I pesci balestra sono facilmente riconoscibili anche per il loro modo di nuotare: pinna dorsale ed anale infatti ondeggiano a sinistra e a destra alternativamente.
Le dimensioni dei Balistidi variano da 30 a 75 cm, a seconda della specie.

Etologia[modifica | modifica wikitesto]

Conseguenze di un incontro ravvicinato tra un Balistide e un sub

Le specie di Balistidi più grandi tendono ad avere comportamento territoriale e aggressivo: in particolare, il Balistide Titano (Balistoides viridescens) è conosciuto per come difende stoicamente il proprio territorio, anche contro i subacquei e i praticanti di snorkeling che incautamente si avvicinano troppo ad un nido con uova o piccoli difesi da un genitore estremamente aggressivo. Questo pesce può arrivare a mordere e perfino succhiare sangue al suo aggressore (che diventa aggredito) per indebolirlo. Il pesce fa scattare immediatamente la sua particolare pinna dorsale non appena percepisce una minaccia; spesso attacca senza avvertimento. Il territorio del nido è a forma di V posta verticalmente sul fondo, quindi il modo più veloce per allontanarsi prevenendo un attacco o scappando dopo averlo subito è nuotare orizzontalmente, paralleli al fondo marino.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo riproduttivo i maschi permettono alle femmine di entrare nei loro vasti territori: durante l'accoppiamento la femmina depone le uova in una buca sul fondo, nascosto tra le rocce. Molte specie montano la guardia alle uova e presentano cure parentali.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Sono animali solitari, diurni e ferocemente territoriali che si cibano principalmente di invertebrati ma non disdegnano zooplancton e alghe.

Specie[modifica | modifica wikitesto]

Rhinecanthus aculeatus, Balistide Picasso

La famiglia comprende 42 specie[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ FishBase: Balistidae, scheda famiglia. URL consultato il 27 dicembre 2013.
  2. ^ FishBase: Balistidae, elenco specie. URL consultato il 27 dicembre 2013.

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