A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

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Srila Prabhupada

Abhay Charan De, meglio conosciuto come A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada o Srila Prabhupada (Calcutta, 1 settembre 1896Vrindavana, 14 novembre 1977), è stato un mistico e scrittore indiano vaishnava.

Fu maestro spirituale nella catena disciplica fondata da Caitanya Mahaprabhu, che si colloca filosoficamente nell'ambito del Bhakti Yoga e della Brahma Gaudiya sampradaya. Fondatore del Movimento Hare Krishna (ISKCON), che si propone di "esportare" il vaishnavismo in Occidente, Prabhupada è anche autore di numerosi scritti, traduzioni e commentari alla letteratura dei Veda, al Bhagavata Purana, alle Upanishad, alla Bhagavad Gita.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'incontro con il maestro spirituale[modifica | modifica wikitesto]

Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura

Nato in una famiglia di commercianti, educato alla tradizione vaishnava, vegetariano sin dalla nascita, Abhay aderì al movimento per l'indipendenza dell'India di Mohandas K. Gandhi, rifiutando per protesta, nel 1920 la laurea in legge, dopo aver concluso tutti gli esami. Nello stesso anno divenne direttore commerciale di un'industria farmaceutica. La sua vita cambiò nel 1922, in seguito all'incontro con il samnyâsi che, nel 1932 sarebbe diventato il suo maestro spirituale: Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura, il leader spirituale della Gaudiya Math, una scuola religiosa basata sugli insegnamenti di Caitanya Mahaprabhu.[1]

Nei successivi trent'anni, dopo essersi trasferito ad Allahabad con moglie e figli, Abhay approfondì lo studio dei testi vaishnava ed il suo legame con il suo maestro spirituale, da cui ebbe l'istruzione di diffondere le istruzioni di Caitanya Mahaprabhu in particolare attraverso libri in lingua inglese.[2] Secondo gli insegnamenti di Bhaktisiddhanta, l'unico mezzo utile alla liberazione dal samsara, il ciclo di nascite e morti, era la recitazione del maha mantra Hare Krishna, in grado di purificare il devoto e di far sorgere il perfetto amore per Dio, in accordo con i principi del Bhakti Yoga.[1][3]

Il sannyāsa e la partenza per gli Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1959 Abhay Charan prende i voti di rinuncia, diventando così un samnyâsi ed assumendo il nome di Abhay Caranaravinda Bhaktivedanta Swami. Vive in povertà presso un ashram (a Delhi, dapprima, ed in seguito a Vrindavana, nel tempio di Radha-Damodar) dedicandosi alla redazione di una rivista religiosa, Back to Godhead ed alla traduzione in inglese dello Srimad Bhagavatam, uno dei più importanti testi vaishnava.[4]

Nel 1965, all'età di 69 anni, grazie ad un passaggio gratuito su una nave mercantile, riesce ad arrivare negli Stati Uniti, fermamente convinto di dover proseguire oltre oceano la missione affidatagli dal proprio maestro spirituale.[5][6]

Gli anni dell'ISKCON[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1966 apre un piccolo ashram a New York, nel Lower East Side, nel quale si radunano ben presto hippies e curiosi. In pochi anni, grazie ad una predica incessante ed alla produzione e diffusione di libri, ed agevolato dai fermenti culturali dell'epoca, Bhaktivedanta costituisce l'International Society for Krishna Counsciousness (ISKCON), e riesce a radunare un buon numero di discepoli (circa 4.000), fondando più di 100 scuole, templi, centri culturali, comunità rurali, ashram in tutti e 5 i continenti. Srila Prabhupada ("colui ai cui piedi siedono i maestri", come fu ben presto definito) diventò un'icona degli anni 1970, riuscendo a coinvolgere personalità di spicco come Allen Ginsberg ed i Beatles.[7]

Una minoranza di persone che esprimono la propria fede negli insegnamenti di Srila Prabhupada afferma che Prabhupada dopo la sua morte "fisica" intendesse continuare a iniziare discepoli attraverso preti denominati ritviks. Un versione di questo pensiero è portata avanti da un gruppo autodefinitosi ISKCON Revival Movement[8]. L'ISKCON ha tuttavia respinto questo tipo di idee.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakur Prabhupada. URL consultato il 22-07-2009.
  2. ^ J. Gordon Melton Encyclopedic handbook of cults in America, pag.233
  3. ^ VNN Editorial - Appearance Day Of Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Gosvami Thakura
  4. ^ J. Gordon Melton Encyclopedic handbook of cults in America, pag.234
  5. ^ Klaus K. Kostermaier, Induismo. Una introduzione, Fazi editore, 2004, ISBN 978-88-8112-472-5, pag. 194
  6. ^ Graham Dwyer, Richard J. Cole, he Hare Krishna movement: forty years of chant and change, pag. 27
  7. ^ Graham Dwyer, Richard J. Cole, The Hare Krishna movement: forty years of chant and change, pag. 29
  8. ^ IRM article 'The Final Order', Iskconirm.com. URL consultato il 1º ottobre 2009.
  9. ^ Iskcon.com, The Perils of Succession: Heresies of Authority and Continuity In the Hare Krishna Movement, Part 2 by Tamal Krishna Goswami.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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