Tequila (brano musicale)

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Tequila
ArtistaThe Champs
Autore/iDaniel Flores
GenereRock strumentale
Rock latino
Esecuzioni notevoliEddie Platt, The Ventures, Dizzy Gillespie, Pérez Prado, Bad Manners
Pubblicazione
Incisione'Train to Nowhere/Tequila (7")
Data15 gennaio 1958
EtichettaChallenge Records

Tequila è un celebre brano latin rock eseguito da The Champs nel 1958 e in seguito reinterpretato anche da altri artisti.

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

Il brano è stato scritto dal sassofonista Danny Flores, anche se accreditato con il suo nome d'arte, Chuck Rio, perché in quel periodo egli era sotto contratto con un'altra etichetta discografica. Tequila è basata su un ritmo cubano mambo beat. La parola "tequila" viene gridata tre volte durante il brano.

La versione originale del brano, incisa da The Champs il 23 dicembre 1957, è stata pubblicata il 15 gennaio del 1958 dalla Challenge Records come retro del singolo su 7" Train to Nowhere/Tequila[1]. In seguito è stata inclusa nell'EP 7" Go, Champs, Go![2] e nell'LP avente lo stesso titolo[3], entrambi pubblicati nel 1958.

La canzone ha raggiunto il #1 posto delle classifiche pop e R&B e continua a essere un importante riferimento della cultura pop fino ai nostri giorni.[4]

Successivamente The Champs proporranno variazioni e riarrangiamenti di questo brano negli album Great Dance Hits e Spotlight On The Champs & The Fabulous Cyclones, entrambi del 1962, con i titoli Tequila Twist e Too Much Tequila. Nel primo caso su ritmo twist, nel secondo in versione calypso.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • La canzone ha vinto la prima edizione dei Grammy Award del 1959 nella categoria "miglior performance R&B".

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Il brano è stato reinterpretato da numerosi artisti nel corso degli anni.

  • La versione di Eddie Platt raggiunge il #20 posto nelle classifiche statunitensi nel 1958.
  • The Ventures ne eseguono due versioni, la prima nel 1963, nell'album The Ventures Play Telstar and the Lonely Bull.
  • The Piltdown Men la cantano in un singolo del 1962 intitolato Tequila Bossa Nova.
  • Il Bill Black's Combo ne esegue una cover nel singolo Tequila/Raunchy del 1966.
  • Il gruppo jugoslavo Iskre ne pubblicano una versione nel 1965.
  • Dizzy Gillespie ne incide una reinterpretazione nel suo album del 1966 The Melody Lingers On.
  • Il chitarrista jazz Wes Montgomery ne registra una cover nel suo album del 1966 Tequila.
  • Boots Randolph nel suo album del 1967 Sax-Sational ne esegue una versione molto fedele all'originale.
  • A fine anni sessanta la Joe Loss Orchestra ne incide una reinterpretazione.
  • I Dr. Feelgood ne registrano una versione dal vivo nel loro album di debutto del 1974 Down by the Jetty.
  • Il chitarrista jazz Larry Carlton incide una cover nel 1983 nell'album Friends.
  • The Reverend Horton Heat pubblicano una versione della canzone intitolata Marijuana nel loro album del 1990 Smoke 'Em If You Got 'Em.
  • Una versione hip hop viene realizzata nel 1992 da A.L.T., la canzone ottiene un buon successo di vendite a livello internazionale, scalando le classifiche in numerosi paesi ed entrando stabilmente nella Billboard Top 40.
  • Pérez Prado ne ha registrato una sua versione.
  • Il gruppo degli Hot Butter, meglio conosciuti per la loro versione del brano di Gershon Kingsley Popcorn, pubblicano una cover di Tequila nell'album Moog Hits.
  • Un segmento della canzone viene campionata nel brano What Happened? del gruppo ska/punk Sublime.
  • Il gruppo statunitenste No Way José ha raggiunto il #47 posto nella classifica britannica con la sua versione della canzone nel 1985.
  • Il gruppo Industrial Metal Klutæ ne ha pubblicato una versione riarrangiata intitolata Tequila Slammer nel suo EP del 1995 Excepted, utilizzando dei campioni del cantato originale e i fiati combinati con drum machin e chitarre elettriche.
  • I Bad Manners hanno reinterpretato il brano nel loro album Loonee Tunes!
  • La Tony Levin Band nel ha pubblicato una versione nell'album del 2002 Pieces of the Sun.
  • Il duo spagnolo Azúcar Moreno la canta nel suo album del 2002 Únicas.
  • David Sanborn reinterpreta la canzone nel suo album del 2003 Time Again.[5][6]
  • Suggs ha campionato il riff di sassofono del brano nella sua canzone (No More) Alcohol.
  • Ska Cubano ha reinterpretato la canzone nel suo album Mambo Ska, eseguendola anche dal vivo.
  • Il gruppo giapponese Pugs ne ha pubblicato una versione punk-thrash nel suo album del 1997 Pugs Bite the Red Knee, utilizzando campioni della versione originale.
  • Uno dei temi musicali del videogioco EarthBound è simile a Tequila.
  • Keimzeit ne ha realizzato una cover dal vivo nell'album Nachtvorstellung.
  • Il gruppo ska punk Reel Big Fish nel canta una parodia all'inizio del brano Beer, eseguito dal vivo durante il tour del 2011 con gli Streetlight Manifesto.
  • Il chitarrista smooth jazz George Benson ne ha inciso una cover nel suo album del 2011 Guitar Man.
  • Il gruppo giapponese Oreskaband ne ha cantato una versione.
  • Il gruppo The Iguanas ne ha pubblicato una cover nell'album Jumpin' with The Iguanas del 1996.

Riferimenti culturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Il brano è presente nella colonna sonora della serie televisiva Happy Days.
  • La canzone è stata utilizzata nelle colonne sonore dei film I ragazzi vincenti, Pepe e Pee-wee's Big Adventure.
  • Tequila è stato inserito nella colonna sonora del videogioco Mafia II.
  • La canzone è usata tutt'ora per la pubblicità delle Gocciole Pavesi.
  • La canzone è utilizzata anche nel talent-show italiano Tú sí que vales come musica di sottofondo dei divertentissimi momenti della Scuderia Scotti, capitanata dal giurato dello show Gerry Scotti e consistente nella scoperta di talenti incompresi e che sanno far divertire e far ridere la gente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The Champs – Train To Nowhere / Tequila (7"), su Discogs, Zink Media.
  2. ^ (EN) The Champs – Go, Champs, Go! (EP), su Discogs, Zink Media.
  3. ^ (EN) The Champs – Go, Champs, Go! (LP), su Discogs, Zink Media.
  4. ^ (EN) Joel Whitburn, Top R&B/Hip-Hop Singles: 1942-2004, Record Research, 2004, p. 109.
  5. ^ (EN) A Thousand Kisses Deep, su AllMusic, All Media Network.
  6. ^ (EN) Time again - David Sanborn, su JazzTimes.com.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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