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Torre Littoria (Torino)

Coordinate: 45°04′13.69″N 7°41′02.28″E
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Torre Littoria
Grattacielo Reale Mutua
La Torre
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegionePiemonte
LocalitàTorino
Indirizzovia Giovanni Battista Viotti, 1
Coordinate45°04′13.69″N 7°41′02.28″E
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1932-1934
Inaugurazione1934
Stilerazionalista
Usoresidenziale e commerciale
Altezza
  • Antenna/guglia: 109 m
  • Tetto: 87 m
Piani21
(20 fuori terra + 1 ipogeo)
Ascensori3
Realizzazione
ArchitettoArmando Melis de Villa
IngegnereGiovanni Bernocco,
Giorgio Scanagatta
CostruttoreImpresa Ingg. Alessandro Ferraris e Armando Bellardo
ProprietarioReale Mutua Assicurazioni

La Torre Littoria, oggi Grattacielo Reale Mutua, è un edificio del centro storico di Torino, originariamente il primo e più alto edificio residenziale della città, il più alto edificio residenziale d'Europa dalla sua ultimazione nel 1934 fino al 1952, nonché uno dei più noti edifici razionalisti d'Italia.[1]

È situata nel centro cittadino, in via Giovanni Battista Viotti, a pochi passi da piazza Castello e da piazza San Carlo.

Origine del nome

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L'appellativo Torre Littoria non è il nome originale del grattacielo. L'edificio fu infatti progettato sin dall'inizio per ospitare residenze e uffici di pregio, all'interno dell'isolato di S. Emanuele. Una convenzione del 1932 stipulata tra Comune di Torino e Società Reale Mutua di Assicurazioni, diede avvito ai lavori di demolizione e di ricostruzione dell'isolato[2]. Nel 1933 il segretario del partito nazionale fascista, Andrea Gastaldi, aveva annunciato che ogni città si sarebbe dovuta dotare di una torre littoria, ovvero una torre annessa alle Case del Fascio[3] con campana[4]. La casa del Fascio di Torino, ospitata in un edificio storico in via Carlo Alberto 10, non avrebbe potuto dotarsi di una torre del genere[5]. Nell'attesa di realizzare la nuova sede torinese della Casa del Fascio[5] (che sarebbe dovuta sorgere a seguito dell'interramento delle ferrovia nei pressi di Porta Susa, tra corso Inghilterra e via Guicciardini[5][6] e piazza XVIII Dicembre[7] ma che non fu mai realizzata[8]), il Podestà chiese alla Reale Mutua di adattare la torre dell'isolato S. Emanuele, in corso di costruzione, a Torre Littoria[2]. La torre ben si adattava sia come posizione che come edificio a elemento rappresentativo del partito fascista, e fu celebrata come esempio di modernità e arditezza costruttiva. L'edificio però non fu mai un edificio pubblico ma rimase sempre di proprietà della Reale Mutua[9][5].

Storia dell'edificio

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Un'immagine del 1933 dove si può notare la struttura portante in acciaio ultimata, il preesistente edificio con portici e il lotto del primo tratto di via Roma ancora in costruzione
Un'immagine della Torre Littoria in fase di completamento
Una vista della Torre Littoria da via Giambattista Viotti con il caratteristico angolo smussato
La Torre Littoria vista da Piazza Castello

La torre sorge nell'isolato Sant'Emanuele, all'epoca fulcro dell'intervento di riassetto urbanistico del primo tratto di via Roma. Esso forma un contesto unitario con parte di un preesistente edificio di piazza Castello e il restante lotto in stile eclettico affacciato su via Roma, completato nel 1933.

Il progetto nacque nel 1932 dalla collaborazione congiunta dell'architetto Armando Melis de Villa[10] e dell'ingegnere Giovanni Bernocco, che avevano uno studio associato: essi collaborarono lungamente con la Reale Mutua Assicurazioni[2], fin dal progetto della sede della Società in via Corte d'Appello. Esso fu redatto e approvato in brevissimo tempo, benchè con numerose varianti[2], e il cantiere si contraddistinse per il ritmo serrato, interrotto nemmeno nelle ore notturne, che portò al celere completamento dell'opera nel 1934 e fino al 1940 detenne il primato di edificio abitato più alto d'Italia[11]. La Reale Mutua Assicurazioni, società che finanziò la quasi totalità dei costi, è ancora l'attuale proprietaria dell'intero immobile, come testimonia la grande insegna della compagnia assicuratrice ancora presente sulla sommità.

Al suo completamento, nei locali al pian terreno, all'angolo con via Giambattista Viotti, venne aperto lo storico Bar Impera, gestito per oltre un decennio dalla famiglia Chazelettes, produttrice dell'omonimo vermouth. Da ricordare che nell'omonimo isolato Antonio Benedetto Carpano, nella bottega di liquori di Marendazzo, aveva messo a punto nel 1786 la ricetta del vermouth o vermut; alla fine dei lavori di ricostruzione fu apposta una targa dedicatoria che ancora è presente sulla facciata dell'isolato.

Durante il periodo bellico sulla sua sommità era presente una delle 58 sirene di protezione antiaerea della città; l'edificio subì lievi danneggiamenti a seguito dei bombardamenti del 13 luglio 1943.[12]

L'edificio è un chiaro esempio di architettura razionalista con evidenti richiami all'espressionismo tedesco.[11]

La struttura rappresenta, per l'epoca in cui fu costruita, un concentrato di innovazione tecnologica e avanguardia per il largo uso di materiali innovativi come vetrocemento, clinker e linoleum e fu per molti anni il più alto edificio residenziale d'Europa e il secondo edificio civile italiano a essere stato realizzato con struttura portante metallica elettrosaldata, tipica dei grattacieli.[N 1] Il primo edificio civile era stato progettato pochi anni prima sempre dallo studio Melis - Bernocco, sempre a Torino, sempre per la Reale Mutua, era infatti la sede centrale della società che ancora sorge in via Corte d'Appello 11[13]. Le strutture in acciaio in entrambi gli edifici erano state realizzate dalla sede torinese della Società Officine Nazionali Savigliano (SNOS) in corso Mortara, vera eccellenza piemontese delle costruzioni metalliche e ferroviarie.
La torre della Reale Mutua si contrappone al simbolo ottocentesco di Torino per eccellenza, la Mole Antonelliana, che ha detenuto un doppio primato: il più alto edificio della città e la struttura in muratura più alta del mondo.[14]

L'edificio occupa poco più dei due terzi dell'isolato e si compone di un corpo basso di 9 piani che si sviluppa lungo via Giambattista Viotti fino a via Cesare Battisti ed è sovrastato dal corpo verticale della torre. Nel lato nord affacciato su piazza Castello la torre si unisce all'antico edificio vittozziano con portici, a sua volta raccordato, in via Roma, a un edificio moderno ma che adempie al doveroso quanto discusso compito di adeguarsi al prospetto barocco dell'antistante piazza.[15]

In corrispondenza dell'ottavo piano vi è il punto di intersezione con la torre che, contrariamente a quanto prevedeva il progetto originale, ospita un terrazzo di pertinenza del relativo appartamento. Da qui s'innalza il corpo della torre fino a raggiungere gli 87 metri di altezza ma la presenza dell'antenna metallica sommitale permette all'edificio di raggiungere i 109 metri e conta complessivamente 19 piani, per un altrettanto numero di appartamenti. Successivamente all'adattamento a Torre Littoria cittadina, l' arch. Melis fa alcune modifiche al progetto, dotando la torretta all'ultimo piano, inizialmente pensata con 4 orologi su ogni lato, di una cella campanaria, ed egli stesso disegna la campana con simboli fascisti che possa suonare nelle ricorrenze del regime. Sulla parete verso piazza Castello viene realizzato un fascio littorio a bassorilievo e la scritta A. XII (dodicesimo anno dell'era fascista)[5]. Questi simboli vengono rimossi nel dopoguerra. Gli altri locali compresi nei primi piani del modulo basso dell'edificio hanno accesso dal lato affacciato piazza Castello e via Cesare Battisti, dove c'è anche l'accesso alla Libreria Mondadori che oggi occupa il piano terreno, quello interrato e il primo piano.

I prospetti laterali in via Giambattista Viotti e via Cesare Battisti invece mantengono gli stessi elementi caratteristici della torre, evidenziando un andamento orizzontale scandito dalle modanature di intonaco chiaro alternate alle ampie finestre costrette entro le campiture a fasce in laterizio rosso. Da notare sono i terrazzi angolari presenti sul prospetto est della torre che esibiscono un ampio uso del vetrocemento e forme tondeggianti che trovano richiamo nel prospetto retrostante, sull'angolo di via Giambattista Viotti e via Cesare Battisti. Ciascuno di essi, dal 2011, è stato dotato da un impianto di illuminazione notturna a luce blu che percorre il perimetro esterno.

Molti concordano nel dire che l'edificio, pur essendo uno dei maggiori esempi di Razionalismo italiano, sia distonico con il disegno regolare ed elegante della suddetta piazza, che costituisce una splendida testimonianza di architettura barocca. Per questa ragione i torinesi hanno attribuito all'edificio diversi soprannomi goliardici, tra cui «pugno nell'occhio»,[16][17] «il telefonino», «il dito del Duce»[18] o anche «la torre arrogante».[19]

L'edificio è tuttavia ambìta sede di uffici, studi professionali, esclusivi appartamenti privati[20][21] e residenza di noti personaggi torinesi.

I progetti e la ristrutturazione del 2020

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Nel 2011 l'edificio è stato oggetto di un concorso per la realizzazione di un bar agli ultimi due piani e di un ristorante sul terrazzo dell’ottavo piano affacciato su piazza Castello, ma il progetto è stato abbandonato per l’opposizione della Sovrintendenza.[22][23][24]
Accantonata l'ipotesi che intendeva rendere pubblico l'accesso a parte della struttura, prevedendo anche la realizzazione di un ascensore esterno a uso turistico per raggiungere la sommità, l'edificio è stato radicalmente ristrutturato nel 2020 su progetto dello Studio Pomero. I lavori svoltisi tra il 2019 e il 2020 hanno interessato le parti comuni, riconsegnando un edificio noto semplicemente come La Torre, completamente rinnovato nelle parti comuni, con un nuovo ingresso nei locali a piano terreno dotati di una concierge, nuovi spazi dedicati alla palestra condominiale, locali tecnici e di sgombero, una ciclorimessa, nonché la completa ristrutturazione di ben dieci unità immobiliari: otto da 123 m² ciascuna al 4º, 5º, 6º, 14º, 15º, 16º piano, nonché altre tre esclusive unità duplex da 246 m² su due livelli ai piani 7º e 8º, 10º e 11º, 19º e 20º.[25]

  1. Per questo motivo da numerosi testi di architettura è considerato il primo grattacielo italiano.
  1. Armando Melis, op. cit., pp. 347-420.
  2. 1 2 3 4 Maria Sandra Poletto, Gli investimenti della società Reale Mutua a Torino. L'intervento per la torre Littoria di Torino, in Città e storia, n. 1, 2006, pp. 228-248.
  3. Le case del Fascio erano le sedi locali del Partito Nazionale Fascista
  4. La torre campanaria laica doveva infatti sancire i momenti importanti del regime, suonando in occasioni delle principali manifestazioni fasciste
  5. 1 2 3 4 5 Gian Luca Giani, L'incanto della Torre. Segreti, splendore e polemiche della costruzione più discussa di Torino, Torinoi, Yume, 2016.
  6. Il concorso per la Nuova Casa Littoria fu bandito dalla Federazione dei fasci di Combattimento di Torino e fu vinto nel 1939 dall'architetto Alberto Ressa. Il progetto per l'entrata in guerra non fu mai realizzato.
  7. Il mistero di Torino, Vittorio Messori e Aldo Cazzullo, Mondadori
  8. PIù o meno nello stesso luogo fu realizzato, negli anni Sessanta, il grattacielo della sede Rai
  9. Dalle cronache del tempo (La Stampa, articolo del12 agosto 1934) si legge che "..La Reale Mutua [...] ne ha fatto omaggio alla Federazione per un uso che coincide con culto dei suoi caduti ..."; è quindi probabile che un ufficio sia stato dato al PNF, oppure il solo uso delle campane sulla torretta all'ultimo piano.
  10. L'architetto prenderà in affitto, alla fine della costruzione dell'edificio, l'appartamento al decimo piano della torre, che terrà fino alla sua morte
  11. 1 2 Giovanni Sessa, op. cit., pp. 507-517
  12. La Torre Littoria in Museo Torino, su museotorino.it.
  13. La nuova sede della Società Reale Mutua di Assicurazioni a Torino, in L’Architettura Italiana, XXIX, n. 7, Luglio 1934, pp. 220-252.
  14. Visita Torino - Palazzi di Torino: Mole Antonelliana, su visitatorino.com. URL consultato il 7 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2015).
  15. « [...] il prospetto frontale color pastello e a schema obbligato su via Roma rappresenta la faticosa mediazione del prospetto su piazza Castello». (Tratto da: «Via Roma nuova. Guida all'architettura moderna di Torino»).
  16. Torino Grattacieli - Torre Littorina, su toguardainalto.altervista.org. URL consultato il 7 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  17. Torre littoria Torino, Antiestetica, le costruzioni più brutte meno funzionali gli sprechi a Torino, su cultorweb.com (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2012).
  18. La Torre Littoria, il “pugno nell’occhio” di Torino, su Guida Torino, 12 aprile 2017. URL consultato il 25 ottobre 2019.
  19. Copia archiviata, su cultorweb.com. URL consultato il 9 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2012). Consultato il 4 gennaio 2012.
  20. Copia archiviata, su edilcantiere.it. URL consultato il 10 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 13 novembre 2012). Consultato il 10 settembre 2012.
  21. Copia archiviata, su edilcantiere.it. URL consultato il 10 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2011). Consultato il 10 settembre 2012.
  22. Un referendum per l'ascensoredella Torre Littoria, su la Repubblica, 9 aprile 2013. URL consultato il 20 dicembre 2023.
  23. Nuovi panorami prendendo un caffè al 19º piano della Torre Littoria - Parallelo45 - Magazine, su www.parallelo45.com. URL consultato il 20 dicembre 2023.
  24. "No all'ascensore luminososul grattacielo di via Viotti", su la Repubblica, 3 gennaio 2013. URL consultato il 20 dicembre 2023.
  25. Vittorio Barbanera, Torre Littoria di Torino, completato il restyling degli appartamenti, su La Gazzetta Torinese, 4 dicembre 2020. URL consultato il 20 dicembre 2023.
  • Armando Melis de Villa, Concorso per il secondo tratto di via Roma in Torino, in «L'Architettura Italiana», 2, febbraio, 1934, pp. 39–47
  • Armando Melis de Villa, Giovanni Bernocco, Ricostruzione dell'isolato di San Emanuele in Via Roma a Torino, in «L'Architettura Italiana», 12, dicembre, 1935, pp. 405–435
  • Armando Melis, La ricostruzione del secondo tratto di via Roma a Torino, in «L'Architettura Italiana», 12, dicembre, 1938
  • Luciano Re, Giovanni Sessa, La formazione e l'uso di via Roma Nuova a Torino, in Città di Torino, Assessorato per la Cultura (a cura di), Torino tra le due guerre, Musei Civici, Torino 1978, pp. 142–167
  • Sergio Polano con Marco Mulazzani, Guida all'architettura italiana del Novecento, Electa, Milano 1991
  • Giovanni Sessa, Via Roma Nuova a Torino, in Agostino Magnaghi, Mariolina Monge, Luciano Re, Guida all'architettura moderna di Torino, Lindau, Torino 1995, pp. 507–517
  • Agostino Magnaghi, Mariolina Monge, Luciano Re, Via Roma nuova. Guida all'architettura moderna di Torino, Lindau, Torino 1995, pp. 138–140
  • Paolo Scarzella (a cura di), Torino nell'Ottocento e nel Novecento. Ampliamenti e trasformazioni entro la cerchia dei corsi napoleonici, Celid, Torino 1995
  • Michela Rosso, La crescita della città, in Nicola Tranfaglia (a cura di), Storia di Torino. Dalla Grande Guerra alla Liberazione (1915-1945), Vol. 8, Enaudi, Torino 1998, pp. 425–471
  • Società degli Architetti e degli Ingegneri in Torino, Architettour. 26 Itinerari di Architettura a Torino/Architectural Walks in Turin, SIAT, Torino 2000
  • Carla Barovetti, Armando Melis de Villa (ad vocem), in Ordine degli Architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Torino, Albo d'onore del Novecento. Architetti a Torino, Celid, Torino 2002
  • Maria Sandra Poletto, La torre Littoria di Torino, in Politecnico di Torino, Dipartimento Casa-Città (a cura di), De Venustate et Firmitate, Celid, Torino 2002
  • Maria Sandra Poletto, Via Roma, in Vera Comoli, Giuseppe Bracco (a cura di), Torino da capitale politica a capitale dell'industria, Tomo I, Il disegno della città (1850-1940), Archivio Storico della Città di Torino, Torino 2004, pp. 351–358
  • Maria Sandra Poletto, Gli investimenti della società Reale Mutua a Torino .L'intervento per la torre Littoria di Torino, in  «Città e storia», A. I, n. 1, gennaio - giugno 2006, pp. 228-248  
  • Via Roma nuova (secondo tratto), in Maria Adriana Giusti, Rosa Tamborrino, Guida all'Architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006), Umberto Allemandi & C., Torino 2008, pp. 264–265

Tutte le tavole di progetto, oltre a numerose fotografie di cantiere sono conservate presso le Collezioni Storiche del Politecnico di Torino. Fondo Melis de VIlla Armando; molto materiale è stato digitalizzato e può essere consultato on-line. https://collezionistoriche.polito.it/it//oggetti/345-melis-de-villa-armando

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Predecessore Edificio abitato più alto d'Italia Successore
Torrione INA 1934 - 1940 Torre Piacentini
Controllo di autoritàVIAF (EN) 4182151353529152720007 · GND (DE) 114834103X