Una donna pericolosa

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Una donna pericolosa
Titolo originale A Dangerous Woman
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1993
Durata 102 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Stephen Gyllenhaal
Soggetto Mary McGarry Morris
Sceneggiatura Naomi Foner
Fotografia Robert Elswit
Montaggio Angelo Corrao e Harvey Rosenstock
Musiche Carter Burwell
Scenografia David Brisbin, Ken Hardy e Margaret Goldsmith
Interpreti e personaggi
Premi

Una donna pericolosa (A Dangerous Woman) è un film del 1993 diretto da Stephen Gyllenhaal.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Martha Horgan viene cresciuta dalla zia Frances, che ha una relazione con Steve Bell, uomo sposato con Anita che saputo del fatto quasi le distruggerà la casa, intanto la ragazza viene accusata di furto, commesso a sentire l'accusa, proprio dove lei lavora, in una lavanderia. In realtà la ragazza è innocente, il ladro è Getso, fidanzato di una sua amica. Martha viene licenziata ed in seguito viene offesa da Frances. Decide quindi di abbandonare la casa dove vive. La ragazza incontra Getso che l'aggredisce, viene salvata dal sinistro Colin Mackey e i due faranno l'amore. Martha, innamorata dell'uomo che non corrisponde i suoi sentimenti, inizia a diventare gelosa della zia e, cercando qualcuno che la consoli, incontra nuovamente Getso e causalmente lo uccide. La ragazza, incinta di Mackey, andrà per due anni in prigione.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Prodotto dalle società di Amblin Entertainment, Gramercy Pictures, Island World e Rollercoaster Productions.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne distribuito in varie nazioni, fra cui:[1]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola suscita emozioni forti, ma la storia soffre, appare debole,[2] mancando della necessaria «linearità del racconto»[3] Debra Winger per ricoprire il ruolo ha dovuto ingrassare, imbruttirsi, per interpretare con molta bravura un «personaggio più imbarazzante che drammatico».[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Info sulle date di uscita
  2. ^ Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 20 marzo 1994
  3. ^ Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 22 marzo 1994
  4. ^ Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 26 marzo 1994

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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