Astolphe de Custine

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Astolphe-Louis-Léonor, Marchese di Custine

Astolphe-Louis-Léonor, Marchese di Custine (Niderviller, 18 marzo 1790Saint-Gratien, 18 ottobre 1857) è stato un viaggiatore e scrittore francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque nel castello di Niderviller in Lorena. Nel 1793 e 1794 sia il padre che il nonno furono ghigliottinati durante la rivoluzione francese. La madre inizia nel 1802 una relazione con François-René de Chateaubriand, il quale sarà la prima guida per Astolphe. Si sposò nel 1821, ma la moglie morì dopo appena due anni. Passati i trent'anni, si mise a scrivere romanzi, ma senza alcun successo[1]. Nel 1824 è implicato in uno scandalo sessuale, ritrovandosi con la reputazione distrutta. Si orienta quindi ai racconti di viaggio. I suoi scritti sulla Spagna ottennero le lodi di Honorè de Balzac. Ma la fama, per cui ancor oggi il marchese de Custine è celebre, riguarda il reportage del suo viaggio in Russia nel 1839 intitolato Impero dello Zar: viaggio nell'eterna Russia. Il libro documenta non solo il viaggio fisico nell'Impero russo, riportato attraverso lettere che per ragioni prudenziali non vennero mai spedite, ma abbraccia anche acute riflessioni sulla società, l'economia e lo stile di vita durante il regno di Nicola I. L'opera suscitò molto rumore e qualche inaspettata reazione politica.[2]. Quel resoconto divenne ben presto un bestseller internazionale, suscitando grandi consensi nell'Europa occidentale e una traduzione in russo, che venne presto vietata dalla censura governativa in Russia. Il testo di Custine è tuttora considerato, per la profondità e la preveggenza dell'analisi sulle pieghe e le piaghe del sistema dispotico zarista, il corrispettivo per la Russia del famoso saggio scritto da Alexis de Tocqueville, La democrazia in America[1]. De Custine fu riscoperto dopo la Seconda Guerra Mondiale quando le sue annotazioni sul tirannico potere zarista troveranno una correlazione diretta col regime bolscevico che lo sostituì.

Oltre che resoconti di viaggi scrisse romanzi, poesie, saggi filosofici e politici, e una tragedia. Nelle sue opere, talvolta un po' caotiche, emergono lo spirito osservativo lucido e profondo e la capacità introspettiva[2].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Aloys ou le Religieux du mont Saint-Bernard, Paris: Vezard, libraire, Passage Choiseul n. 44-46, 1829
  • Mémoires et voyages, ou lettres écrites à diverses époques, pendant des courses en Suisse et en Calabre par m. de Custine, Louvain: chez F. Michel imprimeur-libraire de l'Université, 1830
    • Traduzione italiana: Lettere dalla Calabria; introduzione di Carlo Carlino; postfazione di Vittorio Cappelli, Soveria Mannelli: Rubbettino, 2008, ISBN 978-88-498-2253-3
  • Béatrix Cenci: tragédie en cinq actes et en vers, Paris: H. Fournier jeune, 1833
  • Le Monde comme il est, 2 voll., Paris: Eugène Rendue, 1835
  • L’Espagne sous Ferdinand VII, 4 voll., Bruxelles: Société belge de Librairie, 1838
  • Ethel, 1839
  • La Russie en 1839, 4 voll., II ed., revue, corrigée et augmentée, Paris: Librairie D'Amyot, 1843
    • edizione ridotta apparsa col titolo Lettres de Russie, Paris: Plon, I ed. 1951
    • Traduzione italiana: Lettere dalla Russia; trad. e nota introduttiva di Renato Arienta, Milano: Silva, 1961
    • Traduzione italiana: Lettere dalla Russia; trad. di Lucio Settembrini(pseudonimo di Piero Buscaroli), prefazione di Piero Buscaroli, Collana "La Torre d'avorio", Torino: Fogola, 1977
    • Traduzione italiana:Lettere dalla Russia; traduzione di Paola Messori, Collana Biblioteca n.634, Milano: Adelphi, 2015, ISBN 978-88-459-2973-1
  • Romuald ou la Vocation, 1848
  • Lettres inedites au marquis de La Grange; publiés par le comte de Luppe, Paris: Les Presses Françaises, 1925
  • Souvenirs et portraits; textes choisis et presentés par Pierre de Lacretelle, Monaco: Editions du Rocher, 1956

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Maria Rubino, Alla ricerca di Astolphe de Custine. Sei studi con documenti inediti, Collana Quaderni di cultura francese n.10, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 1968

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Paolo Mieli, «I mali antichi della Russia», Corriere della Sera del 15 aprile 2015, pp. 42-43
  2. ^ a b "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol. IV, pag.46

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