Alessandria Eschate
Coordinate: 40°15′N 69°38′E / 40.25°N 69.633°E
Alexandria Eschate (greco: Ἀλεξάνδρεια Ἐσχάτη, latino: Alexandria Ultima, significato: "Alessandria la lontana") fu fondata da Alessandro Magno nell'agosto del 329 a.C.[1] come sua base avanzata settentrionale in Asia centrale. Fu fondata nella parte sud-occidentale della valle di Fergana, sulla sponda meridionale del fiume Jaxartes (oggi chiamato Syr Darya), sul luogo dell'odierna città di Chujand (scritta anche Хуҷанд, خجند, Khüjand, Khodzhent, Khudchand, Chodjend; in passato Ispisar, Leninabad, Leninobod, Ленинобод, لهنینآباد), in Tagikistan.
Alessandro eresse un muro di mattoni lungo 6 chilometri attorno alla città che, secondo gli storici del tempo, fu completato in soli 20 giorni.[2] Come in molte altre città fondate da lui, un gruppo di suoi veterani si stabilì qui a vivere.
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[modifica] Avamposto ellenistico in Asia centrale
Alexandria Eschate si trovava 300 km a nord di Alessandria nell'Oxus in Battria, ed essendo in territorio sogdiano dovette sostenere numerosi conflitti con la popolazione locale. Dopo il 250 a.C. la città rimase in contatto con il Regno greco-battriano, soprattutto quando il suo re Eutidemo I estese il suo controllo a Sogdiana.
[modifica] Contatti con la Cina
La città si trovava circa 400 km ad ovest del bacino del Tarim, nell'attuale regione cinese di Xinjiang, dove si erano stabiliti gli indoeuropei Yuezhi. Vi sono prove di spedizioni greche spinte fino a Kashgar in Xinjiang. Secondo lo storico greco Strabone, i Greci "estesero il proprio impero fino ai Seri ed ai Phryni",[3] probabilmente stabilendo i primi contatti tra Cina ed Occidente attorno al 200 a.C.
I discendenti dei Greci a Fergana potrebbero essere i Dayuan (letteralmente "Grandi Ioni") identificati nei resoconti storici cinesi della dinastia Han, a partire dalle ambasciate di Zhang Qian attorno al 130 a.C. Se così fosse, sarebbero stati i principali autori delle più importanti interrelazioni tra la cultura indoeuropea e la civiltà cinese, che portò all'apertura della via della seta nel I secolo a.C.
Secondo lo scrittore romano Curzio, i discendenti di questi soldati avevano mantenuto le loro radici greche fino al suo tempo, attorno al 30 a.C.
[modifica] Nei media
Alexandria Eschate è la destinazione finale di Euxenus figliod i Eutychides, protagonista di "Alexander at the World's End" di Tom Holt.
"Horses of Heaven", scritto da Gillian Bradshaw, è ambientato ad Alexandria Eschate attorno al 140 a.C.
[modifica] Note
- ^ John Prevas, Envy of the Gods: Alexander the Great's Ill-Fated Journey across Asia, 2004, p. 121, De Capo Press, Cambridge, ISBN 0-306-81268-1
- ^ Pierre Leriche, L'extreme-orient hellenistique: Le monde de la brique crue, 1993, Les Dossiers d'Archeologie, No. 179, febbraio 1993, p. 82
- ^ Strabone, XI.II.I