Angelica sylvestris

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Angelica
Gewone engelwortel R0012882 bloem.JPG
Infiorescenza di A. sylvestris
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Apiales
Famiglia Apiaceae
Genere Angelica
Specie A. sylvestris
Nomenclatura binomiale
Angelica sylvestris
L.
Nomi comuni

Angelica (I)
Angelique sauvage (FR)
Wild-Angelica (GB)
Wald-engelwurz (D)
Angelica silvestre (E)

L'angelica (Angelica sylvestris L.) è una pianta della famiglia delle Apiaceae (Ombrellifere). Simile sia per aspetto che per proprietà all'Angelica archangelica, è diffusa in luoghi umidi e poco assolati, in Europa, Asia Minore, Siberia e Canada.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Angelica dal greco ànghelos (angelo) per le virtù medicinali della specie arcangelica coltivata.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Pianta perenne, provvista di una radice carnosa da cui si diparte un fusto robusto che può raggiungere un'altezza di 2 m.; fusto cilindrico, ramoso, striato, suffuso di violetto, finemente pubescente nello scapo fiorale; guaine nodali (3-6 cm), avvolgono la base dei rami laterali; foglie basali con picciolo lungo 10-40 cm., 3 pennate, con segmenti elementari ovato-acuminati, dotati di una setola sottile ed appuntita posta nella parte apicale: ombrelle ampie, con 30-50 raggi pubescenti; ombrelle di 2º ordine a calotta (composta), con involucretto di brattee filiformi, patenti; petali bianco rosei; frutto formato da due achemi addossati l'uno all'altro.

Habitat[modifica | modifica sorgente]

Pianta comune dall'odore aromatico e dal sapore acro-piccante, cresce nei boschi umidi e nelle forre fino a 1600 m. Fiorisce da Giugno ad Agosto

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

La leggenda vuole che sia stato l'arcangelo Raffaele a far conoscere agli uomini l'angelica. Gli antichi attribuivano a questa pianta proprietà quasi miracolose: debellava la peste, neutralizzava gli effetti dei veleni, prolungava la durata della vita. Ai nostri giorni tali virtù sono state molto ridimensionate ed è apprezzata in erboristeria come stimolante dell'apparato digerente e come antisettico.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maria Luisa Sotti, Maria Teresa della Beffa, Le piante aromatiche. Tutte le specie più diffuse in Italia, Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 1989, ISBN 88-374-1057-3.
  • Giovanni Galetti, Abruzzo in fiore, Edizioni Menabò - Cooperativa Majambiente - 2008

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