Tethyshadros insularis

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Tethyshadros
Tethyshadros insularis.JPG
Scheletro olotipo di T. insularis
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Sauropsida
Superordine Dinosauria
Ordine † Ornithischia
Sottordine † Ornithopoda
Superfamiglia † Hadrosauroidea
Genere Tethyshadros
Dalla Vecchia, 2009
Nomenclatura binomiale
† Tethyshadros insularis
Dalla Vecchia, 2009

Tethyshadros (il cui nome significa "adrosauro della Tetide") è un genere estinto di dinosauro ornithopode hadrosauride vissuto nel Cretaceo superiore circa 71-70 milioni di anni fa, in Italia, nella località fossilifera Villaggio del Pescatore, vicino a Trieste.[1] Si tratta del secondo dinosauro ufficialmente descritto in Italia, dopo Scipionyx; il cosiddetto Saltriosaurus non è ancora stato descritto formalmente.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Con un'altezza di 1,30 metri e una lunghezza di circa 4 metri (13 piedi) e un peso di 350 kg (770 libbre), Tethyshadros era un animale relativamente piccolo per la sua famiglia, il che secondo il paleontologo Dalla Vecchia, rappresenta un esempio di nanismo insulare. Il cranio è relativamente lungo e provvisto di un curioso becco dotato di numerose punte che sporgevano in avanti, diverso da quello di qualunque altro ornitopode; gli arti anteriori possedevano "mani" con sole tre dita, invece che quattro come nei tipici adrosauri, la cui mobilità era molto ridotta, le gambe, gli arti posteriori erano molto allungati e la tibia era più lunga rispetto al femore. Anche la coda era notevolmente diversa da quella degli adrosauri tipici, e terminava in una sorta di frusta. Queste proporzioni, insieme con una riduzione del numero di dita, sono stati interpretati come adattamenti per la corsa bipede.[2]

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

La morfologia della testa e dello scheletro postcranico indicano che Tethyshadros era un ornitopode evoluto, appartenente al gruppo degli adrosauroidi (Hadrosauroidea). Il miscuglio di caratteristiche antiquate ed evolute di questo animale, però, impedisce di classificarlo come un vero e proprio adrosauride. È possibile che Tethyshadros facesse parte di una radiazione di adrosauroidi immigrati dall'Asia, arrivati nelle isole europee tramite island hopping.

Storia della scoperta[modifica | modifica wikitesto]

Dettaglio del cranio di T. insularis

Il genere Tethyshadros è stato descritto e nominato dal paleontologo italiano Fabio Marco Dalla Vecchia, nel 2009. L'unica specie attribuita al genere è Tethyshadros insularis. Il nome del genere si riferisce al gruppo di appartenenza, ossia gli Hadrosauroidea, e alla Tetide, l'antico mare in cui si trovavano le isole dove viveva l'animale. Il nome specifico significa insularis significa "insulare" o "dell'isola" in latino, in riferimento all'habitat dell'animale, che all'epoca era infatti costituito da isole sub-tropicali.

L'olotipo, SC 57021, è rappresentato da uno scheletro quasi completo, ma compresso, soprannominato dagli scopritori "Antonio". L'analisi delle ossa indica che l'animale al momento della morte aveva tra i cinque e i sei anni.[1] Il fossile è stato ritrovato nei pressi del Villaggio del Pescatore, nel comune di Duino-Aurisina, in Provincia di Trieste. Il sito fu scoperto negli anni ottanta da Alceo Tarlao e Giorgio Rimoli, in una vecchia cava vicino al mare. Questi strati calcarei formano la Formazione Liburnia, risalente tra il Campaniano ed il Maastrichtiano, circa 71-70 milioni di anni fa. La lente della formazione da cui è stato estratto "Antonio" era spessa ben dieci metri con un diametro di settanta metri. Nel 1994 la studentessa Tiziana Brazzatti scoprì proprio qui alcuni fossili di una mano, appartenente a uno scheletro più grande. Una società di recupero fossili, la Stoneage, ebbe il compito di estrarre il fossile dalla roccia, dovendo spostare ben trecento tonnellate di detriti e roccia. In seguito il paleontologo Dalla Vecchia seguì il recupero del fossile. Nell'aprile 1999 "Antonio" fu rimosso dalla cava, rimanendo leggermente danneggiato nel processo. Il fossile fu trattato per ben 2800 ore con acido formico per la rimozione dei detriti dalle ossa dell'animale. In seguito furono scoperti altri esemplari di Tethyshadros, uno dei quali è uno scheletro staccatosi durante la rimozione e un altro esemplare di cui sono stati recuperati solo gli arti anteriori. Tutti i fossili sono conservati presso il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, e sono di proprietà dello Stato Italiano.

Paleobiologia[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione museale di Tethyshadros. L'esemplare viene mostrato come nei primi stadi di decomposizione della carcassa

Le ridotte dimensioni di Tethyshadros (così come di un'altra forma simile, Telmatosaurus), fanno pensare che questi animali fossero un esempio di nanismo insulare. Diversamente dagli hadrosauri del Nordamerica e dell'Asia che popolavano ampie zone continentali, Tethyshadros viveva su isole piuttosto piccole (grande più o meno come Cuba) e da poco emerse dal mare, situata nella parte occidentale dell'oceano Tetide. A quell'epoca, l'Europa meridionale, centrale ed occidentale erano un arcipelago di isole situato a latitudini subtropicali. Ciò spiegherebbe anche lo strano aspetto di Tethyshadros causato anche dal fatto che viveva su di un'isola: gli animali insulari sviluppano spesso caratteristiche insolite, dal momento che l'evoluzione è più veloce sulle isole.

La morfologia di Tethyshadros indica che questo animale si spostava principalmente a quattro zampe: le mani, in particolare, erano strutturate in modo tale da sorreggere il peso del corpo ed erano talmente rigide da non poter essere utilizzate per afferrare il cibo. Tuttavia le lunghe zampe posteriori indiano che l'animale era capace di lunghe corse di discreta velocità, come indicato da alcune caratteristiche delle zampe e della coda. Probabilmente gruppi di individui percorrevano le zone dell'isola vicino all'acqua, cibandosi di piante terrestri. Tethyshadros condivideva l'habitat con tartarughe, piccoli coccodrilli (Acynodon adriaticus) e dinosauri carnivori (noti attraverso denti).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Cristiano Dal Sasso. (2005). Dinosaurs of Italy, Indiana University Press, p. 106
  2. ^ F. M. Dalla Vecchia, Tethyshadros insularis, a new hadrosauroid dinosaur (Ornithischia) from the Upper Cretaceous of Italy, in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 29, nº 4, 2009, pp. 1100–1116, DOI:10.1671/039.029.0428.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabio M. Dalla Vecchia, Tethyshadros insularis, a new hadrosauroid dinosaur (Ornithischia) from the Upper Cretaceous of Italy, Journal of Vertebrate Paleontology 29 (4), pp.1100–1116, 2009.
  • Fabio M. Dalla Vecchia, I dinosauri del Villaggio del pescatore (Trieste):qualche aggiornamento,Atti del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, Suppl. al n. 53, pp. 111-130, novembre 2008 ISSN 0365-1576 (WC · ACNP)

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