Acquisizione del linguaggio

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Con l'espressione acquisizione del linguaggio (o linguaggio infantile) in psicolinguistica e psicologia dello sviluppo si intende il processo di apprendimento e crescita che porta il bambino a comprendere e riprodurre intenzionalmente la lingua di appartenenza e ad interagire verbalmente con gli altri individui.

Evoluzione del linguaggio[modifica | modifica wikitesto]

Fin da prima di nascere il bambino è in grado di distinguere diversi suoni, di differenziarli e di memorizzarli; riconosce ad esempio la voce della madre. A livello di produzione pre-linguistica, a 13 giorni muove mani e bocca mentre a 21 è già in grado di modulare il pianto a seconda delle necessità. Nel processo si susseguono diversi stadi:

  • Stadio pre-intenzionale: fin dai primissimi giorni il neonato esprime dei suoni senza intento comunicativo; i primi fonemi a comparire sono labiali, bilabiali (sviluppati grazie al contatto con il capezzolo) e le vocali cardinali. A 7 mesi si passa alla lallazione, in cui si esprimono sequenze di vocali e consonanti ben precise con intonazione.
  • Stadio intenzionale: a partire dagli otto mesi il bambino esprime suoni con intento comunicativo. Il bambino attua un comportamento di referenza condivisa, cerca lo sguardo dell'adulto mentre parla o mentre indica qualcosa, utilizza dei gesti referenziali e, se il messaggio non viene recepito, tende a ripeterlo con più determinazione. Segue un periodo detto di "audimutismo fisiologico" (tra gli 8 e i 10 mesi) in cui il bambino interrompe la produzione verbale. È la fase più legata alla comprensione di ciò che si ascolta. Tra gli 8 e i 13 mesi la comprensione è più legata al contesto, si effettuano categorizzazioni e generalizzazioni basate sull'etichettamento lessicale.
  • Stadio linguistico: a partire da 12 mesi il bambino comincia ad utilizzare parole. È in grado di riprodurre con precisione i fonemi. Comincia ad esprimersi con parole bisillabiche, parlando anche di situazioni non-contestuali. I gesti referenziali servono a rappresentare un oggetto attraverso un simbolo gestuale. A 12 mesi il bambino comincia ad esprimersi con olofrasi (composte da una sola parola), a 18 utilizza frasi telegrafiche. Tra i 16 e i 24 mesi comincia a distinguere tra nomi e verbi, arriva allo stadio delle 50 parole (le femmine sono più precoci) che gli consente di formare le prime frasi vere e proprie. A 2 anni impiega frasi più lunghe ma non utilizza bene i connettivi e la sua comunicazione è caratterizzata da ipercorrettismi. A 3 anni vengono coniugati correttamente i verbi e fanno la loro comparsa i connettivi. I bambini hanno appreso l'ordine sintattico nella frase e già a quest'età cominciano ad utilizzare il passivo. La capacità articolatoria si evolve fino a 6 anni. Per quanto riguarda lo sviluppo pragmatico e testuale discorsivo, il bambino a 3 anni può cominciare a conversare, a 4 ha una conoscenza base della lingua e a 5 fa pochi errori. A 6 anni è in grado di narrare e conversare mentre a 10 comprende i significati indiretti di un discorso e lo humour.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]