Trattato di Christmemel

Il trattato di Christmemel (in lituano Skirsnemunės sutartis) fu un trattato firmato il 19 giugno 1431 da Paul von Rusdorf, Gran maestro dell'Ordine teutonico, e da Švitrigaila, granduca di Lituania. Allo scopo di difendere la sua pretesa al trono, quest'ultimo si preparò per una guerra contro la Polonia e si impegnò subito a cercare alleati, motivo per cui rivolse ai teutonici. L'accordo stabilì un'alleanza in chiave anti-polacca e spinse i Cavalieri ad invadere il Regno di Polonia, innescando la guerra polacco-teutonica (1431-1435). Dal canto suo, affinché l'accordo avesse vigenza, la Lituania cedette il possesso di Palanga e di circa cinque chilometri di costa sul mar Baltico, modificando così il trattato di Melno del 1422.[1]
Contesto storico
[modifica | modifica wikitesto]Il granduca Vitoldo morì a ottobre 1430, non lasciando eredi che potessero succedergli sul trono del granducato di Lituania. Secondo i termini dell'unione di Horodło del 1413, la nobiltà lituana giurò di non eleggere un nuovo granduca senza l'approvazione del Regno di Polonia.[2] Ciononostante, l'aristocrazia baltica decise comunque di eleggere unilateralmente Švitrigaila, fratello del re di Polonia Jogaila (Ladislao II Jagellone), come proprio granduca. Švitrigaila rifiutò di giurare fedeltà a suo fratello Jogaila[2] e cercò di ottenere la corona reale, in origine destinata a Vitoldo. I rapporti divennero tesi a tal punto che la Polonia e la Lituania cominciarono i preparativi per una guerra. Nel tentativo di ricercare dei sostenitori, Švitrigaila immaginò di costituire una vasta coalizione tra Granducato di Lituania, Sacro Romano Impero, Ordine teutonico, Moldavia, e Orda d'Oro. Per via dell'estrema vicinanza geografica dello Stato monastico dei Cavalieri Teutonici, stringere con l'ordine cavalleresco dei rapporti saldi rappresentava una tappa fondamentale.[3]
Negoziati e termini
[modifica | modifica wikitesto]I Cavalieri teutonici rappresentavano un alleato naturale per Švitrigaila poiché all'unione polacco-lituana, nata nel 1385 e responsabile delle loro dure sconfitte nella battaglia di Grunwald del 1410 e nella guerra di Gollub nel 1422.[4] Švitrigaila cominciò a discutere con i Cavalieri poco dopo la morte di Vitoldo mandando dei propri delegati in Prussia. Tuttavia, il Gran maestro Paul von Rusdorf ritardò a fornire una propria risposta e si consultò con l'Ordine di Livonia, Sigismondo di Lussemburgo, i principi elettori, e papa Martino V.[3] L'Ordine di Livonia, attivo nelle moderne Lettonia ed Estonia. consigliò di sostenere Švitrigaila ma anche di non tagliare la relazione con la Polonia. Allo stesso modo, Sigismondo e i principi elettori sostennero l'alleanza, mentre il pontefice si oppose. Verso la fine di maggio 1431, Rusdorf incontrò di persona Švitrigaila, ma rifiutò ancora di giungere a un accordo, affermando che avrebbe dovuto discuterne con i feudatari prussiani. La riluttanza di Rusdorf può essere spiegata dai tentativi della Polonia di formare un'alleanza polacco-lituana contro Švitrigaila.[3]
Alla fine, si giunge alla firma del fatidico trattato il 19 giugno 1431 nella fortezza di Christmemel (situata vicino alla moderna Skirsnemunė). L'intesa stabilì un'alleanza militare e obbligava reciproca difesa, così come la necessità di dichiarare guerra soltanto in caso di accordo reciproco. Si prevedeva poi che un qualsiasi trattato di pace sarebbe stato applicato per entrambe le parti, così come veniva statuito che i bottini dovevano essere divisi equamente.[3] Il patto non prevedeva una scadenza e sarebbe sopravvissuto alle morti di Švitrigaila e Rusdorf se i loro eredi avessero confermato l'accordo. Il trattato fu firmato da Rusdorf, il Gran maestro di Livonia Zisse von Rutenberg e alcuni vescovi prussiani (Johannes Ambundii, arcivescovo di Riga, non partecipò). A rappresentare la controparte lituana furono Švitrigaila, suo fratello Lengvenis e il cugino Sigismondo Kęstutaitis, tutti e tre firmatari, al cospetto di vescovi e nobili lituani.[3] In particolare, nel ruolo di testimoni si annoveravano nove aristocratici baltici: il castellano di Vilnius Kristinas Astikas, il voivoda di Vilnius Giorgio Gedgaudas, il voivoda di Samogizia Mykolas Kęsgaila, il voivoda di Trakai Jaunius Kęsgaila, il castellano di Trakai Sungaila, il marszalek Rumbaudas Valimantaitis, Chodko Jurewicz, il reggente di Navahrudak Pietro Mangirdaitis, il marszalek Giovanni Goštautas.[5]
Conseguenze
[modifica | modifica wikitesto]A seguito del trattato di Christmemel, i cavalieri invasero la Polonia e saccheggiarono la Terra di Dobrzyń prima di essere sconfitti nella battaglia di Nakel a settembre 1431.[6] Allo stesso tempo, l'esercito polacco invase la Volinia e assediò Švitrigaila nel castello di Luc'k. Švitrigaila propose la pace e il 1º settembre fu firmata una tregua formale di due anni, detta tregua di Staryi Chortoryisk.[7]
Il trattato del 1431 fu confermato ancora a Christmemel il 15 maggio 1432.[5] Alla seconda firma c'erano 50 testimoni, tuttavia gli storici sottolineano che alcune figure prominenti della nobiltà lituana, tra cui Kristinas Astikas, erano assenti. Questo si interpreta come un segnale di crescente opposizione nei confronti del regno di Švitrigaila.[5] Infatti, un gruppo di nobili organizzò un golpe e depose Švitrigaila nell'agosto 1432. I cavalieri tennero fede alla tregua di Staryi Chortoryisk, ma continuarono a sostenere Švitrigaila, perlopiù tramite l'Ordine livoniano.[4] La loro alleanza fu definitivamente sconfitta nella battaglia di Pabaiskas del settembre 1435.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (LT) Adolfas Šapoka (a cura di), Lietuvos istorija, Mokslas, 1990 [1936], p. 169, ISBN 5-420-00631-6.
- 1 2 (EN) Zigmantas Kiaupa, Jūratė Kiaupienė e Albinas Kunevičius, The History of Lithuania Before 1795, Vilnius, Lithuanian Institute of History, 2000, pp. 206-207, ISBN 9986-810-13-2.
- 1 2 3 4 5 (LT) Jonas Matusas, Švitrigaila Lituvos didysis kunigaikštis, 2ª ed., Vilnius, Mintis, 1991 [1938], pp. 52-55, ISBN 5-417-00473-1.
- 1 2 (EN) William Urban, Tannenberg and After, Chicago anno=2003, Lithuanian Research and Studies Center, 20 novembre 1999, pp. 306-308, ISBN 0-929700-25-2.
- 1 2 3 (LT) Genutė Kirkienė, LDK politikos elito galingieji: Chodkevičiai XV–XVI amžiuje, Vilniaus universiteto leidykla, 2008, pp. 61, 64, ISBN 978-9955-33-359-3.
- ↑ (PL) Marian Biskup, Najazd krzyżacki na Polskę i bitwa pod Dąbkami 1431, in Zeszyty Naukowe Wojskowej Akademii Politycznej, Historia, n. 15, 1967.
- ↑ (LT) Mečislovas Jučas, Lietuvos ir Lenkijos unija, Aidai, 2000, pp. 165-167, ISBN 9986-590-95-7.
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