Sia :[a,b]\to \mathbb {R} ^{2}}
una curva piana liscia a tratti che sia anche una curva semplice chiusa (curva di Jordan): ovvero, se
e
sono nell'intervallo
allora
implica
(cioè la curva è semplice), e per cui si abbia
(cioè la curva è chiusa). Detto
il dominio di
la cui frontiera è
, sia inoltre :{D}\to \mathbb {R} ^{3}}
una funzione liscia e
un campo vettoriale su
.
Denotando con
l'immagine di
tramite
e con
la curva definita dalla relazione
, il teorema stabilisce che:

Il termine a sinistra è l'integrale di linea di
lungo
ed il termine a destra è l'integrale di superficie del rotore
di
.
Il teorema è un caso particolare, che si limita a considerare le superfici, del fondamentale teorema di Stokes: il flusso attraverso una superficie (regolare a tratti e dotata di bordo) di un campo vettoriale
esprimibile in termini di un potenziale vettore
è uguale alla circuitazione di
lungo il bordo della superficie. Il teorema del rotore può pertanto essere visto come una generalizzazione del teorema fondamentale del calcolo integrale, il quale afferma che:

Per l'integrale di funzioni ad una variabile reale si deve quindi trovare una
tale che
, e poi valutarla agli estremi. Nel caso in esame la primitiva di
è
, calcolata sulla frontiera della superficie che ha il ruolo degli estremi dell'intervallo dell'integrale definito.
Da notare come il teorema del rotore consenta di ottenere una condizione equivalente alla conservatività di un campo vettoriale su domini semplicemente connessi. Se la circuitazione del campo è nulla, infatti, ad essa corrisponde ad un flusso del rotore uguale a zero, e quindi proprio alla condizione di irrotazionalità del campo stesso:

grazie all'arbitrarietà della superficie.
Sia data una funzione
a valori in
tale che
è il pull-back di un campo
. Per fare ciò si definiscono
e
come:

dove
è il prodotto interno in
mentre nel seguito
è una forma bilineare rappresentata dalla matrice
.
Dalla definizione di integrale di linea:

dove
è la matrice jacobiana di
, e
è la frontiera del dominio
di
. Quindi si ha:

Si ottiene la seguente equazione:

Utilizzando la regola di Leibniz per il prodotto interno si calcolano le derivate parziali:

e quindi:

Dato che:

l'ultimo termine nella precedente relazione è uguale a:
![{\displaystyle \left\langle {\frac {\partial \psi }{\partial u}}{\bigg |}(\nabla \times \mathbf {F} )\times {\frac {\partial \psi }{\partial v}}\right\rangle =\det \left[(\nabla \times \mathbf {F} )(\psi (u,v))\quad {\frac {\partial \psi }{\partial u}}(u,v)\quad {\frac {\partial \psi }{\partial v}}(u,v)\right]}](https://wikimedia.org/api/rest_v1/media/math/render/svg/326d35d067c540983b8455204a727260c3bac160)
D'altra parte, dalla definizione di integrale di superficie:
![{\displaystyle {\begin{aligned}\iint _{S}(\nabla \times \mathbf {F} )\,\cdot \;\mathrm {d} {\mathbf {S} }&=\iint _{D}\left\langle (\nabla \times \mathbf {F} )(\psi (u,v)){\bigg |}{\frac {\partial \psi }{\partial u}}(u,v)\times {\frac {\partial \psi }{\partial v}}(u,v)\right\rangle \mathop {\mathrm {d} u} \mathop {\mathrm {d} v} \\&=\iint _{D}\det \left[(\nabla \times \mathbf {F} )(\psi (u,v)){\frac {\partial \psi }{\partial u}}(u,v){\frac {\partial \psi }{\partial v}}(u,v)\right]\mathop {\mathrm {d} u} \mathop {\mathrm {d} v} \end{aligned}}}](https://wikimedia.org/api/rest_v1/media/math/render/svg/dcef04f2edb969b4133b658ac7fd2d5050a86a07)
sicché si ottiene:

Considerando il teorema di Green, dai risultati mostrati segue la tesi.
- (EN) Michael Spivak, Calculus On Manifolds: A Modern Approach To Classical Theorems Of Advanced Calculus, Westview Press, 1971
- (EN) M. Hazewinkel, "A tutorial introduction to differentiable manifolds and calculus on manifolds" W. Schiehlen (ed.) W. Wedig (ed.), Analysis and estimation of stochastic mechanical systems, Springer (Wien) (1988) pp. 316–340