Tomaso Ercole Roero di Cortanze

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Tomaso Ercole Roero di Cortanze
Tomaso Ercole Roero di Cortanze.png

Vicerè di Sardegna
Durata mandato 20 settembre 1727 –
1731
Predecessore Filippo-Guglielmo Pallavicini, barone di St. Rémy
Successore Girolamo Falletti, marchese di Castagnole e di Barolo
Tomaso Ercole Roero di Cortanze
NascitaTorino, 1661
MorteTorino, 1747
Dati militari
Paese servitoRegno di Sardegna Regno di Sardegna
Forza armataArmata Sarda
ArmaFanteria
GradoTenente generale
GuerreGuerra di successione spagnola
BattaglieAssedio di Torino
dati tratti da La Sardegna nel periodo Sabaudo. Politica e amministrazione durante il governo del Viceré Tomaso Ercole Roero di Cortanze (1728-1731)[1]
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Tomaso Ercole Roero di Cortanze (Torino, 1661Torino, 1747) è stato un politico, militare e diplomatico italiano, che fu Ambasciatore speciale piemontese alla Corte di Vienna nel 1708, e poi Ambasciatore in Inghilterra dal 1719 al 1725. Ricoprì l'incarico di Viceré di Sardegna tra il 1727 e il 1731, quando fu rimosso dall'incarico in seguito ad una accusa di concussione da cui venne pienamente scagionato. Nel 1733 fu insignito del Collare dell'Annunziata.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Torino nel 1661,[1][2] all’interno di una nobile famiglia astigiana. Arruolatosi nell’Armata Sarda iniziò la carriera militare a mezzo servizio, alternandola all’amministrazione[N 1] del feudo di Cortanze.[1] L’8 novembre 1703[3] re Vittorio Amedeo II lo nominò vicecomandante del Reggimento di milizia di Cortanze,[2] allora al comando del Marchese di Pallavicino.[3] Prese parte alla guerra di successione spagnola,[3] e nel 1705 fu nominato comandante della provincia di Alba,[4] su decisione personale del Re, del quale godeva della piena fiducia, tanto che gli fu consentito di arruolare un proprio reggimento,[N 2] che assunse la denominazione di Reggimento fanteria "Roero".[4]

Combatte a Staffarla,[4] durante l’assedio di Torino[4] e fu plenipotenziario durante la presa della città di Alessandria (9 aprile 1707),[2] della quale fu nominato governatore.[4] Vicegovernatore dei Principi Reali,[5] nel 1708 fu Ministro plenipotenziario sabaudo presso la Corte di Vienna,[4] dove ebbe vari incontri con l’Imperatore Giuseppe I, con il principe Eugenio e con gli inviati inglesi e olandesi.[6]

Governatore Reale Generale di Battaglia nel 1711,[4] fu nominato governatore di Biella nel 1717.[4] Nell’aprile 1719 fu inviato, in qualità di ambasciatore speciale,[4] in Inghilterra, e l’8 novembre dello stesso anno fu nominato Luogotenente Maresciallo della 1ª Armata.[7] Rimase in Inghilterra per sei anni, svolgendo un’importante opera diplomatica, e nel febbraio 1727 fu nominato governatore di Alba,[4] e nel marzo successivo di Alessandria.[2]

Il 20 settembre 1727 fu nominato vicerè di Sardegna,[4] assumendo l’incarico il 13 ottobre successivo.[4] Mantenne tale la carica fino al 1731, dapprima sotto il governo di Vittorio Amedeo II e, successivamente, di Carlo Emanuele III.[8] Accusato di concussione, fu sottoposto ad inchiesta da parte Reggente la Real Udienza, conte Filippo Domenico Beraudo di Pralormo, ma venne assolto con formula piena.[8] Promosso generale d'artiglieria[8] il 10 maggio 1731, nel 1734 venne nominato governatore della cittadella di Torino[8] e insignito del Collare dell'Annunziata.[2] Sposato con Ludovica Caterina Roero di Settini,[8] venne nominato conte di Calosso[2] il 28 aprile 1739.[8] Si spense a Torino nel 1747[2]. L'ottavo figlio Cesare Massimiliano (nato nel 1698) ereditò il titolo di marchese di Cortanze.[9]

Una via di Torino porta il suo nome.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata
— 25 marzo 1733[2]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— [2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fu solo nel 1712 che delegò pienamente l'amministrazione del feudo al procuratore Pietro Alberto Asinari, per dedicarsi interamente alla carriera militare.
  2. ^ Si trattava di uno dei diciassette reggimenti di fanteria dell’armata sarda sotto il regno di Vittorio Amedeo II.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Uras 2010, p.40.
  2. ^ a b c d e f g h i Ilari, Shamà 2008, p.438.
  3. ^ a b c Uras 2010, p.41.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l Uras 2010, p.42.
  5. ^ Angius 1841, p.720.
  6. ^ Uras 2010, p.44.
  7. ^ Uras 2010, p.45.
  8. ^ a b c d e f Uras 2010, p.43.
  9. ^ ROERO, Ercole Tommaso, su treccani.it. URL consultato il 16 agosto 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittorio Angius, Sulle famiglie nobili della monarchia di Savoia, Torino, Fontana e Isnardi Editore, 1841.
  • Virgilio Ilari, Davide Shamà, Dario Del Monte, Roberto Sconfienza e Tomaso Vialardi di Sandigliano, Dizionario bibliografico dell’Armata Sarda seimila biografie (1799-1821), Invorio, Widerholdt Frères srl, 2008, ISBN 978-88-902817-9-2.
  • A. B. Raviola, Governare un regno, viceré apparati burocratici società sabauda del Settecento, Roma, Carrocci Editore, 2005.
  • Renzo Sabbatini e Paola Volpini, Sulla diplomazia in età moderna. Politica, economia, religione., Milano, Franco Angeli Editore, 2011, ISBN 8-85686-869-5.
  • Federica Uras, La Sardegna nel periodo Sabaudo. Politica e amministrazione durante il governo del Viceré Tomaso Ercole Roero di Cortanze (1728-1731), Cagliari, Università degli Studi di Cagliari, 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]