Testa del Claus

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Testa del Claus
Pian del Valasco4.jpg
La Testa di Claus (al centro della foto)
vista dal Pian del Valasco
StatiItalia Italia
Francia Francia
RegionePiemonte Piemonte
Provenza-Alpi-Costa Azzurra Provenza-Alpi-Costa Azzurra
ProvinciaCuneo Cuneo
Alpi Marittime
Altezza2 889 m s.l.m.
CatenaAlpi
Coordinate44°10′56.73″N 7°12′21.05″E / 44.182425°N 7.205847°E44.182425; 7.205847Coordinate: 44°10′56.73″N 7°12′21.05″E / 44.182425°N 7.205847°E44.182425; 7.205847
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Testa del Claus
Testa del Claus
Mappa di localizzazione: Alpi
Testa del Claus
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Occidentali
Grande SettoreAlpi Sud-occidentali
SezioneAlpi Marittime e Prealpi di Nizza
SottosezioneAlpi Marittime
SupergruppoCatena Argentera-Pépoiri-Matto
GruppoGruppo Bresses-Prefouns-Vlaus
SottogruppoGruppo di Prefouns
CodiceI/A-2.I-B.8.b/b

La Testa del Claus (2.889 m s.l.m.) è una montagna delle Alpi Marittime, situata tra Italia e Francia, fra la Testa Malinvern e la Cima del Prefouns.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La montagna sorge sullo spartiacque principale tra Italia e Francia; dal versante italiano, si trova nel territorio della valle Gesso, nel comune di Valdieri. È idealmente delimitata dal passo delle Portette (2557 m) a sud-est e dalla bassa della Lausa a nord-ovest.

Il nome sembra derivare dal fatto che la montagna chiude perentoriamente la vallata sottostante (dal latino clausus).

Dal punto di vista geologico, è composta da rocce granitiche.[1]

Ascensione alla vetta[modifica | modifica wikitesto]

La via di salita più facile si origina poco più in basso della Bassa del Druos, facilmente raggiungibile sia dal lato francese (Isola 2000), sia da quello italiano (Rifugio Questa). Da quest'ultimo versante si può pervenire direttamente al colle detritico della Bassa della Lausa (2.639 m). La vetta si guadagna dapprima su sentiero, traversando in orizzontale un pendio molto brullo segnalato con qualche ometto, quindi per un canale roccioso di II grado che permette di sbucare sulla cresta che in breve conduce al pendio detritico finale. L'itinerario è di tipo alpinistico, con difficoltà F+.[2] Sulla vetta è presente un semplice ometto di pietre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carta Geologica d'Italia scala 1:100.000, foglio 90, Demonte, su apat.gov.it. URL consultato il 28 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  2. ^ A. Parodi, op.cit.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Parodi, Vette delle Alpi, Parodi Editore, Arenzano (GE), 1996

Cartografia[modifica | modifica wikitesto]