Tempio di Giunone (Agrigento)
| Tempio di Giunone Tempio D | |
|---|---|
| Civiltà | greca |
| Utilizzo | Tempio |
| Stile | Ordine dorico |
| Epoca | V secolo a.C. |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Comune | Agrigento |
| Altitudine | 120[1] m s.l.m. |
| Amministrazione | |
| Patrimonio | Valle dei Templi |
| Mappa di localizzazione | |
| |
Il tempio D o di Atena, noto anche come tempio di Era o di Giunone, è un tempio greco dell'antica città di Akragas sito nella Valle dei Templi di Agrigento.
Al nome della divinità viene spesso associato l'epiteto Lacinia[2][1], nome tradizionale ma probabilmente errato perché specifico invece del tempio dedicato a Era presso il promontorium Lacinium a Capo Colonna non lontano da Crotone[3]. In realtà per anni si è dubitato della dedica del tempio a Era[4], fino a che non si è scoperto che fosse dedicato alla dea Atena[5].
Il tempio
[modifica | modifica wikitesto]Fu edificato nella seconda metà del V secolo a.C., intorno al 450 a.C. e appartiene come epoca e come stile al periodo del dorico classico. Sono stati rilevati segni dell'incendio del 406 a.C. dopo il quale è stato restaurato in età romana, con la sostituzione delle originarie tegole fittili con altre marmoree e con l'aggiunta del piano inclinato alla fronte orientale.

L'edificio è un tempio dorico periptero con 6 colonne sui lati corti (esastilo) e 13 sui fianchi, secondo un canone derivato dai modelli della madrepatria ed utilizzato anche per il tempio "gemello" della Concordia con il quale è accomunato anche dalle dimensioni generali e dalle misure, quasi standardizzate di alcuni elementi costruttivi. Le dimensioni complessive sono di circa m 38,15x16,90.
Il fronte presenta interassi leggermente diversi con la contrazione di quelli terminali e l'enfatizzazione di quello centrale.
Il peristilio di 34 colonne alte 6 metri e 44 centimetri e costituite da 4 rocchi sovrapposti, poggia su un crepidoma di quattro gradini. Edificato su di uno sperone con un rialzo risulta in gran parte costruito artificialmente.
L'interno è costituito da un naos senza colonnato interno, del tipo doppio in antis, dotato di pronao e opistodomo simmetrici, entrambi incorniciati da gruppi di due colonne (distili). Due scale per l'ispezione alla copertura o per motivi di culto, erano presenti nella muratura di separazione tra naos e pronaos (diaframma).
All'inizio del XXI secolo, si conserva il colonnato settentrionale con l'epistilio e parte del fregio, mentre i colonnati sugli altri tre lati sono conservati solo parzialmente (mancano 4 colonne e 9 sono smozzate), e senza architrave. Pochi sono gli elementi rimasti della cella di cui rimane la parte bassa della muratura che la delimitata. L'edificio è stato così ricostruito mediante anastilosi fin dal Settecento ad oggi. Davanti al fronte principale (orientale) ci sono notevoli resti dell'altare.
Il primo a fotografre il Tempio fu Auguste Laresche nel 1855 assieme al suo socio Th. Monaton[6].
- Dipinto di Caspar David Friedrich.
- L'altare
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Tempio di Era (Giunone) Lacinia in "lavalledeitempli.it"
- ↑ Il Tempio di Giunone Archiviato l'8 marzo 2022 in Internet Archive. - Comune di Agrigento.
- ↑ Giuseppe Celsi, Il Santuario di Hera Lacinia, in Gruppo Archeologico Krotoniate, 7 novembre 2019. URL consultato il 4 aprile 2021.
- ↑ F.Fotia, Archeologia, l’enigma di Hera Licinia: parte lo scavo nella Valle dei Templi di Agrigento, su MeteoWeb, 2020. URL consultato il 24 aprile 2022.
- ↑ Salvo Fallica, Spunta la testa di Atena e nella Valle dei Templi si riscrive la Storia, su Corriere della Sera, 14 novembre 2022. URL consultato il 15 novembre 2022.
- ↑ Emanuele Bennici, Su un calotipo di Auguste Laresche raffigurante il tempio di Giunone Lacinia ad Agrigento (PDF), in Open Forum, ottobre 2024. URL consultato l'11 dicembre 2025.
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