Teobaldo I di Lorena

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Teobaldo I
Theobald I, Duke of Lorraine.png
Duca di Lorena
In carica 10 ottobre 1213 - 17 febbraio 1220
Predecessore Federico II
Successore Mattia II
Nome completo Teobaldo di Lorena
Altri titoli Conte di Dasbourg e Metz
Nascita 1191 circa
Morte 17 febbraio 1220
Dinastia Casato di Lorena
Padre Federico II di Lorena
Madre Agnese di Bar
Consorte Gertrude di Dasbourg
Religione cattolico

Teobaldo I di Lorena o Tebaldo o Tibaldo (1191 circa – 17 febbraio 1220) fu Duca di Lorena dal 1213 alla sua morte.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Genealogica ex Stirpe Sancti Arnulfi descendentium Mettensis, Teobaldo era il figlio maschio primogenito del Duca di Lorena, Federico II e della moglie, Agnese di Bar[1][2] († 19 giugno 1226), figlia, sia secondo la Genealogica ex Stirpe Sancti Arnulfi descendentium Mettensis, che le Gesta Episcoporum Mettensium (Continuatio II), del Conte di Bar[3], Teobaldo I di Bar e di Loretta di Los[1].
Sia secondo la Genealogica ex Stirpe Sancti Arnulfi descendentium Mettensis, che secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, Federico II di Lorena era il figlio maschio primogenito del Duca di Lorena, Federico I[2][4] e della moglie (come risulta dal Chronicon Polono-Silesiacum[5]), Ludmilla di Polonia, che, sempre secondo il Chronicon Polono-Silesiacum, era una delle figlie del duca della Grande PoloniaMieszko III di Polonia[5], della dinastia Piast; anche la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, afferma che una figlia di Mieszko III di Polonia fu la madre del duca di Lorena (Federico II)[6].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Teobaldo divenne duca di Lorena nel 1213: infatti, secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, suo padre Federico II morì il 10 ottobre (dux Lotharingie Fredericus post festum Sancti Remigii)[7], mentre secondo L'obituaire de l'abbaye de Saint-Mansuy-Lès-Tozul morì l'8 ottobre[8].
Sempre secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium a Federico II succedette il figlio primogenito, Teobaldo[7], come Teobaldo I.

Teobaldo, contrariamente a suo padre, che dopo la scomunica dell'Imperatore del Sacro Romano Impero, Ottone IV di Brunswick nel novembre 1210[9], aveva dato il proprio supporto all'erede degli Hohenstaufen, Federico II di Svevia, si schierò con Ottone IV di Brunswick[10], ed il 4 luglio 1214 partecipò alla Battaglia di Bouvines[11], dove, secondo lo storico, Georges Poull, nel suo libro La Maison ducale de Lorraine (1994) (non consultato), venne fatto prigioniero, ma presto liberato[12].

Nel 1215, Teobaldo divenne Conte di Dasbourg e Metz, per via del matrimonio con Gertrude di Dasbourg[7].

Nel 1216, Teobaldo supportò Erardo I di Brienne, nella sua disputa con Teobaldo IV di Champagne[13], che era a sua volta supportato da Filippo II di Francia, Federico II di Svevia e da Enrico II di Bar; quindi ancora alleato di Ottone IV contro Federico II[14]. Federico II conquistò la città di Rosheim, che aveva, a suo tempo, ceduto a Federico II di Lorena. Teobaldo rispose nel 1218, riprendendo possesso di Rosheim e pretendendo l'Alsazia. Federico non esitò al contrattacco ed invase la Lorena e mise a ferro e fuoco Nancy, la sua capitale. Egli quindi assediò e prese possesso del Castello di Amance, dove Teobaldo si era rifugiato. Egli venne imprigionato e costretto a sottomettersi a Federico[14], e, per poter riottenere la libertà, dovette vendere numerose signorie e non riuscì mai a recuperare le terre ed i privilegi persi.

Comunque le ostilità tra Teobaldo e Federico non cessarono e quando Teobaldo morì nel 1220, avvelenato da una prostituta, corse voce che ad ispirare il delitto fosse stato Federico II[15]. Anche la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, ricorda la morte di Teobaldo, nel 1220, senza discendenza diretta[16], mentre la Chronica Senoniensis III, XXIII, Spicilegium II (non consultato), avvalora la tesi che l'avvelenamento da parte di una prostituta fosse stato ispirato da Federico II[12].
A Teobaldo succedette il fratello, il secondogenito, Mattia, come Mattia II[2].

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Teobaldo I di Lorena aveva sposato, nel 1215, Gertrude, l'unica figlia ed erede di Alberto II di Dasbourg e Metz, come ci conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium[7]; nel 1206, i loro genitori secondo la Vitæ Odiliæ Liber III De Triumpho Sancti Lamberti in Steppes 1, avevano stipulato un contratto di matrimonio tra Teobaldo e Gertrude, affinché l'eredita di quest'ultima fosse difesa dal futuro marito[17]. Dopo la morte del marito, Gertrude si sposò con il vecchio rivale di Teobaldo, Tebaldo IV di Champagne[16].
Teobaldo da Gertrude non ebbe figli[12][18].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXV: Genealogica ex Stirpe Sancti Arnulfi descendentium Mettensis, par. 3, pag. 383
  2. ^ a b c (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXV: Genealogica ex Stirpe Sancti Arnulfi descendentium Mettensis, par. 4, pag. 383
  3. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus X: Gesta Episcoporum Mettensium (Continuatio II), par. 3, pag. 549
  4. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXIII: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1193, pag. 871
  5. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XIX: Chronicon Polono-Silesiacum, pag. 562
  6. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXIII: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1146, pag. 838
  7. ^ a b c d (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXIII: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1213, pag. 899
  8. ^ (LA) L'obituaire de l'abbaye de Saint-Mansuy-Lès-Tozul, pag. 49
  9. ^ Austin Lane Poole, Filippo di Svevia e Ottone IV, cap. II, vol. V, pag. 88
  10. ^ Frederick Maurice Powicke, I regni di Filippo Augusto e Luigi VIII di Francia, cap. XIX, vol. V, pag. 814
  11. ^ Frederick Maurice Powicke, I regni di Filippo Augusto e Luigi VIII di Francia, cap. XIX, vol. V, pag. 815
  12. ^ a b c (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : DUKES of LORRAINE - THIBAUT de Lorraine
  13. ^ Il titolo di conte di Champagne, gli fu contestato da Alice di Champagne e Filippa di Champagne, le figlie del fratello di suo padre, Enrico II di Champagne, che, alla sua morte, nel 1197, oltre che essere re di Gerusalemme, era anche conte di Champagne, ed aveva tre figlie, in tenera età, Maria (che morì giovane, nel 1205, Alice, e Filippa, che al momento accettarono che, nella contea di Champagne al padre succedesse, come Tebaldo III, il fratello (loro zio), Tebaldo. La sorella più giovane, Filippa che, nel 1214, aveva sposato Erardo I di Brienne, conte di Ramerupt, l'anno dopo, assieme al marito aveva lasciato la Palestina, per raggiungere la contea di Champagne, dove parecchi nobili appoggiavano la sua richiesta di ottenere il titolo. Con l'arrivo di Filippa ed Erardo iniziò una contestazione che, nel 1216, sfociò in guerra aperta (guerra di successione di Champagne)
  14. ^ a b Austin Lane Poole, La Germania sotto il regno di Federico II, cap. III, vol. V, pag. 96
  15. ^ Austin Lane Poole, La Germania sotto il regno di Federico II, cap. III, vol. V, pag. 96
  16. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXIII: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1220, pag. 910
  17. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXV: Vitæ Odiliæ Liber III De Triumpho Sancti Lamberti in Steppes 1, pag. 173
  18. ^ (EN) #ES Genealogy : Lorraine 11 - Theobald I

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Austin Lane Poole, Filippo di Svevia e Ottone IV, cap. II, vol. V (Il trionfo del papato elo sviluppo comunale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 54–93.
  • Austin Lane Poole, La Germania sotto il regno di Federico II, cap. III, vol. V (Il trionfo del papato elo sviluppo comunale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 94–127.
  • Frederick Maurice Powicke, I regni di Filippo Augusto e Luigi VIII di Francia, cap. XIX, vol. V (Il trionfo del papato elo sviluppo comunale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 776–828.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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