Amerigo di Narbona

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Michelangelo Cinganelli, Simone Bardi consigliere di guerra presso Amerigo di Narbona nel 1291 (XVI secolo)

Amerigo di Narbona, in francese Aimeric V de Narbonne (12301300), è stato un condottiero francese, visconte di Narbona, capitano di ventura, che operò soprattutto in Italia.

Figlio del visconte di Narbona Amalrico IV, prima di succedergli alla sua morte (dicembre 1270), prestò giuramento e prese la croce con l'intento di partire, con il suo signore Carlo I d'Angiò, per l'Ottava crociata condotta da Luigi IX di Francia, cosa che poi non poté fare per i sopraggiunti obblighi dinastici, come risulta dagli scritti del trovatore Raimon Gaucelm.

Giunse in Italia per servire il re di Napoli, Carlo I d'Angiò.

Avendo come balio Guglielmo di Durfort, si distinse in combattimento tanto che nel 1289 gli fu affidato il comando delle truppe Guelfe che avrebbero dovuto attaccare i ghibellini raccolti ad Arezzo.

Durante quella campagna, l'11 giugno 1289, si svolse la battaglia di Campaldino che concluse vittoriosamente e alla quale deve la sua fama. Conquistò gran parte del territorio aretino ed espugnò molti castelli, tra cui Rondine alle porte di Arezzo. Giunse ad assediare la stessa città di Arezzo ma non riuscì ad espugnarla: gli aretini, in varie sortite, riuscirono a distruggere le sue macchine d'assedio. Tuttavia la campagna fu un grande successo: al suo ritorno a Firenze fu accolto trionfalmente.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

A causa della sua popolarità, a Firenze e in Toscana molti bambini furono battezzati con il nome di Amerigo e tale nome rimase popolare per secoli. Non è un fatto trascurabile perché proprio dal toscano Amerigo Vespucci proviene il nome di un intero continente e si può quindi ben dire che le sorti di quell'11 giugno 1289 furono determinanti anche per il nome dell'America.

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